11 aprile 2015

Significati

LA NEWSLETTER CHE RICEVO da Goodreads si conclude sempre con la poesia vincitrice del mese per un qualche concorso di cui non sono al corrente. Di solito non la leggo, questo mese l'ho fatto. Non mi pare un capolavoro, però mi è piaciuta l'idea, che vi propongo in traduzione appena un po' libera.

significati

di Maya Stein

Metto fuori la spazzatura per chiederti scusa. Tu prepari la cena per ringraziarmi della dichiarazione dei redditi.
Resto sul divano per il mio malumore, tu vai a letto presto per il tuo.

Il cornetto, una proposta di pace. Due lavatrici, pentimento.
Il vialetto spazzato mentre ancora dormivo, quasi perdono.

Quando le parole finiscono, la casa è ancora conversazione.
Le stanze, bocche aperte. I pavimenti da spazzare, confortevoli abbracci.
C’è un bacio nascosto nel tubetto esaurito di dentifricio.
Quando il latte va a male ci innamoriamo di nuovo.

E così conservo il garage come argomento di peso mentre tu ti tieni la soffitta come asso nella manica.

What We Mean

I took out the trash to apologize. You made dinner to thank me for finishing
our taxes. I stayed on the couch for my bad mood. You went to bed early
for yours. The croissant, a peace offering. Two loads of laundry,
repentance. The sidewalk you shoveled while I slept, something resembling
forgiveness. When the words fail, the house still rings with conversation, 
its rooms, wide mouths, the unswept floors, a burgeoning embrace. A kiss waits
inside every spent tube of toothpaste. When the milk sours, we fall in love
all over again. So I am saving the garage for the hard argument. 
You are keeping the basement
in your back pocket.

26 marzo 2015

Questione di prospettiva

IMMAGINA DI INCONTRARE un conoscente, per strada. Il signor A. Scambi di convenevoli, un accenno allo spettacolo che è andato a vedere la sera prima. Ti mostri interessato: stavi pensando di andarci anche tu prossimamente e ti informi sul suo parere. Lui esprime sobriamente i suoi apprezzamenti sulla qualità della recitazione, sull'interesse della trama, la spettacolarità dell'allestimento. Racconta con passione, non priva di talento, una scena specialmente memorabile. Poi enuncia alcune riflessioni che lo spettacolo gli ha suggerito e conclude con un "Se poi lo vai a vedere, mi piacerebbe sentire la tua opinione". Lo congedi confermato nell'intenzione di andare quanto prima a quello spettacolo.

Immagina di incontrare un conoscente... Il signor B. È stato a quello spettacolo che ti interessa e gli chiedi un parere. Ti parla della sala poco accogliente, della scomodissima poltrona, della porta da cui entrava uno spiffero che non ti immagini. Il signore davanti non è stato fermo un momento e all'uscita l'auto era bloccata da un deficiente che aveva posteggiato in seconda fila. Lo congedi confermato nella tua intenzione... di evitare il più possibile futuri incontri con lui!

Immagino che ci troveremmo tutti d'accordo se dovessimo scegliere con quale dei due trascorrere una serata. E non importa granché se le cose di cui B. si lamenta sono vere o no. Può anche essere reduce dalla più sgradevole esperienza della sua vita, ma tu gli avevi chiesto un parere sullo spettacolo e lui ha ritenuto più importante e interessante informarti sul suo umore e le sue vicende.

L'effetto che A. e B. hanno sugli altri è così diverso e così universale, che mi chiedo perché tante volte preferiamo fare la parte di B. quando è evidente che dovremmo sforzarci di essere sempre come A. Non penso che ad A. vada tutto bene, penso solo che abbia la sufficiente sanità mentale per prestare attenzione alle cose che la meritano e mettere da parte le altre. Si tratta di spostare lo sguardo: distoglierlo dal mio ombelico e rivolgerlo agli altri e a quello che succede intorno a me. In fondo si tratta di scoprire che abitualmente il mondo è più interessante di me.

