01 maggio 2016

Finalmente le foto!

SE CONTINUO a rimandare, le foto del Sudafrica rischiano di diventare cosa vecchia. Così ho deciso di iniziare a caricarne alcune in un album di Picasa. Buona visione!

Ero lì per il matrimonio di mio nipote Justin, in un posto sperduto al confine con il Botswana. La città più vicina è Lephalale, nel caso qualcuno volesse divertirsi a controllare su google maps.

23 gennaio 2016

Magnifico esordio

Scritto sulla mia pellePietro Vaghi, Scritto sulla mia pelle (1/2016) *****

Stefano, sedicenne genovese, affronta il dramma di una mamma che è andata via di casa "Per una pausa di riflessione" mentre a scuola fiorisce l'amore per una compagna. Le due vicende si incontrano e si scontrano, e come in una buona composizione musicale, a volte si sviluppano in armonia (tutte e due su o tutte e due giù), altre volte dissonano e si oppongono. Tutto nella testa e nel cuore del povero Stefano.

Di questa opera prima mi è piaciuto l'equilibrio. Una scrittura sobria che con moderazione si apre alla poesia, sentimenti forti che non sconfinano nell'incredibile, alti e bassi che fanno di Stefano un adolescente credibile, non un decerebrato con tendenze alla schizofrenia (lo ammetto, sono un po' critico verso certi adolescenti letterari). Molti hanno detto che si legge tutto d'un fiato (io non l'ho potuto fare, ma il desiderio viene davvero): probabilmente è merito dell'ottima articolazione della trama che si intreccia agile e brillante fino alla piena soddisfazione dell'epilogo.

L'autore divide la storia in tre parti, infanzia adolescenza maturità, e mi sembra colga bene ciò che le distingue. Il bambino dice "La mamma ha detto che tornerà, quindi spero che lo faccia presto"; l'adolescente si ribella e dice "La mamma è cattiva ed egoista", ma poi si accorge, come tutti gli adolescenti, che nemmeno il papà è a posto, e nemmeno il suo migliore amico, nemmeno la sua migliore amica, nemmeno l'istruttore di sci (suo modello di vita)... nemmeno sé stesso.

E a questo punto, davanti alla possibilità di una risposta nichilista (il mondo fa schifo, cerchiamo di non farci illusioni e godercela come meglio possiamo) arriva la svolta della maturità: non tutto fa schifo, ognuno ha le sue responsabilità e io voglio affrontare le mie.

E così scopre che non si può vivere senza farsi carico degli altri: non siamo monadi che possono muoversi nel mondo senza reali relazioni che ci vincolano agli altri. Abbiamo una storia, e delle radici con cui dobbiamo fare i conti: sulla pelle portiamo scritto il nome dei nostri genitori.

Non ho dubbi: il miglior romanzo del genere che ho letto finora. Spero che Pietro Vaghi ci regali presto altre opere di questo livello.

Una sola carne.

Quella carne sono io.
Il vostro nome è scritto sulla mia pelle, inciso nella carne di cui sono fatto. È un tatuaggio che non voglio cancellare, anche se fa male.

21 dicembre 2015

Presepe della Misericordia

COME RAPPRESENTARE IL NATALE in questo Anno Santo della Misericordia? Mi sono posto la domanda qualche settimana fa, e la "pazza di casa" (come santa Teresa d'Avila chiamava l'immaginazione) ha subito provveduto a comporre la scena che provo a descrivere.

Contesto da presepe "regolamentare": Maria e Giuseppe vicini, lei tiene il Bambino in braccio. Un pastore si avvicina e si inginocchia per rendere omaggio a Gesù e anche per vederlo più da vicino. Il pastore ha un aspetto poco rassicurante, la barba incolta, i lineamenti duri. Forse ne è consapevole, perché si avvicina con qualche incertezza. Maria coglie l'imbarazzo e si fa avanti porgendo il Bambino. Gesù, allora, stende la manina e accarezza il pastore, che non riesce a trattenere una lacrima di emozione.

Questo è come immagino la Misericordia di Dio: non importa quanto ci siamo resi brutti con la nostra cattiveria, il Signore ci vuole ripulire, rimettere a nuovo, farci ritornare belli con la sua carezza. E Maria aiuta.

