The Love Dare, giorno 10
L’amore non mette condizioni
«Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5,8)
Se qualcuno ti chiedesse "Perché ami tua moglie?" o "Perché ami tuo marito?", che diresti?
Forse gli uomini menzionerebbero la bellezza di lei, il suo buon umore, la sua gentilezza, la sua forza interiore. Magari parlerebbero anche della cucina, del buon gusto nell'arredamento o della sua maternità. Le donne parlerebbero forse del bell'aspetto del marito, della sua personalità. Lo loderebbero per la sua fermezza e autocontrollo. Direbbero che lo amano perché lui è sempre lì vicino a loro, è generoso, è un sostegno.
Ma se con il tempo dovessero scomparire tutte queste cose, scomparirebbe anche l'amore? Se il motivo del tuo amore sono determinate qualità, allo scomparire di queste viene a mancare il fondamento del tuo amore.
L'unico modo perché l'amore duri per sempre è che sia incondizionato. Questa è la verità: l'amore non dipende dalla persona che viene amata ma piuttosto dalla persona che sceglie di amare.
La Bibbia parla di questo tipo di amore chiamandolo agape, per distinguerlo dagli altri tipi di amore che sono philia (amicizia) e eros (amore sessuale). L'amicizia e il sesso c'entrano con il matrimonio, ma se il tuo matrimonio dipendesse esclusivamente dall'avere interessi in comune o una buona attività sessuale, allora sarebbe basato su fondamenta instabili.
Philia ed eros dipendono molto dagli stati d'animo e possono essere mutevoli; l'agape, invece, è altruista ed incondizionato. Se non basiamo il matrimonio su questo tipo di amore, non potrà reggere la prova del tempo. Ci vuole questo amore per poter dire "nella salute e nella malattia", "nella ricchezza e nella povertà", "nella buona e nella cattiva sorte". Solo questo amore è vero amore.
Questo è l'amore con cui Dio ci ama. Se dovessimo meritarci il suo amore, non avremmo speranze, ma Dio ci ama per sua libera scelta. È un dono che riceviamo da lui e che siamo invitati a condividere con gli altri.
Un uomo che dicesse a sua moglie: "Ho perso l'amore che avevo per te", in realtà sta dicendo "Non ti ho mai amato veramente e senza condizioni". Era un amore basato su sentimenti e circostanze, non sull'impegno. C'era philia ed eros ma ci voleva un fondamento più solido.
Questo non vuol dire che un amore iniziato con queste basi insufficienti non possa essere corretto e rinforzato. Anzi, quando si inserisce l'agape in una relazione preesistente, anche gli aspetti di amicizia e di attrazione si ravvivano. Si scopre un'intimità di amici e di amanti che era impossibile altrimenti.
Ma questo amore si impara solo da Dio, solo da lui può venire. La Scrittura dice: «né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,38s.). Questo è il modo di amare di Dio, e può diventare anche il tuo, ma prima devi riceverlo da lui e condividerlo.
E quando il tuo coniuge inizierà a percepire la sicurezza di questo amore, non sorprenderti nello scoprire in lui o lei una rinnovata amabilità, che non ricordavi avesse. E non dirai più "Ti amo perché...", dirai "Ti amo e basta".
La sfida
Fa' per il tuo coniuge qualcosa di insolito, qualcosa che mostri la gratuità del tuo amore. Lava la sua auto, riordina la cucina, compra il suo dolce preferito, metti a posto la biancheria.
Esprimi il tuo amore per la pura gioia di essere sposati.
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06 novembre 2010
10 ottobre 2010
Meravigliose imperfezioni
HO SOTTOTITOLATO questo breve spot dal titolo originale un po' triste, Funeral, ma vincitore quest'anno dell'equivalente dell'Oscar per la pubblicità (il Leone d'Oro di Cannes). All'inizio sfiora il grottesco, ma poi è molto toccante.
Mi colpisce in particolare che lo spot sia stato commissionato dal governo di Singapore, per promuovere il matrimonio. L¡ il "Ministero per lo sviluppo sociale, i giovani e lo sport" è preoccupato che la gente, per effetto del consumismo, non si sposi perché incapace di trovare il coniuge perfetto o, peggio ancora, incapace di essere tale coniuge. Evidentemente noi in Italia abbiamo altre preoccupazioni...
Mi colpisce in particolare che lo spot sia stato commissionato dal governo di Singapore, per promuovere il matrimonio. L¡ il "Ministero per lo sviluppo sociale, i giovani e lo sport" è preoccupato che la gente, per effetto del consumismo, non si sposi perché incapace di trovare il coniuge perfetto o, peggio ancora, incapace di essere tale coniuge. Evidentemente noi in Italia abbiamo altre preoccupazioni...
