10 dicembre 2014

Auguri a Natale

FARE GLI AUGURI di Natale è diventato per me un problema insormontabile. Quelli di carta non riesco proprio più a farli: procurarsi i cartoncini, trovare gli indirizzi... L'anno scorso l'impresa più grossa è stata trovare i francobolli! Alcuni tabaccai mi hanno guardato storto quando ho chiesto se li avevano.

Qualche anno fa avevo trovato una soluzione quasi automatica: con un programmino avevo prodotto auguri un po' personalizzati per tutti i nomi della mia rubrica, poi li ho ripassati uno per uno con qualche aggiunta ad hoc e via. Ma ora (grazie, Google!) i miei indirizzi sono circa duemila (e sì che ogni tanto faccio pulizia). Ripassarli tutti è impossibile! (E poi gli auguri fatti in serie proprio non li sopporto, perché allora dovrei infliggerli agli altri?)

Ho deciso che farò così: quando posso sfoglierò a caso la mia rubrica e scriverò dei brevi messaggi di auguri a quelli che capitano. Quindi, ammesso che lo faccia (il lavoro sacerdotale sotto Natale aumenta considerevolmente) e ammesso che tu, lettore, sia nella mia rubrica, stimo che hai meno di una probabilità su dieci di ricevere i miei auguri. Se non li ricevessi, non pensare che non ti voglia bene... è che proprio non ce la faccio!

A tutti, però, propongo questa famosa Adorazione dei pastori di Matthias Stomer perché nonostante l'autore sia fiammingo, l'opera venne realizzata qui e tutt'ora qui si conserva (a Monreale).

In questo anno che il Papa dedica in modo speciale alla famiglia, mettiamo ai piedi della Sacra Famiglia di Nazaret le nostre preghiere e le nostre buone intenzioni. Con tanti cari auguri.

22 novembre 2014

Winnie the Pooh insegna

WINNIE THE POOH e il suo amico Piglet (Pimpi) vogliono catturare un Heffalump. Non hanno idea di cosa sia, ma questo rende l'impresa più appassionante. Come si fa?

Winnie non ha dubbi: si scava una Buca Molto Profonda e l'Heffalump ci cade dentro. “Perché dovrebbe?”, chiede Piglet. Lascio la parola a Milne per continuare il racconto:
Pooh si massaggiò il naso con la zampa e rispose che l'Heffalump potrebbe passare di qui canticchiando una canzoncina mentre guarda il cielo chiedendosi se verrà a piovere. Così non vede la Buca Molto Profonda finché non è già per metà dentro e per lui è troppo tardi.

Piglet disse che era proprio una buona Trappola, ma... e se stesse già piovendo?

Pooh si massaggiò di nuovo il naso e disse che non ci aveva pensato. Poi si illuminò e disse che se stesse già piovendo allora l'Heffalump guarderebbe il cielo chiedendosi se schiarirà. Così non vede la Buca Molto Profonda finché non è già per metà dentro e per lui è troppo tardi.
A.A. Milne, Winnie-the-Pooh, cap. 5

Ragionamento analogo nell'episodio del disegno che vi ho riportato (uno di quelli originali di Shepard, il primo ideatore dell'aspetto di Winnie, che ha condizionato la successiva rivisitazione della Disney). Winnie, sporco di fango e appeso ad un palloncino blu, spera che le api lo scambino per una piccola nuvola scura carica di pioggia. Quando Piglet gli dice che in realtà sembra piuttosto un orso appeso ad un palloncino, la risposta è che questo è quello che sembra a lui da laggiù, ma va' a capire cosa potrebbe sembrare alle api. (E poi invita Piglet a passeggiare con l'ombrello aperto per migliorare l'effetto).

Non vi sembra familiare questo modo di procedere? Quando non facevamo i compiti dicendoci che magari domani non avrebbero interrogato... Quando usciamo di casa troppo tardi per arrivare puntuali e pensiamo che però una volta (alle 6 del mattino... un ferragosto...) quel percorso lo abbiamo fatto in 9 minuti... (Quindi è colpa del traffico!) Quando superiamo i limiti di velocità tanto su questa strada (o a quest'ora, o di domenica ecc.) non controllano mai...

Oppure quando scarichiamo sugli altri i nostri malumori maltrattandoli in mille modi mentre pensiamo che tanto lo sanno che siamo fatti così (o che non diciamo sul serio, o che poi ci passa, o che è solo stanchezza ecc.). A Winnie finisce sempre bene perché è un orsacchiotto (però non raggiunge il miele, né tantomeno cattura nessun Heffalump: riesce solo a finire con la testa incastrata nel barattolo di miele che aveva messo come esca). A noi come va?

04 novembre 2014

Scegliere a quindici anni

LEAH DARROW ha lavorato come modella a New York, ma non parla di questo davanti ad un pubblico di ragazze (ne parla in molte altre occasioni: basta cercare su YouTube!). In questa occasione, all'università di Steubenville - Atlanta, si rivolge in modo particolare alle quindicenni per raccontare loro di una scelta che, a quell'età, influì in modo determinante sul corso successivo della sua vita.