Mi piacerebbe molto vederla rappresentata, questa scena. Per questo ho fatto due cose (anzi tre). Ho scritto subito ai pochi artisti che conosco, sperando che qualcuno raccogliesse l'ispirazione. Con nessun risultato (che io sappia). Poi ho setacciato internet nella speranza di trovare qualche quadro: in fondo, pensavo, in tanti secoli di meditazione su quella scena, chissà a quanti sarà venuto in mente qualcosa di simile. Ho trovato uno stucchevole Gesù bambino moderno che abbraccia il muso di una pecorella, molti Bambinelli che stendono le braccia verso la Mamma (deliziosi!), alcuni che esprimono curiosità verso i doni dei Magi, uno che stende la mano sul capo scoperto di un re mago. Ma la "mia" scena, non l'ho trovata.

Allora ho deciso di commetere un "crimine artistico" (so che i più sensibili non me lo perdoneranno): ho cercato una Madonna col Bambino adatti (mi sarebbe piaciuto includere san Giuseppe, ma quello del quadro scelto – una natività di Von Rohden – non si prestava). Poi ho cercato un pastore brutto e rozzo: impresa quasi impossibile! Ho scoperto che tutti gli artisti dipingono i pastori del Natale belli come attori di una fiction. Mi ha salvato Caravaggio: la sua Adorazione dei pastori, per giunta del museo di Messina, aveva un "pastore" abbastanza rozzo (con imbarazzo, al momento di ritagliare, mi sono accorto che il pastore scelto aveva l'aureola: si trattava quindi di un san Giuseppe! spero mi perdonerà).

Ritagliati e accostati i personaggi, inventato uno sfondo con la Porta Santa di San Pietro (maldestramente aperta: l'occhio non perdona la leggera convergenza delle due ante) e lo stipite di un portale del Duomo di Gemona. "Falsificato" il tutto con un effetto pittura et voilá!. Ammetto che non mi sembra un granché, però assomiglia un po' a quello che ho immaginato. Con la speranza che qualche artista si senta chiamato in causa e produca una cosa decente.

Ah, e BUON NATALE!

02 ottobre 2015

Divertirsi in famiglia

LILLY, LEON e ORSON: moglie, marito e figlio di sei mesi (allora). Aggiungete una creatività superiore alla media e voglia di divertirsi insieme. Gli viene un'idea: lui è bravo con le foto (non ho idea se sia un professionista), la casa è piena di cartoni per un recente trasloco (e ancora un po' in disordine). Decidono di fare una parodia dell'ultimo film che hanno visto (Le avventure acquatiche di Steve Zissou, mai sentito), costruendo la messinscena con il materiale che hanno in casa.

Click! Foto condivisa in internet. Successone tra amici e parenti (questi ultimi, si sa, sempre voraci di foto del pargoletto). La foto è quella che vi riporto qui a fianco, quella che l'ha ispirata la vedete se seguite il link del film. Mi entusiasma notare che i fanali della barca sono due piatti rovesciati, gli "infissi" della finestra sono chiaramente cinture da uomo, scommetto che i teli sono un copriletto e degli asciugamani... Per apprezzare le espressioni bisogna vedere la locandina del film (stesso link di prima).

Si sono divertiti e così decidono di ripetere l'esperienza. Prossimo film: Lo squalo (spero non lo abbiano visto con il bambino!). Qui non so a quale scena si sono ispirati, ma il film lo conosciamo tutti. Questa volta entrano alla grande i cartoni del trasloco, e la foto è questa.

Non so a quale punto della storia si sono accorti che le loro foto quasi settimanali stavano ottenendo un successo "virale" (come si dice in internet). Altro che parenti desiderosi di vedere il piccolo Orson! E ora, da quasi due anni, continuano a produrre parodie di film e a postarle sul loro sito, cardboardboxoffice.com ("botteghino di cartone").

In un video raccontano il loro hobby: il principio è usare solo materiale già presente in casa (o almeno che sarebbe normale ci fosse – massima spesa finora 30$) e molto cartone, ora fornito da una ditta di traslochi che li sponsorizza. Ho già detto che si divertono un sacco?

Mi ha colpito una cosa che dicono nel video: non sappiamo se continueremo e per quanto, ma è chiaro che ormai abbiamo creato una tradizione per la nostra famiglia, una cosa che ci accompagnerà per tutta la vita. Bellissimo! Una tradizione di divertimento insieme. Invidio il piccolo Orson: invece della tv e dei videogiochi sta crescendo imparando a divertirsi con papà, mamma, orsacchiotto, cartoni, forbici, costumi, colori... Pensavo: non tutti sono creativi come Lilly e Leon, ma tutte le famiglie dovrebbero coltivare l'arte di divertirsi insieme.

Ah, e Happy birthday to me!