06 ottobre 2010
IX. Saluti
The Love Dare, giorno 9
L’amore cura il saluto
«Salutatevi l’un l’altro con un bacio d’amore fraterno» (1Pt 5,14)
Rispetto a quanto visto fin qui, il modo in cui saluti il tuo coniuge può sembrare di poca importanza, ma questo piccolo aspetto è significativo in modi sorprendenti.
Si può indovinare molto dello stato di una relazione dal modo in cui i due si salutano. Si vede dalle espressioni, dal contegno, dal tono con cui si parlano. È ancora più evidente nei contatti fisici. Ma quanta importanza dobbiamo dare ad un saluto?
Nel suo discorso della montagna Gesù fa notare che anche i pagani si rivolgono con gentilezza alle persone che gli piacciono. Questo è facile da farsi. Ma poi fa un passo avanti e dice che l'uomo di Dio deve trattare con gentilezza persino i suoi nemici. Allora sorge una domanda interessante: come saluti i tuoi amici, colleghi e vicini? E i conoscenti e le persone che incontri in luoghi pubblici?
Magari hai abbastanza educazione da salutare anche le persone che non ti vanno a genio, quando le incontri. Se usi gentilezza ed educazione con gli altri, il tuo coniuge non ha diritto allo stesso trattamento? O a dieci volte meglio?
Pensa alla prima cosa che dici quando ti svegli, alla tua espressione quando siete insieme in auto, al tuo tono di voce quando vi parlate al telefono... Hai mai pensato alla differenza che farebbe per il tuo coniuge se tutto in te esprimesse che sei veramente felice della sua presenza? Quando qualcuno comunica che è contento di vederti si accresce il tuo senso di autostima, ti senti più importante, di maggior valore. Perché un buon saluto pone le premesse per interazioni sane e positive.
Ricorda la parabola del figlio prodigo. Quel giovane ribelle pretese la sua eredità e andò a dissiparla in una vita insulsa. Presto la vita gli presentò il conto delle sue cattive scelte e si ritrovò a mangiare rifiuti in un porcile. Profondamente umiliato iniziò a pensare al miglior discorso che potesse fare per tornare ad affrontare suo padre. Ma non ricevette l'accoglienza che si aspettava. «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò» (Lc 15,29).
Di tutti gli scenari che il giovane aveva immaginato, questo era il più inatteso. Come pensi che si sarà sentito nel ricevere l'abbraccio del padre e sentire nella voce la sua contentezza? Si sarà sentito amato e apprezzato. Che effetto avrà avuto sulla loro relazione?
Che tipo di saluti ci vogliono per far sentire così il tuo coniuge? Come puoi sollecitare i suoi sensi con una parola, un contatto, il tono di voce? Perché un saluto amorevole può raggiungere il tuo coniuge attraverso la vista, l'udito, il tatto.
Pensa alle occasioni di salutarvi che avete abitualmente: quando rientrate a casa, quando vi trovate per i pasti, nel darvi la buonanotte, al telefono. Non c'è bisogno di caricare di pathos ogni azione, ma con un supplemento di calore ed entusiasmo hai la possibilità di raggiungere il suo cuore in modi delicati, inesprimibili altrimenti.
Ripensa ai tuoi saluti. Trasmetti apprezzamento e amore al tuo coniuge? Anche quando i rapporti non vanno tanto bene, puoi allentare la tensione e recuperare un po' già solo facendo attenzione a come saluti.
Ricorda che amare è una scelta: scegli di cambiare il modo in cui saluti; scegli di amare.
La sfida
Pensa al modo concreto in cui vuoi salutare il tuo coniuge oggi. Fallo con un sorriso e mettici entusiasmo. Deciditi a cambiare per sempre il tuo modo di salutare in modo che esprima sempre amore.
L’amore cura il saluto
«Salutatevi l’un l’altro con un bacio d’amore fraterno» (1Pt 5,14)
Rispetto a quanto visto fin qui, il modo in cui saluti il tuo coniuge può sembrare di poca importanza, ma questo piccolo aspetto è significativo in modi sorprendenti.
Si può indovinare molto dello stato di una relazione dal modo in cui i due si salutano. Si vede dalle espressioni, dal contegno, dal tono con cui si parlano. È ancora più evidente nei contatti fisici. Ma quanta importanza dobbiamo dare ad un saluto?
Nel suo discorso della montagna Gesù fa notare che anche i pagani si rivolgono con gentilezza alle persone che gli piacciono. Questo è facile da farsi. Ma poi fa un passo avanti e dice che l'uomo di Dio deve trattare con gentilezza persino i suoi nemici. Allora sorge una domanda interessante: come saluti i tuoi amici, colleghi e vicini? E i conoscenti e le persone che incontri in luoghi pubblici?