Mi ha conquistato per la sua simpatia e così non ho resistito a sottotitolare il video. Spero vi piaccia.

Le canzoni che cita nel video sono "Twenty Two" (http://youtu.be/AgFeZr5ptV8) e "Fifteen" (http://youtu.be/Pb-K2tXWK4w), entrambe di Taylor Swift.
Il video della Dove si trova, in versione italiana, qui: http://youtu.be/3cSxy1QbZb0

08 ottobre 2014

La persona dei tuoi sogni

«CERCA DI ESSERE la donna dei sogni
dell'uomo dei tuoi sogni
e l'uomo dei tuoi sogni verrà da te.»

Evidentemente rivolta ad un pubblico femminile, devo averla sentita in una qualche conferenza di quelle del giro di Jason & Crystalina, probabilmente una di Leah Darrow.

Ripensandoci, è un vero uovo di colombo: che tipo di persone sogni di incontrare? (Se si parla di amore, che tipo di persona vorresti si innamorasse di te?) Bene, il passo successivo è: che qualità piacerebbero alle persone (o alla persona) che sogni di incontrare? E non potresti coltivare quelle qualità e combattere i difetti che stonano?

Detto in altri termini: se pensi di sapere quale persona (persone) cerchi, perché ti comporti come se cercassi tutt'altro, nei casi peggiori come se volessi allontanare proprio quel tipo di persona? Perché frequenti ambienti dove quella persona non andrà mai? Perché coltivi uno stile tanto diverso? Forse speri di vivere la fiaba di Pigmalione (o My Fair Lady)?

A volte penso che ognuno di noi ha gli amici (o gli amori) che si merita. Forse ci condiziona la favola della Bella addormentata: lei non fa nulla per conquistare il Principe azzurro; dorme nella sua stanza mentre il principe viene a cercarla. Nella realtà, le persone virtuose sono attratte dalla virtù, i propugnatori di ideali cercano idealisti con cui condividerli. Allo stesso modo, gli sprovveduti attirano sprovveduti (e profittatori), i viziosi viziosi, gli oziosi compagni di ozio. Ricordo una ragazza che si lamentava di non incontrare mai ragazzi seri, al punto di iniziare a dubitare dell'esistenza di bravi ragazzi puliti e leali. Faceva la cubista in una discoteca! (NOTA BENE: so per certo che ci sono bravi ragazzi in discoteca, perché conosco bravi ragazzi che, nonostante i miei consigli in contrario, ci vanno. Ma, una volta lì, come minimo non si fanno notare.)

Vuoi incontrare un'anima nobile e generosa? Rimboccati le maniche e datti da fare per gli altri: molto presto avrai intorno molte persone nobili e generose. Se invece pensi che basti aspettare, e che quando troverai la persona giusta sarà lei/lui a redimerti e guidarti sulla giusta strada... ronfa pure in pace! Il Principe azzurro non sembra essere in arrivo.

Per cercare un'immagine adatta a questo post ho scoperto i dipinti di Donald Zolan. Ti riconciliano con la vita! Puoi vedere qui una discreta antologia.

30 settembre 2014

Non moriremo più

Siamo nati e non moriremo mai piùCristiana Paccini e Simone Troisi, Siamo nati e non moriremo mai più (9/2014) ****

La vicenda di Chiara Corbella Petrillo, che vista dal di fuori può sembrare una Giobbe dei nostri tempi, ma vista da vicino è una bellissima storia di fede, di amore e di tanto realismo. La copertina mi sembra molto ben scelta: la benda a ricordare la malattia, la risata a dirci come l'ha vissuta.
«Chiara» le chiede [Enrico, suo marito], «ma è veramente dolce questo giogo, questa croce, come dice Gesù?». E Chiara sorridendo, con un filo di voce, volgendo il suo sguardo dal tabernacolo al marito, gli risponde: «Sì, Enrico, è molto dolce».
Della storia di Chiara non mi colpisce che abbia rimandato le cure per salvare la gravidanza: molte buone mamme sono disposte a rischiare la vita per proteggere il loro bambino.

Mi colpisce invece come ha affrontato la morte: soffrendo e sorridendo. Affrontando l'angoscia un giorno alla volta, soprattutto il dolore di lasciare marito e figlio, fino a scoprire di poterlo fare e di aver aiutato tutti a prepararsi a quell'arrivederci. Enrico e Chiara hanno raggiunto in poco tempo un'intensità di amore e di comunione che pochi coniugi raggiungono nel corso di un'intera vita. E proprio "grazie" a quella malattia.

Sono cose che non si spiegano; si possono solo rispettosamente contemplare. Al suo funerale il cardinale Vallini ha ricordato che la vita è come un ricamo di cui vediamo il rovescio: un groviglio di fili che si intrecciano e si annodano. Ma ogni tanto Dio ha la bontà di farci intravedere un lembo del lato dritto, che è una meraviglia. Così la vicenda di Chiara è un dono che Dio ci ha fatto per fugare un po' il timore che accompagna la presenza della sofferenza e della morte nelle nostre esistenze.
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