Il signor A, con il suo atteggiamento fa un servizio agli altri che ha molto a che vedere con la carità. Quanto bene ci fanno le persone positive e appassionate, che a ogni incontro ci regalano un po' di carica. (Il signor B. invece è un "uomo zavorra" che ad ogni incontro ci scarica addosso una buona quantità dei suoi sacchetti di sabbia). Ma, prima che per l'approvazione generale, sono sicuro che A. ci guadagna innanzitutto perché si gode quello che ha. Lui si è goduto lo spettacolo, mentre B. era occupato a cercare la posizione giusta sulla sedia.

Essere A. è una scelta: la vita è sempre uno spettacolo interessante in un teatro mal frequentato e con poltrone scomode. Si tratta di scegliere quale delle due prospettive merita la tua attenzione, magari aggiungendo il poco acume necessario per comprendere quale delle due possa interessare il nostro prossimo.

04 marzo 2015

Haiku del venerdì pomeriggio

VABBE’, lo ammetto, il titolo è poco poetico, ma ho composto questo haiku proprio per esprimere il senso di stanchezza che provavo un venerdì a fine giornata. Immagino che ci siamo passati tutti.

come montagna
stanca del proprio peso
inamovibile

A volte gli haiku fanno questi scherzi: uno vuole dire una cosa e quello che viene fuori è un po' diverso. Come in certe fiabe, pensare che una montagna non sia un gigantesco ammasso inanimato... Grandissima sì, inanimata no: solo si è mossa poco nelle ultime migliaia di anni.

Ho continuato a seguire questi pensieri strambi e ho immaginato che un animista, convinto che ogni oggetto abbia un'anima e, pertanto, una sua forma di vita, magari ci direbbe: «Non esistono cose inanimate, esistono solo cose molto stanche» (puoi twittare anche questo cliccando qui).

Sì, è stato un momento di follia, però a quel punto avevo messo da parte la stanchezza, avevo annotato sullo smartphone un haiku decente... e mi sono divertito.

21 febbraio 2015

Concupiscentia librorum

SEI ANCHE TU di quelli che non riescono a separarsi dai propri libri? La concupiscentia librorum non si manifesta solo nell'emozione che proviamo entrando in una libreria (della libridine ho già parlato qui), ma anche nella speciale gioia che ci regala la nostra personale biblioteca.

Per questo, distaccarci da un libro ci è difficile: ci costa buttarlo e ci costa prestarlo. Regalare libri è più facile: scegliere il libro giusto da regalare ad una persona cara è un vero piacere. Ma non così se si tratta di regalare un nostro libro!

Vi propongo un brano di C.S. Lewis.

"Sì", disse il mio amico, "non vedo perché non dovrebbero esserci libri in Paradiso. Ma scoprirai che in Paradiso la tua biblioteca conterrà solo alcuni dei libri che possedevi sulla terra".

"E quali?", domandai.

"Quelli che hai regalato o prestato".

"Spero almeno che quelli prestati non conserveranno le ditate sporche dei loro utilizzatori".

"Oh sì che le avranno", mi rispose, "ma saranno come le ferite dei martiri trasformate in meraviglie di bellezza. Scoprirai che le ditate saranno diventate come magnifiche iniziali miniate o delicate incisioni ornamentali".

C.S. Lewis, "Scraps" in Essay Collection, n. 44

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06 febbraio 2015

Haiku d'inverno

CON DISPIACERE mi accorgo di non aver pubblicato nessun haiku nel 2014. Addolorato, mi porto almeno avanti per il 2015.

bianco di luce
danza nel cielo scuro,
come un'idea.

Non ho resistito alla tentazione di fabbricare un'immagine simile a quella che ha ispirato questo haiku (ringrazio Gimp). Gli haiku precedenti li trovi qui.