Magari hai abbastanza educazione da salutare anche le persone che non ti vanno a genio, quando le incontri. Se usi gentilezza ed educazione con gli altri, il tuo coniuge non ha diritto allo stesso trattamento? O a dieci volte meglio?
Pensa alla prima cosa che dici quando ti svegli, alla tua espressione quando siete insieme in auto, al tuo tono di voce quando vi parlate al telefono... Hai mai pensato alla differenza che farebbe per il tuo coniuge se tutto in te esprimesse che sei veramente felice della sua presenza? Quando qualcuno comunica che è contento di vederti si accresce il tuo senso di autostima, ti senti più importante, di maggior valore. Perché un buon saluto pone le premesse per interazioni sane e positive.
Ricorda la parabola del figlio prodigo. Quel giovane ribelle pretese la sua eredità e andò a dissiparla in una vita insulsa. Presto la vita gli presentò il conto delle sue cattive scelte e si ritrovò a mangiare rifiuti in un porcile. Profondamente umiliato iniziò a pensare al miglior discorso che potesse fare per tornare ad affrontare suo padre. Ma non ricevette l'accoglienza che si aspettava. «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò» (Lc 15,29).
Di tutti gli scenari che il giovane aveva immaginato, questo era il più inatteso. Come pensi che si sarà sentito nel ricevere l'abbraccio del padre e sentire nella voce la sua contentezza? Si sarà sentito amato e apprezzato. Che effetto avrà avuto sulla loro relazione?
Che tipo di saluti ci vogliono per far sentire così il tuo coniuge? Come puoi sollecitare i suoi sensi con una parola, un contatto, il tono di voce? Perché un saluto amorevole può raggiungere il tuo coniuge attraverso la vista, l'udito, il tatto.
Pensa alle occasioni di salutarvi che avete abitualmente: quando rientrate a casa, quando vi trovate per i pasti, nel darvi la buonanotte, al telefono. Non c'è bisogno di caricare di pathos ogni azione, ma con un supplemento di calore ed entusiasmo hai la possibilità di raggiungere il suo cuore in modi delicati, inesprimibili altrimenti.
Ripensa ai tuoi saluti. Trasmetti apprezzamento e amore al tuo coniuge? Anche quando i rapporti non vanno tanto bene, puoi allentare la tensione e recuperare un po' già solo facendo attenzione a come saluti.
Ricorda che amare è una scelta: scegli di cambiare il modo in cui saluti; scegli di amare.
La sfida
Pensa al modo concreto in cui vuoi salutare il tuo coniuge oggi. Fallo con un sorriso e mettici entusiasmo. Deciditi a cambiare per sempre il tuo modo di salutare in modo che esprima sempre amore.
06 settembre 2010
VIII. Invidia
The Love Dare, giorno 8
L’amore non è invidioso
«Non mi accompagnerò con l'invidia che consuma,
poiché essa non ha nulla in comune con la sapienza» (Sap 6,23)
L'invidia è in contrasto con l'amore perché è radicata nell'egoismo. Ci spinge ad odiare gli altri per il bene che hanno.
Ti capita di provare invidia? La tua amica è più popolare e per questo tu ce l'hai con lei. Il tuo collega viene promosso e tu non ci dormi la notte: magari lui ha fatto tutto bene, ma tu ti amareggi per il suo successo. Si sa: nessuno avrà mai problemi con il tuo successo, purché sia inferiore al loro...
È normale confrontarsi con questi sentimenti. L'invidia si accende quando qualcuno ti supera in qualcosa o raggiunge qualcosa che tu non hai. Può essere molto doloroso: dipende da quanto è profondo il tuo egoismo e da quanto sono importanti per te le relazioni e le cose in gioco. L'invidia è un veleno può uccidere in te la possibilità di vivere secondo Dio.
Se non smorzi la tua rabbia sforzandoti di amare gli altri, finirai invece per tramare contro di loro. La Bibbia dice che l'invidia porta litigi, guerre e ogni sorta di cattive azioni (cfr Gc 3,16;4,1-2). La Scrittura offre numerosi esempi di violenza causata dall'invidia: è all'origine del primo omicidio, quando Caino si risente al vedere che le offerte di suo fratello erano gradite a Dio; Sara fa scacciare la sua serva Agar perché capace di concepire mentre lei era sterile; i fratelli di Giuseppe lo vendono schiavo perché era il figlio preferito di Giacobbe, loro padre; Gesù era più amorevole, più potente e più popolare dei capi dei sacerdoti, che tramarono per farlo morire.
