Cuore giovane

Assieme all'omaggio della loro venerazione,
i Magi offrirono a Gesù oro, incenso e mirra;
Giuseppe gli diede intero il suo cuore giovane e innamorato.

S. Josemaría, È Gesù che passa, 38.

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Incontri

ANOTHER DAY IN PARADISE di Phil Collins (1989) deve essere una canzone molto popolare, almeno a giudicare dalla frequenza con cui capita di riascoltarla sulle radio private. Wikipedia mi informa che si riferisce ai barboni di Washington (il “paradise”) che lo avevano colpito per le pessime condizioni di vita e l'assoluta noncuranza degli altri cittadini. Anche a me la canzone piace, ma soffro ogni volta che l'ascolto.

She calls out to the man on the street
“Sir, can you help me?
It's cold and I've nowhere to sleep,
Is there somewhere you can tell me?”

He walks on, doesn't look back
He pretends he can't hear her
Starts to whistle as he crosses the street
Seems embarrassed to be there

Oh, think twice,
'Cause it's another day
For you and me in paradise

Lei chiama l'uomo in strada: "Signore, mi può aiutare? Fa freddo e non ho dove dormire, sa indicarmi qualche posto?" Lui prosegue senza voltarsi, fa finta di non sentire, fischietta mentre attraversa la strada, sembra imbarazzato di essere lì. Oh, ripensaci, perché è un altro giorno per te e per me in paradiso.

Ci soffro perché capisco molto bene il signore che tira dritto per la strada. Anche io vorrei fermarmi ad ogni bisognoso che incontro per la strada e devo vincere un misto di timore (poche volte mi è andata bene) e la consapevolezza di poter fare ben poco. Adesso, cercando il testo esatto per riportarlo sopra, mi ha un po' consolato scoprire una frase che mi era sfuggita: la poveretta non sta chiedendo al passante di "adottarla" o di portarsela a casa, sta solo chiedendo indicazioni per un ricovero.

Comunque a qualcosa mi è servita la canzone: da tempo cerco di non fare mai finta di non vedere o sentire una persona che mi chiede aiuto. Di solito sorrido e se posso provo a scambiare due chiacchiere. Se è un mendicante di mestiere lo guardo in faccia mentre gli dico di no. Soldi ne do solo se mi sembra veramente necessario. Intendiamoci: io penso che tutti i mendicanti siano bisognosi, perché mendicare non è un'attività né piacevole né redditizia. Tutt'al più lo è lo sfruttamento dei mendicanti, e per questo tendo a non dare.

Vediamo se ritrovo il tempo e l'ispirazione: mi piacerebbe raccontare alcuni dei miei incontri.

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Letture VII

CON GRANDE RITARDO riprendo a fare qualche commento di libri. Mi dispiace trovarmi a commentare titoli letti ormai quasi un anno fa: di alcuni – soprattutto Claudel – ricordo che mi sono piaciuti ma faccio fatica a rimettere insieme idee più precise. Mi sono vantato altre volte di avere diverse biblioteche a mia disposizione, adesso, per farmi invidiare meno, aggiungo che allo stesso tempo non ho una mia biblioteca, e un'azione banale come riprendere in mano un libro già letto per rinfrescarne il ricordo per me è più scomoda del normale (in quale biblioteca? quando posso andarci? ecc.).

Ho deciso di mettere i link, ove possibile, a libreriadelsanto (specializzata in autori cristiani, ma non solo): pensavo così di offrire un servizio a chi amasse acquistare online. Poi ho scoperto che loro sono disposti anche a ricompensarmi per questa piccola pubblicità, quindi sappiate che se comprate libri (qualsiasi) su libreriadelsanto partendo dal mio sito mi state facendo un piccolo regalo, che ovviamente investirò in altri libri.


