UNA SCOPERTA davvero sorprendente. Un romanzo divertente, positivo, ricco di buon senso, ma soprattutto... africano!
In un certo senso l'autore è africano: Alexander McCall Smith è nato e cresciuto in Zimbabwe (più esattamente bisognerebbe dire Rhodesia, come precisa il protagonista di Blood diamond, almeno perché così si chiamava quando lui ci è nato e cresciuto). Questo me lo rende particolarmente simpatico. Trasferitosi in Scozia per l'università, è rimasto lì e fa il professore universitario – medicina legale: l'ideale per uno che scrive polizieschi – ma è anche uno scrittore di successo da quando ha inventato il personaggio della signora Precious Ramotswe, una grassa matrona del Botswana che di mestiere fa l'investigatrice privata.
Quello che mi piace è che i personaggi sono africani con "complesso di superiorità". Per loro noi europei siamo dei poveretti che non conoscono le buone maniere, non sanno vivere (per esempio pensano che sia meglio essere magri, poveretti!) e, soprattutto, non hanno la fortuna di abitare nel posto più bello del mondo! (e condivido tutte e tre le opinioni).
Per fare qualche esempio (riferisco a memoria, magari poi farò qualche citazione): Freud è un professore importante, non credo del Sud Africa, più probabilmente inglese, secondo il quale il problema principale è che i bambini vogliono troppo bene alla loro mamma. E questa è un'idea evidentemente assurda, perché è una cosa buona che i bambini vogliano bene alla loro mamma, ma evidentemente nessuno ha dato retta a questo signore perché nonostante tanti anni di sue insistenze, i bambini continuano a voler bene alla mamma, almeno in Botswana, grazie a Dio, è così.
Insomma, un libro molto divertente e in più scopro ora che è in offerta a 5 euro. Lo consiglio caldamente, soprattutto a quelli che, come me, hanno un debole per il Continente Nero.
Alexander McCall Smith, Le lacrime della giraffa, RL Libri 2006.
18 febbraio 2008
L'Africa vista dall'Africa
Etichette: Libri, Segnalazioni
05 febbraio 2008
Un'immagine per pensare
QUESTA FOTO l'ha scattata Giulia; se guardate il suo blog (pensare in un'altra luce) si capisce che pensa per immagini; anche il nome del blog lo dice. A volte riflette su una sua foto, altre volte — come questa — è il pensiero che chiama l'immagine.
Un ponte — più probabilmente il camminamento sul muro di una diga — che si perde nella nebbia. Simbolo dell'andare verso l'ignoto. Lei lo usa per dire addio ad una persona cara, e con parole davvero commoventi (le trovi qui), rese più dolorose da una prospettiva solo terrena (almeno, così mi pare).
Ma quando ho visto l'immagine, prima di aver letto il testo, ho pensato che volesse essere una metafora del nostro rapporto con gli altri. Ogni volta che ci apriamo a qualcuno ci mettiamo in cammino verso un ignoto: varrà la pena? corrisponderà? mi farà del male? Eppure è una strada che non possiamo rinunciare a percorrere.
Le mie preghiere, e un ricordo speciale nella Messa di domani (Mercoledì delle Ceneri, con il suo "Memento, homo..."), per Giulia e per l'anonimo defunto.
Etichette: Pensiero, Segnalazioni
30 gennaio 2008
I diavoli del blog
Quel diavolo di un Berlicche, invitato a parlare della sua attività di blogger, ha pensto bene di descrivere i suoi "colleghi" specializzati in blog, cioè i sette diavoli che si dedicano a tentare il blogger. Ecco l'indice dei suoi profili, da non perdere per chiunque scrive in un blog.
Introduzione
1. Seporino
2. Sfanferlucchio
3. Magnabave
4. Zeblolaffo
5. Curcunnuto
6. Clarimistra
7. Babalfinno
Conclusione
Etichette: Segnalazioni
08 gennaio 2008
Emozione di libri
Uno dei blog che visito ogni tanto si chiama Pensare in un'altra luce. Qualche settimana fa riportava un brano di Amos Oz (per me ancora uno sconosciuto, ma penso di informarmi) che mi ha causato una forte emozione. Il brano lo trovi qui.