Di solito non si prova invidia degli estranei; sono quelli del tuo giro, quelli che combattono nella tua stessa arena, a suscitare la tua invidia. Lavorano nel tuo ufficio, giocano nella tua squadra, frequentano i tuoi stessi ambienti... o vivono nella tua casa. Sì perché, se non fai attenzione, l'invidia può contaminare anche il tuo matrimonio.
Il giorno del tuo matrimonio, hai ricevuto la missione di diventare il principale sostenitore del tuo coniuge, il presidente del suo fan club. Siete diventati una sola cosa e ciascuno deve partecipare ai successi dell'altro. Ma se prevale l'egoismo qualsiasi cosa buona che capita a uno solo dei coniugi può suscitare invidia anziché rallegramenti.
Può essere lui che nel fine settimana gioca a calcio con gli amici, mentre lei rimane a casa a pulire. Lui rientra vantandosi del sinistro con cui ha fulminato il portiere, mentre lei vorrebbe fulminare lui. Oppure lei riceve molti inviti dalle amiche, mentre lui resta a casa da solo. Se non fa attenzione potrebbe finire per odiare la popolarità della moglie.
Siccome l'amore non è egoista e mette gli altri al primo posto, si rifiuta di lasciar spazio all'invidia. Ti chiede di celebrare i successi del tuo coniuge anziché invidiarli. Un marito innamorato non si dispiace se sua moglie lo supera in qualche cosa, se si diverte di più o se riceve più riconoscimenti. In lei non vede l'avversario con cui compete, ma il sostegno che lo completa.
Se riceve dei riconoscimenti, lui ringrazia pubblicamente sua moglie per il sostegno e l'incoraggiamento ricevuti, senza i quali non sarebbe arrivato a quel risultato. Fa attenzione a non vantarsi in modi che potrebbero urtarla. E sua moglie, se lo ama, sarà la prima a congratularsi per le sue vittorie; non confronterà mai i propri punti deboli con i punti di forza di lui; penserà a festeggiare, non a piangersi addosso.
Bisogna fare in modo che amore, umiltà e riconoscenza neutralizzino qualsiasi accenno di invidia che possa sorgere nel cuore. I successi del tuo coniuge vi devono avvicinare e unire, devono essere un'altra occasione per dimostrarvi tutto il vostro amore.
La sfida
Decidi di diventare il più grande sostenitore o la più grande sostenitrice del tuo coniuge e di respingere qualsiasi pensiero di invidia. Per fissare bene il tuo cuore nel desiderare i successi dell'altro/a, prendi la lista dei suoi difetti, che avevi compilato per la sfida precedente, e bruciala.
Ricorda con tuo marito/moglie un suo recente successo dichiarando espressamente la tua gioia e soddisfazione.
Considerazioni
Per dare continuità alla cosa, estendiamo l'idea del ricordare un successo: iniziamo con il ricordarne uno recente, ma poi continuiamo per tutto il mese, cercando occasioni per assaporare e celebrare insieme ogni nuovo successo del proprio coniuge.
L’amore non è invidioso
«Non mi accompagnerò con l'invidia che consuma,
poiché essa non ha nulla in comune con la sapienza» (Sap 6,23)
L'invidia è in contrasto con l'amore perché è radicata nell'egoismo. Ci spinge ad odiare gli altri per il bene che hanno.Ti capita di provare invidia? La tua amica è più popolare e per questo tu ce l'hai con lei. Il tuo collega viene promosso e tu non ci dormi la notte: magari lui ha fatto tutto bene, ma tu ti amareggi per il suo successo. Si sa: nessuno avrà mai problemi con il tuo successo, purché sia inferiore al loro...
È normale confrontarsi con questi sentimenti. L'invidia si accende quando qualcuno ti supera in qualcosa o raggiunge qualcosa che tu non hai. Può essere molto doloroso: dipende da quanto è profondo il tuo egoismo e da quanto sono importanti per te le relazioni e le cose in gioco. L'invidia è un veleno può uccidere in te la possibilità di vivere secondo Dio.
Se non smorzi la tua rabbia sforzandoti di amare gli altri, finirai invece per tramare contro di loro. La Bibbia dice che l'invidia porta litigi, guerre e ogni sorta di cattive azioni (cfr Gc 3,16;4,1-2). La Scrittura offre numerosi esempi di violenza causata dall'invidia: è all'origine del primo omicidio, quando Caino si risente al vedere che le offerte di suo fratello erano gradite a Dio; Sara fa scacciare la sua serva Agar perché capace di concepire mentre lei era sterile; i fratelli di Giuseppe lo vendono schiavo perché era il figlio preferito di Giacobbe, loro padre; Gesù era più amorevole, più potente e più popolare dei capi dei sacerdoti, che tramarono per farlo morire.