Paul Claudel, L'annuncio a Maria (12/08) ****
Testo di rara intensità. Nonostante il titolo si tratta di un'opera teatrale e non una meditazione sull'Annunciazione. Nel medioevo delle cattedrali, la buona Violaine, accusata ingiustamente, sceglie di non difendersi ma di ritirarsi a vivere da eremita. Ma persino la sua crescente santità e il bene che fa è motivo di invidia, proprio da parte di chi è stato maggiormente beneficato.
Da tempo volevo leggerlo, per il banale motivo che si trovava in cima a una pila di libri polverosi in uno stanzino, reduci da un trasloco. Poi me lo ha ricordato fiordicactus con questo post e così è passato dallo stanzino alla mia libreria. Gli ci è voluto altro tempo per farsi leggere, ma alla fine... ne valeva proprio la pena!
Robert Harris, Pompei 79 dC (1/09) ***
Un giovane ingegnere delle acque viene inviato in tutta fretta nella zona di Pompei per sostituire il responsabile del grande acquedotto, improvvisamente scomparso. Già la scomparsa misteriosa inizia a stuzzicare la curiosità del giovane, ma un nuovo mistero cattura la sua attenzione: la contaminazione, seguita da interruzione, delle preziose acque del suo acquedotto. Si tratta dell'unica fonte di acqua potabile per una popolazione molto numerosa ed inizia quindi una corsa contro il tempo per cercare di individuare e risolvere la causa del problema, prima che il danno diventi tragedia. Non sapendo che la vera tragedia la sta preparando il Vesuvio...
Appassionante, ben documentato sui fatti storici (in particolare ho gustato le spiegazioni sul trattamento delle acque e la posizione sociale degli ingegneri che se ne occupavano), con azione, giallo (perché è scomparso l'ingegnere? per la corruzione in cui era chiaramente coinvolto?) e avventura sentimentale (i giovani ingegneri, si sa...).
Segnalo che alcuni potrebbero infastidirsi per dei fugaci accenni alla corruzione morale dell'epoca, che si mantengono però entro limiti di ragionevole correttezza.
Eric Gill, Sulla tipografia (1/09) *
Uno dei tipografi di maggior successo dei nostri tempi espone la sua visione sul rapporto tra arte e tecnologia. C'è un'idea di partenza che potrebbe essere interessante, ma poi si perde in elucubrazioni stravaganti. Inutile.
Elisabetta Sala, L'ira del re è morte (1/09) ***
Vivace e interessante biografia di Enrico VIII, quello che causò lo scisma anglicano. Ha dell'incredibile pensare che possa essere sopravvissuta una chiesa nata con un simile "peccato di origine". Una storia costellata di eroi che non hanno la fama che meriterebbero. Conosciamo solo (un po') Thomas More, ma quante persone hanno dato la vita per rimanere fedeli alla loro fede e alla loro patria. Appassionante la vicenda della ribellione pacifica ("La marcia di..." non ricordo chi, ed è un'ingiustizia perché merita decisamente più fama del re crudele), tragicamente conclusa nel tradimento e nel sangue. Terribile il periodo del terrore di Cromwell e la sua morte, vittima dei suoi stessi sistemi spietati (chissà se i rivoluzionari francesi sapevano di ripetere una storia già vista). Direi che è proprio una storia da conoscere e l'autrice la espone con gradevole semplicità.
Albert Vanhoye, Pietro e Paolo (2/09) ***
Meditazioni di un grande e devoto scritturista sulle vite di S. Pietro e S. Paolo. Vanhoye ha il pregio di attingere alla sua profonda comprensione dei testi ma per ricavarne interessanti e luminosi insegnamenti per la vita. Ne risulta un testo profondo e molto utile per la meditazione personale. Lo consiglio anche ad anno paolino terminato.
Guy Gavriel Kay, Ysabel (2/09) ***
Autore Fantasy poco conosciuto in Italia, nonostante il suo ruolo di collaboratore di Cristopher Tolkien nell'edizione delle opere inedite di Tolkien padre, nonostante i numerosi premi e riconoscimenti, e nonostante che questo romanzo mi sia proprio piaciuto! La storia parte da un fotografo americano di grido che si trasferisce in Provenza per un servizio fotografico, accompagnato dai suoi collaboratori e dal figlio adolescente in vacanza dalla scuola. Si troveranno coinvolti in un duello che si rinnova da secoli e che ha già più volte insanguinato la regione causando guerre e sciagure. Ovviamente la causa di tutto è una donna, Ysabel, e gli americani devono scoprire chi è e come raggiungerla, per una questione di vita o di morte.
La storia è appassionante e originale, la magia è trattata con la serietà che ci si aspetta da un discepolo di Tolkien. Mi è piaciuto in particolare lo stile, che smorza la spacconaggine americana con un po' più di spessore storico. Non capisco perché un libro così (vincitore fra l'altro del World Fantasy Award) non sia stato tradotto. Peccato.
Cecilia Randall, Il Falco e il Leone (3/09) ***