Per i pigri — ma vale la pena leggere il brano — riassumo che si tratta del ricordo di quando l'autore, bambino, ricevette da suo padre uno spazio nella biblioteca di casa per metterci i suoi libri. Fu una vera iniziazione intellettuale all'età adulta. Soprattutto perché, quando suo padre vide che aveva allineato i suoi pochi libri in un banale ordine di grandezza, si affrettò a fargli una lezione sulla "biblioteconomia personale", sul fatto, cioè che uno dei piaceri di possedere libri è la possibilità di ordinarli (e riordinarli) sui tuoi scaffali.
So che questo ad alcuni potrebbe non dire granché, ma se è vero quello che già riportavo sulla nostalgia indefinita di cui parla C.S. Lewis, che per ognuno scatta per certe cose in particolare... beh, questo brano per me ha provocato un discreto "scatto" (altro che! un vero è proprio groppo in gola). Mi ha ricordato di quando, bambino delle elementari, andavo ad aiutare mamma nella biblioteca della sua scuola, di cui si era accollata la responsabilità per puro amore dei libri; quando frugavo la biblioteca di casa mia nei suoi reconditi più nascosti, per scoprire meraviglie come la Divina Commedia illustrata dal Dorè, i vecchi libri delle edizioni economiche del ventennio, con le pagine tagliate a mano dal primo lettore (e che soddisfazione quando trovavo pagine ancora da tagliare: quel libro rimasto intatto per decenni solo per me!), lo spazio infinito dei volumoni della Treccani (prima edizione, naturalmente) sfogliati per terra sul tappeto della mia stanza...
Potrei andare avanti per molte pagine. Mi tornano in mente un paio di passi di Calvino, ma ne parlerò più avanti per non dilungarmi. Intanto, grazie Amos Oz e grazie giuba47 (autrice del blog).
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06 dicembre 2007
Polygen
Ho messo sulla barra laterale un riquadro di recensioni di libri generate automaticamente da polygen. Immagino che mi ispiri simpatita solo perché mi ricorda i tempi del Poli, quando ci trovavamo a fare progetti del tipo Sistema esperto per la scelta delle vele e dei percorsi in una regata di America's Cup (e dico sul serio!)
Se volete dargli un'occhiata (occhio, però: non lo consiglio a chi si scandalizza delle goliardate) troverete un generatore di ordinanze comunali e un generatore di racconti di bulli (ahimé, quest'ultimo decisamente volgare, sfiora i livelli del comico TV medio o di Benigni che si accinge a spiegare Dante) veramente notevoli.
Etichette: Segnalazioni
28 settembre 2007
Quel diavolo di un Berlicche!
Da un po' di tempo sto tenendo d'occhio il blog di Berlic (http://berlic.splinder.com). Mi piaciono in particolare le sue Nuovissime lettere, ma recentemente ha postato la provocazione che puoi trovare qui. Avrei mille cose da dire al riguardo e magari anche voi vorrete contribuire alla discussione.
(Chi mi conosce bene vedrà che ho già iniziato a dire la mia in quel blog, ma non mi sento di firmarmi donmario in un blog così "ardente"!)
Etichette: Pensiero, Segnalazioni
30 agosto 2007
Pensarporlibre, i bambini e altro
Da tempo volevo dire qualcosa su un blog che mi ispira molto. Si chiama pensarporlibre (http://pensarporlibre.blogspot.com) che in spagnolo vuol dire "pensare liberamente" ed è tenuto da Enrique Monasterio un sacerdote decisamente anticonformista, conosciuto (se mai) in Italia per il suo libro E Dio fece il presepe. Purtroppo per voi, scrive in spagnolo, ma se lo capite anche solo un po' vale la pena.
Per presentarvelo vi traduco i passi salienti di una sua conversazione con due bambini in casa di amici (dal post El feminismo nos acecha):
(Marta) È vero che tu sai i peccati di tutti ma non li dici nemmeno se ti tagliano la testa?
(Don Enrique) No che non li dico.
(Manolito) Nemmeno se ti versano olio bollente sul collo...?
(Mamma) Ma che idee! Perché non vai a vedere la tele...
(Manolito) E non puoi dire a papà i peccati della mamma?
Ridiamo tutti, tranne Marta che diventa molto seria e poi esclama:
(Marta) Mamma non ha peccati.
(Papà) E io, ne ho di peccati?
(Marta) Tu sì, ma piccoli.
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