Di solito non si prova invidia degli estranei; sono quelli del tuo giro, quelli che combattono nella tua stessa arena, a suscitare la tua invidia. Lavorano nel tuo ufficio, giocano nella tua squadra, frequentano i tuoi stessi ambienti... o vivono nella tua casa. Sì perché, se non fai attenzione, l'invidia può contaminare anche il tuo matrimonio.
Il giorno del tuo matrimonio, hai ricevuto la missione di diventare il principale sostenitore del tuo coniuge, il presidente del suo fan club. Siete diventati una sola cosa e ciascuno deve partecipare ai successi dell'altro. Ma se prevale l'egoismo qualsiasi cosa buona che capita a uno solo dei coniugi può suscitare invidia anziché rallegramenti.
Può essere lui che nel fine settimana gioca a calcio con gli amici, mentre lei rimane a casa a pulire. Lui rientra vantandosi del sinistro con cui ha fulminato il portiere, mentre lei vorrebbe fulminare lui. Oppure lei riceve molti inviti dalle amiche, mentre lui resta a casa da solo. Se non fa attenzione potrebbe finire per odiare la popolarità della moglie.
Siccome l'amore non è egoista e mette gli altri al primo posto, si rifiuta di lasciar spazio all'invidia. Ti chiede di celebrare i successi del tuo coniuge anziché invidiarli. Un marito innamorato non si dispiace se sua moglie lo supera in qualche cosa, se si diverte di più o se riceve più riconoscimenti. In lei non vede l'avversario con cui compete, ma il sostegno che lo completa.
Se riceve dei riconoscimenti, lui ringrazia pubblicamente sua moglie per il sostegno e l'incoraggiamento ricevuti, senza i quali non sarebbe arrivato a quel risultato. Fa attenzione a non vantarsi in modi che potrebbero urtarla. E sua moglie, se lo ama, sarà la prima a congratularsi per le sue vittorie; non confronterà mai i propri punti deboli con i punti di forza di lui; penserà a festeggiare, non a piangersi addosso.
Bisogna fare in modo che amore, umiltà e riconoscenza neutralizzino qualsiasi accenno di invidia che possa sorgere nel cuore. I successi del tuo coniuge vi devono avvicinare e unire, devono essere un'altra occasione per dimostrarvi tutto il vostro amore.
La sfida
Decidi di diventare il più grande sostenitore o la più grande sostenitrice del tuo coniuge e di respingere qualsiasi pensiero di invidia. Per fissare bene il tuo cuore nel desiderare i successi dell'altro/a, prendi la lista dei suoi difetti, che avevi compilato per la sfida precedente, e bruciala.
Considerazioni
Per dare continuità alla cosa, estendiamo l'idea del ricordare un successo: iniziamo con il ricordarne uno recente, ma poi continuiamo per tutto il mese, cercando occasioni per assaporare e celebrare insieme ogni nuovo successo del proprio coniuge.
06 luglio 2010
VII. Pensare bene
The Love Dare, giorno 7.
L’amore crede il meglio
«Tutto crede, tutto spera» (1 Cor 13,7)
Nei meandri più nascosti del tuo cuore c'è una stanza. Si chiama "Stanza dell'Approvazione". È lì che vanno i tuoi pensieri quando trovano dati positivi e incoraggianti riguardo al tuo coniuge. E di tanto in tanto è bene visitare questo luogo speciale.
Sulle pareti sono scritte parole e frasi che descrivono gli aspetti positivi della persona. Ci saranno cose come "onestà", "intelligenza", o frasi come "diligente nel lavoro", "cucina raffinata", "begli occhi". Sono quelle cose che hai scoperto di tuo marito o tua moglie e che si sono stampate nella tua memoria. Ogni volta che ripensi a queste cose cresce l'apprezzamento per il tuo coniuge. Più tempo dedichi a meditare queste qualità maggiore sarà la gratitudine di averlo/averla.
Molte delle scritte in questa stanza risalgono ai primi tempi della vostra relazione. Allora eri capace di fare un elenco delle cose che ti piacevano e che rispettavi. Erano cose sincere, onorevoli e buone, e ci passavi molto tempo in questa stanza... prima di sposarti. Forse oggi non ci trascorri più tanto tempo come una volta, ed è perché adesso c'è un'altra stanza che occupa il tuo tempo.
In fondo a un corridoio più oscuro del tuo cuore c'è la "Stanza della Disapprovazione", e purtroppo è una stanza che frequenti. Sulle pareti sono scritte le cose che ti infastidiscono del tuo coniuge. Sono il prodotto di frustrazioni, di sentimenti feriti, di aspettative disattese.
