Than time counted by anxious worried women
Lying awake, calculating the future,
Trying to unweave, unwind, unravel
And piece together the past and the future,
Between midnight and dawn, when the past is all deception,
The future futureless, (...).
T.S. ELIOT, Four Quartets 3: The Dry Salvages.
Prima del tempo dei cronometri, prima del tempo misurato da donne ansiose e preoccupate che giaciono sveglie a calcolare il futuro, cercando di disfare, dipanare, sbrogliare e poi ricomporre il passato e il futuro, fra mezzanotte e l'alba, quando il passato è tutto un inganno e il futuro impossibile.
AI TEMPI del liceo, se una persona era molto appiccicosa veniva soprannominato Bostik (ah, e nel gergo romano attuale si dice che si accolla). Allora eravamo troppo spensierati per conoscere invece il Whirlpool. Occhio, perché solo pochi sono immuni al morbo di Whirlpool e bisogna difendersene.Il malato di questo morbo ha la testa come il cestello di una lavatrice: piena zeppa di pensieri, progetti, preoccupazioni che rimescola continuamente. Avete presente la lavatrice? Ciuk, ciuk, ciuk, quattro giri in un verso, e poi, ciuk, ciuk, ciuk quattro giri nell'altro. Solo che i panni, così rimestati, diventano puliti (talvolta un po' più piccoli, talaltra di un altro colore, ma di solito puliti).
I pensieri, invece, a rigirarli si complicano;
i progetti si indeboliscono;
preoccupazioni, timori ecc. si ingigantiscono
e non si risolvono i problemi, salvo rarissime illuminazioni.
Il pensiero-lavatrice è da fuggire come prima avvisaglia di questo morbo pericolosissimo: chi non reagisce subito si trasforma in un Whirlpool, incapace di qualsiasi azione, salvo agitarsi molto (ma restando dov'è) quando parte la centrifuga, e a quel punto si rischia il ricovero.
L'immagine che ho scelto non è una lavatrice (complimenti a chi l'ha notato!): è una foto della galassia a spirale M51, e in inglese si dice whirlpool galaxy (che poi vuol dire "vortice", non spirale). Mi pare che questa forma sia dovuta ad un buco nero al centro che risucchia tutto verso di sé, ed è proprio questo il problema delle personalità Whirlpool.






Il parcheggio del centro commerciale non offriva nemmeno un posto libero, ma Roberto non si perse d’animo. Dopo anni di frequentazione conosceva le dinamiche di quel centro come se fosse una parte di casa sua e sapeva bene che di prima mattina molti clienti erano sbrigativi quanto lui, gente che passa da lì per un acquisto al volo prima di entrare in ufficio. Bastava fermarsi in un punto da dove si vedeva la gente in uscita dai negozi, fare il classico cenno per dire “Sta andando via?” e seguire la persona fino all’auto, per prenderne il posto che lasciava.
