04 marzo 2015

Haiku del venerdì pomeriggio

VABBE’, lo ammetto, il titolo è poco poetico, ma ho composto questo haiku proprio per esprimere il senso di stanchezza che provavo un venerdì a fine giornata. Immagino che ci siamo passati tutti.

come montagna
stanca del proprio peso
inamovibile

A volte gli haiku fanno questi scherzi: uno vuole dire una cosa e quello che viene fuori è un po' diverso. Come in certe fiabe, pensare che una montagna non sia un gigantesco ammasso inanimato... Grandissima sì, inanimata no: solo si è mossa poco nelle ultime migliaia di anni.

Ho continuato a seguire questi pensieri strambi e ho immaginato che un animista, convinto che ogni oggetto abbia un'anima e, pertanto, una sua forma di vita, magari ci direbbe: «Non esistono cose inanimate, esistono solo cose molto stanche» (puoi twittare anche questo cliccando qui).

Sì, è stato un momento di follia, però a quel punto avevo messo da parte la stanchezza, avevo annotato sullo smartphone un haiku decente... e mi sono divertito.

21 febbraio 2015

Concupiscentia librorum

SEI ANCHE TU di quelli che non riescono a separarsi dai propri libri? La concupiscentia librorum non si manifesta solo nell'emozione che proviamo entrando in una libreria (della libridine ho già parlato qui), ma anche nella speciale gioia che ci regala la nostra personale biblioteca.

Per questo, distaccarci da un libro ci è difficile: ci costa buttarlo e ci costa prestarlo. Regalare libri è più facile: scegliere il libro giusto da regalare ad una persona cara è un vero piacere. Ma non così se si tratta di regalare un nostro libro!

Vi propongo un brano di C.S. Lewis.

"Sì", disse il mio amico, "non vedo perché non dovrebbero esserci libri in Paradiso. Ma scoprirai che in Paradiso la tua biblioteca conterrà solo alcuni dei libri che possedevi sulla terra".

"E quali?", domandai.

"Quelli che hai regalato o prestato".

"Spero almeno che quelli prestati non conserveranno le ditate sporche dei loro utilizzatori".

"Oh sì che le avranno", mi rispose, "ma saranno come le ferite dei martiri trasformate in meraviglie di bellezza. Scoprirai che le ditate saranno diventate come magnifiche iniziali miniate o delicate incisioni ornamentali".

C.S. Lewis, "Scraps" in Essay Collection, n. 44

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06 febbraio 2015

Haiku d'inverno

CON DISPIACERE mi accorgo di non aver pubblicato nessun haiku nel 2014. Addolorato, mi porto almeno avanti per il 2015.

bianco di luce
danza nel cielo scuro,
come un'idea.

Non ho resistito alla tentazione di fabbricare un'immagine simile a quella che ha ispirato questo haiku (ringrazio Gimp). Gli haiku precedenti li trovi qui.

30 gennaio 2015

Incontri davvero insoliti

STAVO USCENDO DI CASA, la testa occupata da molte cose e niente in particolare, quando mi è tornato in mente quel professore inglese studioso di lingue africane. Lo avevo incontrato proprio lì, all'ingresso del condominio, non molto tempo fa.

Sono rimasto affascinato da una vicenda che aveva solo iniziato a raccontarmi. Riguardava una consulenza che gli avevano chiesto su una lingua rara, che non conosceva. Aveva accettato di trasferirsi per un certo tempo nella località africana dove si parla quella lingua, per studiarla abbastanza da poter fornire le risposte che gli venivano chieste. Lì una missionaria gli aveva presentato una ragazzina molto sveglia, la migliore alunna mai avuta, nativa della lingua in questione e con una decente padronanza dell'inglese. Risultò di grande aiuto, molto portata per quel lavoro e una piacevole compagnia.

Nessuna storia romantica: lui un maturo e serio studioso, lei più o meno dell'età dei suoi nipoti. Al termine della permanenza, però, si percepiva una specie di rammarico, il presentimento in lei di ambizioni grandi, forse istintivamente represso per risparmiarsi inutili delusioni. Il professore volle essere realista e la lasciò con due consigli e una promessa: che si esercitasse a parlare inglese con accento inglese, magari facendosi aiutare da quella missionaria di chiara provenienza britannica; che si dedicasse a studiare le lingue locali, compilando quaderni di vocaboli e continuando il tipo di lavoro che avevano realizzato in quelle settimane. La promessa era che lui le avrebbe mandato quaderni, penne, libri e consigli.

Mi dispiace dover dire che la storia finisce qui. Non ci siamo nemmeno salutati: un condomino mi ha distratto e un attimo dopo l'interessante personaggio non c'era più. Rimane il ricordo di quel breve percorso fatto insieme, non più di due o trecento metri, e la speranza di incontrarlo di nuovo per farmi raccontare il seguito.

Speranza, questo sì, tutt'altro che infondata perché, vedete, il professore e la sua storia li ho inventati! O meglio li ha inventati qualche angolo del mio cervello, perché per me è stato a tutti gli effetti come un vero incontro. Per esempio, non ho incontrato la ragazzina: ho incontrato il professore che mi ha raccontato della ragazzina. Una qualche associazione di idee, forse un richiamo al film The Interpreter, prima si è presentato lui, poi è venuta la storia della ragazzina. Poi ho pensato ad altro... ricordo il luogo esatto dove mi trovavo quando è terminata la "visita". Quello che non so è dove cercare per rinnovare l'incontro.

Nell'immagine, Romolo Valli in Sei personaggi in cerca d'autore del 1965.

15 gennaio 2015

Solo due foto

MI DISPIACE che le possibilità del mio smartphone non permettano di fare di meglio, ma ieri a Palermo la giornata era spettacolare. All'orizzonte si vedevano Alicudi, Filicudi e Salina (Lipari penso sia troppo bassa per arrivare a mostrarsi) e l'alba era proprio infuocata. Per i nostalgici segnalo che la cima un po' più chiara approssimativamente a tre quarti della foto è l'Etna.

E questa era la vista da Monte Pellegrino all'ora di pranzo! Anche qui lo strumento ha fatto quello che poteva, dovete immaginarvi che era una giornata di sole, mentre qui sembra un crepuscolo. Capo Zafferano e Monte Catalfano nella foschia sembrano galleggiare su un mare piatto... uno non si stancherebbe mai di contemplare!
O il fuoco o il vento o l'aria veloce,
la volta stellata o l'acqua impetuosa o le luci del cielo
essi considerarono come dei, reggitori del mondo.
Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dei,
pensino quanto è superiore il loro sovrano,
perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza.
Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia,
pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.
Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature
per analogia si contempla il loro autore.
Libro della Sapienza 13,2-5