È una stanza tappezzata dalle debolezze e i fallimenti dell'altro/a: cattive abitudini, parole che mi hanno ferito, scelte infelici. Se stai un po' in questa stanza ti deprimi e pensi cose tipo: "Quanto è egoista!", "Che imbranato/a". Magari arrivi a dire "Forse ho sposato la persona sbagliata". Alcuni scrivono cose veramente odiose in questa stanza e ci tengono le munizioni per il prossimo scontro.
Questa è la stanza dove ci si disinnamora.
Sappi che chi frequenta la Stanza della Disapprovazione ammazza il suo matrimonio. È qui che vengono progettati i divorzi. Quanto più tempo ci trascorri tanto più il tuo cuore svaluta il tuo coniuge: ogni secondo che passa l'ami un po' meno.
Tu dirai: "Se sono tutte cose vere..." Sì, ma sono vere anche le cose della Stanza dell'Approvazione. Tutti sbagliano, tutti hanno aspetti da migliorare, problemi non risolti, ferite, zavorre del passato. Il peccato segna ogni persona. Ma noi abbiamo sempre la tendenza a sottostimare le nostre mancanze e a mettere sotto una lente di ingrandimento quelle degli altri.
Allora guardiamo le cose in faccia. L'amore conosce la Stanza della Disapprovazione, non finge che non esista; però l'amore sceglie di non andarci. Devi decidere di non andarci più, di non tornarci ad ogni minimo evento negativo. Non ti fa bene per niente e prosciuga la gioia nel tuo matrimonio.
L'amore sceglie di credere il meglio degli altri, concede il beneficio del dubbio, si rifiuta di risolvere ogni incognita ipotizzando sempre il peggio. E quando i peggiori timori dovessero rivelarsi fondati, l'amore si sforza di affrontare il problema e tirare avanti. L'amore si concentra il più possibile sul positivo.
È tempo di cambiare modo di pensare, di concedere all'amore il governo dei nostri pensieri. L'unico motivo per dare un'occhiata alla Stanza della Disapprovazione è per avere argomenti concreti per cui pregare per l'altro/a. Dovremmo imbiancarne le pareti per scriverci a grandi lettere: "RICOPERTO DALL'AMORE".
È tempo di stabilirci nella Stanza dell'Approvazione, di farla diventare la nostra casa. Quando scegli di meditare le cose positive scopri che ci sono tante altre qualità da aggiungere all'elenco sulle pareti. Il tuo coniuge è un libro vivente che non finisci mai di leggere. Ci sono ancora sogni e speranze da realizzare, talenti da scoprire: sta a te decidere di iniziare l'esplorazione.
Devi sviluppare l'abitudine di frenare i pensieri negativi e concentrarti sulle qualità positive. È un passo essenziale se vuoi arrivare ad amare veramente tuo marito o tua moglie. Ed è frutto di una tua decisione, indipendente dai suoi meriti o demeriti.
La sfida
Prendi due fogli per scrivere due elenchi. In uno fai l'elenco delle cose positive del tuo coniuge, nell'altro quello delle cose negative. Mettili da parte in un posto segreto perché ci ritorneremo.
Scegli una qualità positiva del tuo coniuge e ringrazialo/a di essere così.
Considerazioni
Come sempre si tratta di proiettare su un mese un obiettivo pensato per un giorno solo. Io direi:
- l'elenco negativo chiudilo in un posto segreto e non tornarci su;
- l'elenco positivo riprendilo in mano una volta a settimana: aggiungi almeno un paio di qualità nuove che hai scoperto nel frattempo e ripeti ogni volta la scelta di una qualità di cui ringraziare l'altro/a.
L’amore crede il meglio
«Tutto crede, tutto spera» (1 Cor 13,7)
Sulle pareti sono scritte parole e frasi che descrivono gli aspetti positivi della persona. Ci saranno cose come "onestà", "intelligenza", o frasi come "diligente nel lavoro", "cucina raffinata", "begli occhi". Sono quelle cose che hai scoperto di tuo marito o tua moglie e che si sono stampate nella tua memoria. Ogni volta che ripensi a queste cose cresce l'apprezzamento per il tuo coniuge. Più tempo dedichi a meditare queste qualità maggiore sarà la gratitudine di averlo/averla.
Molte delle scritte in questa stanza risalgono ai primi tempi della vostra relazione. Allora eri capace di fare un elenco delle cose che ti piacevano e che rispettavi. Erano cose sincere, onorevoli e buone, e ci passavi molto tempo in questa stanza... prima di sposarti. Forse oggi non ci trascorri più tanto tempo come una volta, ed è perché adesso c'è un'altra stanza che occupa il tuo tempo.