Secondo libro della saga di Hyperversum. Questa volta solo Marc e l'amico ritornano nel passato. Marc con l'obiettivo di ricongiungersi alla sua amata, ma anche questa volta la Storia si mette in mezzo. Dalla Francia finiscono in Inghilterra e si trovano coinvolti nei contrasti tra i nobili inglesi e il governo ingiusto e scriteriato di Giovanni Senza Terra. In altre parole siamo ai tempi di Robin Hood, ma non penso di rovinarvi la lettura se vi dico che l'autrice ha il buon senso di non metterlo in mezzo. D'altra parte non serve: è ovvio che i due americani, in qualche modo, saranno i Robin Hood di questa storia.
Il romanzo mantiene i pregi del precedente: una semplicità e una freschezza veramente rinfrancanti. Personaggi belli, sani, puliti. In più questo episodio, in cui predomina l'intrigo politico, c'è anche un maggiore scavo psicologico e la trama è decisamente meno scontata. Credo di averlo già detto (forse commentando l'altro volume), ma se questa autrice arricchisse un po' il suo armamentario linguistico, potrebbe scrivere un vero capolavoro.
Aelredo di Rievaulx, L'amicizia spirituale (3/09) ***
Un buon monaco medievale, abate del suo monastero, parla dell'amicizia con i suoi monaci. È una rivisitazione dei classici sul tema (Etica a Nicomaco di Aristotele e De amicitia di Cicerone), ma in prospettiva cristiana e rivolto a persone impegnate a cercare la santità. Decisamente la cosa più interessante che abbia letto sull'argomento.
[no img] Søren Kierkegaard, Aut-aut (3/09) **
Kierkegaard ha strutturato quest'opera come la composizione di un corpo di scritti ad opera di un editore che lavora sulle carte di un autore A che a sua volta riporta anche gli scritti di un autore B. Così mette insieme aforismi, racconti, lettere, sermoni, saggi... Un'opera grossa e complessa. Io ho letto solo una piccola parte, che penso si intitoli Lettera dell'Assessore Guglielmo sull'equilibrio di estetica ed etica nello sviluppo della personalità. Il contrasto tra etica ed estetica non è, come uno potrebbe credere anche influenzato dal titolo, la scelta tra bene e male, bensì tra una vita in cui non si sceglie e una vita in cui si sceglie (per assurdo, chi sceglie il male ha un'impostazione etica di vita, mentre l'esteta non sceglie e si lascia trasportare dalle sue emozioni). In una prima parte descrive la portata del non scegliere e lasciarsi vivere estetico, mentre nella seconda parte descrive la concezione di una vita etica. Parla soprattutto di lavoro, amicizia e matrimonio, con osservazioni a volte molto interessanti.
La cosa curiosa è che Kierkegaard non sta proponendo di vivere eticamente: da altre sue opere sappiamo che lui ritiene che la vita cristiana stia al di là dell'etica e dell'estetica. Verso la fine si trovano pagine toccanti in cui descrive la condizione dell'uomo che comprende e apprezza il modello di vita etico ma non è in grado di incarnarlo. Una piccola chicca autobiografica.
Gene Wolfe, The Book of the New Sun - I (4/09) *
Lo avevo trovato citato come uno dei grandi vecchi della letteratura fantastica, a cavallo tra Fantasy e Fantascienza e che si diverte a inventare narratori non attendibili. Per giunta cattolico. Non potevo trascurarlo. Ho preso la tetralogia (tanto per cambiare) che lo ha reso famoso, ma arrivato all'incirca a metà non ce l'ho fatta più.
In un remotissimo futuro (l'autore scherza presentandosi come "archeologo del futuro" e proponendo la sua saga come traduzione del diario del protagonista) si svolge la storia di un giovane torturatore neo-diplomato, a quel tempo professione nobile e rispettata, che commette il "crimine" di impietosirsi per una sua vittima. Viene condannato ad esercitare la professione in una remotissima località di provincia. Nel lungo viaggio verso la sua destinazione avvengono incontri ed eventi che lo porteranno – non è uno spoiler perché il narratore lo dichiara dalle prime righe (e poi perché c'è ben poco da rovinare!) – a diventare il signore del suo mondo. Boh. Una fantasia ammirevole e alcune idee mi sono piaciute; perfino la cultura che immagina, non senza un po' di ironia, in cui la tortura fa parte dell'esercizio della giustizia e uno finisce per convincersi che il protagonista, ligio al dovere e sinceramente afflitto per la mancanza commessa, è davvero una brava persona.
Mi ha stufato però la trama difficile da seguire, dove spesso il sogno prevale sulla logica. La cristianità dell'autore, poi, non sono riuscito a vederla; casomai qualche scivolatina di morale. Mi viene addirittura il dubbio che si sia convertito successivamente (magari indagherò). Non so come vada a finire, ma penso di voler fare a meno di scoprirlo.

Il "Letture" precedente lo trovi qui.

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Nuovo look

COME VEDETE... Prometto di lavorarci nei prossimi giorni per migliorarlo un po', ma sentivo proprio il bisogno di una terza barra.

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Quarto foglietto

POSTO QUASI in ritardo il foglietto per questa settimana. Ancora una volta è di una mano diversa, in questo caso JMLP, che ringraziamo. D'ora in poi non farò più un post ogni settimana, ma creerò (appena ho un momento) un riquadro laterale con l'indice dei foglietti e i relativi links.
Buon utilizzo.

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