22 marzo 2014

Sorpresi dall'Amore

Sorpresi dall'Amore. Incontri personali con CristoAndrea Mardegan, Sorpresi dall'Amore. Incontri personali con Cristo (3/2014) ****

Ritratti, bozzetti, frammenti di pensiero e di sentimenti di alcuni personaggi del Vangelo. Com'erano? Cosa pensavano?

Don Andrea usa l'immaginazione e una sensibilità da poeta per penetrare nel cuore di questi uomini e donne. E lo fa con maestria, con un linguaggio che è poesia senza essere mai lezioso. E, come nella buona poesia, qua e là il lettore coglie degli squarci, delle intuizioni che offrono molti spunti per pensare e per pregare.

Così è per san Pietro, contrariato dalla infruttuosa notte di lavoro, che proibisce ai suoi compagni di andare ad ascoltare Gesù. E con poche altre pennellate, alla fine del brano quell'"allontanati da me che sono un peccatore" si è impreziosito di una ricchezza di dettagli che prima non aveva.

Della peccatrice, che cercava almeno la comprensione di Gesù, dice «Hai creduto. Hai creduto alla capacità di Dio di leggerti il cuore. E hai saputo leggere il cuore di Dio, e questo ti ha salvata».

E Marta, che un tempo aveva sgridato Maria affinché lasciasse Gesù e l'aiutasse, ora prende l'iniziativa di andare a cercare sua sorella, "in segreto", perché possa andare dal Maestro e parlare con lui indisturbata.

Il vero capolavoro è l'ultimo brano, ma non vi tolgo la sorpresa... a voi il gusto di arrivarci, meglio se senza saltare.

Il libro è impreziosito dall'ocra degli acquerelli di Anna Maria Trevisan. Come don Andrea con le sue parole, la pittrice fa emergere dalla carta i personaggi appena accennati, lasciando spazio all'immaginazione del lettore per completare l'opera nel suo cuore in modo tutto personale.

08 marzo 2014

Callista, una storia del terzo secolo

Callista: A Sketch of the Third CenturyJohn H. Newman, Callista. Scene del Terzo Secolo (3/14)***

Quando ho scoperto per caso l'esistenza di un romanzo scritto dal beato Newman (visto in una biblioteca in Croazia, ovviamente in croato: a quali estremi porta l'amore per i libri!) mi sono affrettato a scaricarlo sul mio cellulare. Legalmente, perché l'autore è morto più di 70 anni fa. E il cellulare è stata la mia fortuna, perché il libro non mi prendeva, ma avendolo sempre lì a disposizione, nei momenti morti continuavo a dargli un'occhiata. Fino a scoprire che valeva la pena!

Inizia lento, descrivendo la vita ritirata di Angellio, un giovane cristiano, che ha perso ogni contatto con qualsiasi comunità. La storia si svolge a Sicca, piccolo villagio del nord Africa, nel terzo secolo, cioè in epoca di persecuzioni.

La storia decolla quando Angellio si decide finalmente a chiedere la mano di Callista, una ragazza greca, bella e intelligente ma... pagana. Lui sognava di ottenere la sua conversione e potere così convolare a nozze cristiane. Ma lei rifiuta il suo amore! E la storia inizia a farsi interessante.

Newman mi ha sorpreso: un serissimo cardinale teologo, capace di scrivere un romanzo. E non solo: ogni volta che una situazione può sembrare scontata, lui inserisce una sorpresa nella trama, che conquista il lettore.

Tre su quattro stelle è senz'altro il suo voto (direi 3,5 su 5). Non arriva al massimo per l'avvio lento e la conclusione scontata (nonostante tutto). Ma vi incoraggio a leggerlo: Callista è un personaggio affascinante, la vita dei primi cristiani è descritta magistralmente da un vero esperto e poi uno, pur non facendosi troppe domande sul come andrà a finire, è molto preso dal "cosa succederà adesso?".

La versione digitale in italiano la trovi qui.

15 febbraio 2014

Tipofilia

RICEVO DA UN AMICO l'invito ad un evento che stava promuovendo. Apro il pdf e rimango subito ammaliato dall'aspetto rétro della locandina. Ricordava il frontespizio di un libro di fine Settecento.

Analizzo il pdf per vedere il font utilizzato (IM Fell, ispirato a caratteri utilizzati ad Oxford nella seconda metà del Seicento), scopro che è di pubblico dominio e leggo tutte le spiegazioni che ne dà il suo ri-creatore.

Qualche giorno dopo, pensando alla possibilità di farne un post qui, riapro il pdf. Stavolta noto con dispiacere alcune imperfezioni: chi lo ha disegnato ha evidentemente preso l'immagine di una vecchia stampa e vi ha sostituito il testo all'interno. La cornice è meno definita e più grigia del testo (orribilmente nero): accidenti, poteva fare più attenzione! Non posso più guardare la locandina... sono costretto a cancellarla dal mio pc.

Passa ancora qualche giorno, e mi chiama l'amico della locandina, chiedendomi se pensavo di partecipare all'evento. Quale evento? Mi accorgo così che, dopo ben due sessioni di attento esame della locandina, non ne avevo letto nemmeno una parola!

Ecco, se succede anche a voi, si chiama Tipofilia, conta molti contagiati (più gravi di me, mi consolo) e molti siti. Sintomi tipici sono: guardare il carattere invece di leggere il testo, ingrandire una singola lettera per osservarla meglio, dedicare più tempo a impaginare un testo di quanto se ne impieghi a scriverlo. Temo di esserne affetto. In questo momento mi si azzerano i neuroni ogni volta che contemplo il font Harriette (di cui vi ho riportato un campione).

05 gennaio 2014

Una notte, un bambino

PROPRIO BELLO! Troppo bello per non tradurvi al volo questo post dal blog di Enrique Monasterio. Autrice del testo Marta Chacón.

31 dicembre, passate le dieci di sera, da più di dodici ore non faccio che curare bambini al pronto soccorso. Ormai manca poco all'anno nuovo; speriamo di avere un momento di respiro almeno per cenare...

E invece no: c'è un bambino che piange nella sala d'attesa. Mi affaccio e dico loro di passare, sperando di riuscire a sbrigarmeli in fretta.

Sono giovani, molto giovani, evidentemente stranieri: nordafricani o mediorientali. Il padre spiega:

31 dicembre 2013

Un ego ingombrante

UNA CITAZIONE che potrebbe tornare utile in vista dei propositi per il nuovo anno (non ricordo di averne mai fatti, ma magari qualcuno di voi sì).
«Tutti abbiamo fatto l'esperienza di lavorare per qualcuno il cui ego è così ingombrante da costringerci a spendere grandi quantità di tempo solo per farci i conti. Ci siamo passati tutti: la quantità di energie che tocca spendere per sopportare le fissazioni, il carattere e il modo di fare di un certo capo! Non ho ancora incontrato un professionista che non abbia fatto qualche esperienza del genere.

Ma qui viene il brutto: lo shock di dover riconoscere che ci sono altri che affrontano la stessa esperienza, ma essendo noi il loro capo! Pensa a quella persona che ti fa uscire matto: quella persona sei tu per qualcun altro! Se riusciamo a convincerci di questo, allora possiamo davvero iniziare a cambiare qualcosa».
R. Kegan - L. Laskov Lahey, Immunity to Change.