In fondo a un corridoio più oscuro del tuo cuore c'è la "Stanza della Disapprovazione", e purtroppo è una stanza che frequenti. Sulle pareti sono scritte le cose che ti infastidiscono del tuo coniuge. Sono il prodotto di frustrazioni, di sentimenti feriti, di aspettative disattese.È una stanza tappezzata dalle debolezze e i fallimenti dell'altro/a: cattive abitudini, parole che mi hanno ferito, scelte infelici. Se stai un po' in questa stanza ti deprimi e pensi cose tipo: "Quanto è egoista!", "Che imbranato/a". Magari arrivi a dire "Forse ho sposato la persona sbagliata". Alcuni scrivono cose veramente odiose in questa stanza e ci tengono le munizioni per il prossimo scontro.
Questa è la stanza dove ci si disinnamora.
Sappi che chi frequenta la Stanza della Disapprovazione ammazza il suo matrimonio. È qui che vengono progettati i divorzi. Quanto più tempo ci trascorri tanto più il tuo cuore svaluta il tuo coniuge: ogni secondo che passa l'ami un po' meno.
Tu dirai: "Se sono tutte cose vere..." Sì, ma sono vere anche le cose della Stanza dell'Approvazione. Tutti sbagliano, tutti hanno aspetti da migliorare, problemi non risolti, ferite, zavorre del passato. Il peccato segna ogni persona. Ma noi abbiamo sempre la tendenza a sottostimare le nostre mancanze e a mettere sotto una lente di ingrandimento quelle degli altri.
Allora guardiamo le cose in faccia. L'amore conosce la Stanza della Disapprovazione, non finge che non esista; però l'amore sceglie di non andarci. Devi decidere di non andarci più, di non tornarci ad ogni minimo evento negativo. Non ti fa bene per niente e prosciuga la gioia nel tuo matrimonio.
L'amore sceglie di credere il meglio degli altri, concede il beneficio del dubbio, si rifiuta di risolvere ogni incognita ipotizzando sempre il peggio. E quando i peggiori timori dovessero rivelarsi fondati, l'amore si sforza di affrontare il problema e tirare avanti. L'amore si concentra il più possibile sul positivo.
È tempo di cambiare modo di pensare, di concedere all'amore il governo dei nostri pensieri. L'unico motivo per dare un'occhiata alla Stanza della Disapprovazione è per avere argomenti concreti per cui pregare per l'altro/a. Dovremmo imbiancarne le pareti per scriverci a grandi lettere: "RICOPERTO DALL'AMORE".
È tempo di stabilirci nella Stanza dell'Approvazione, di farla diventare la nostra casa. Quando scegli di meditare le cose positive scopri che ci sono tante altre qualità da aggiungere all'elenco sulle pareti. Il tuo coniuge è un libro vivente che non finisci mai di leggere. Ci sono ancora sogni e speranze da realizzare, talenti da scoprire: sta a te decidere di iniziare l'esplorazione.
Devi sviluppare l'abitudine di frenare i pensieri negativi e concentrarti sulle qualità positive. È un passo essenziale se vuoi arrivare ad amare veramente tuo marito o tua moglie. Ed è frutto di una tua decisione, indipendente dai suoi meriti o demeriti.
La sfida
Prendi due fogli per scrivere due elenchi. In uno fai l'elenco delle cose positive del tuo coniuge, nell'altro quello delle cose negative. Mettili da parte in un posto segreto perché ci ritorneremo.
Scegli una qualità positiva del tuo coniuge e ringrazialo/a di essere così.
Considerazioni
Come sempre si tratta di proiettare su un mese un obiettivo pensato per un giorno solo. Io direi:
- l'elenco negativo chiudilo in un posto segreto e non tornarci su;
- l'elenco positivo riprendilo in mano una volta a settimana: aggiungi almeno un paio di qualità nuove che hai scoperto nel frattempo e ripeti ogni volta la scelta di una qualità di cui ringraziare l'altro/a.
06 giugno 2010
VI. Irritabilità
The Love Dare, giorno 6.
L’amore non è irritabile
«È meglio la pazienza che la forza di un eroe,
chi domina se stesso vale più di chi conquista una città» (Pr 16,32)
L'amore è lento ad offendersi e rapido a perdonare. Quanto è facile offenderti? Alcuni sembrano impegnati a non perdere occasione per prendersela con il proprio coniuge. Se qualcosa va storto subito manifestano tutto il loro risentimento o la loro frustrazione. Ma questa reazione è l'opposto dell'amore.
Essere irritabili è trovarsi in punta di coltello: sempre prossimi a ferirsi. Le persone suscettibili sono chiuse, cariche e pronte a reagire in modo eccessivo.
Quando è sotto pressione l'amore non diventa aspro, non reagisce ad ogni minimo problema. L'amore non si arrabbia e non si sente ferito senza un motivo giusto e legittimo. Un marito innamorato mantiene la calma e la pazienza, è pronto a perdonare e controlla i suoi nervi. Ira e violenza sono fuori questione. Una moglie innamorata non fa l'ipersensibile o l'isterica ma cerca di controllare la sua emotività. Accetta di essere un fiore tra le spine e risponde con gentilezza a situazioni che la feriscono.
Se ti lasci guidare dall'amore offri motivi di gioia non di tensione. Chiediti: "Sono una brezza serena, o sono una tempesta pronta a scatenarsi?"
Perché la gente diventa irritabile? Ci sono almeno due motivi principali.
Lo stress. Appesantisce, toglie energie, mina la salute e ti rende emotivamente instabile. Può essere causato da problemi di relazione: discussioni, divisioni, amarezze. Oppure da eccessi: troppo lavoro, troppi impegni, troppe spese. Oppure da carenze: poco riposo, dieta inadeguata, mancanza di esercizio. Spesso siamo noi stessi ad infliggerci questi mali, e poi diventiamo irritabili.
La vita è una maratona, non uno scatto: bisogna bilanciare, fissare le priorità, trovare il ritmo giusto. Troppo spesso siamo imprudenti e ci buttiamo a capofitto a fare quello che ci sembra bene in quel momento. Molto presto ci ritroviamo boccheggianti, aggrovigliati e tesi come una corda. La pressione eccessiva ruba tutta la nostra pazienza e capacità di relazione.
La Bibbia può aiutarci a dominare lo stress. Ci insegna a farci guidare dall'amore nelle relazioni, evitando inutili discussioni (Col 3,12-14), a pregare nei momenti di ansia invece di affrontarli da soli (Fil 4,6-7), a delegare quando siamo troppo carichi (Es 18,17-23), a evitare gli eccessi (Pr 25,16).
Ci insegna anche a dedicare un giorno alla settimana alla preghiera e al riposo: la domenica è un momento per ricaricarsi, per riflettere, per prendere fiato. Diventa un ammortizzatore fra te e le pressioni che ti circondano, e riduce lo stress che ti rende irritabile con il tuo coniuge.
L'egoismo. Se sei irritabile, il cuore del problema è un problema di cuore. Gesù dice: «La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda» (Mt 12,34). Alcuni sono come i limoni: quando la vita li spreme buttano fuori l'acido. Altri sono come le pesche: restano dolci anche sotto pressione.
La facilità ad arrabbiarsi indica che nascondiamo una zona di egoismo o di insicurezza dove invece dovrebbe regnare l'amore. Ma l'egoismo assume anche altre maschere:
La concupiscenza, per esempio, perché non siamo grati per quello che abbiamo e lasciamo che si accenda la passione per qualcosa di proibito. Un cuore concupiscente è facilmente insoddisfatto e irritabile (Gc 4,1-3). Siamo acidi quando rispondiamo criticamente invece di affrontare la rabbia. La rabbia covata dalla persona acida schizza fuori ad ogni provocazione (Ef 4,31). L'avidità di denaro e di cose ci riempie di frustrazioni per i desideri insoddisfatti (1Tm 6,9-10), queste voglie unite all'insoddisfazione ci portano ad aggredire chiunque sembri un impedimento. L'orgoglio ci rende duri con gli altri per difendere il nostro ego e la nostra reputazione.
Sono tutte motivazioni impossibili da soddisfare. L'amore invece ci calma e ci invita a non centrarci su noi stessi. Ci fa mollare la presa, lasciando andare tante cose che non sono necessarie.
L'amore insegna a perdonare anziché tenere il muso, ad essere riconoscente anziché avido. L'amore fa rallegrare per il successo degli altri, invece di rodersi di invidia, fa preferire la famiglia alla carriera. In ogni decisione l'amore contribuisce a ridurre lo stress e ad espellere il veleno che accumuliamo dentro. Così si diventa capaca di rispondere al proprio coniuge con pazienza e incoraggiamento, anziché con rabbia ed esasperazione.
La sfida
Scegli di reagire alle difficoltà del matrimonio con amore anziché con irritazione.
Inizia facendo un elenco degli ambiti dove devi allentare di più i tempi.
Poi fa' un elenco delle motivazioni sbagliate che devi eliminare dalla tua vita.
Commento
Questa volta la "sfida" mi sembra meno concreta. Sottolinea il concedersi più tempo: siamo irritabili perché ci mettiamo sotto pressione, quindi togliamo la pressione dove vediamo che ce la siamo andata a cercare. Sicuramente il saper "perdere tempo" con le persone della nostra famiglia previene molte irritabilità, ma anche il correre meno nelle nostre attività quotidiane.
Sulle "motivazioni" mi sembra ci sia un sottinteso: quando la nostra irritabilità "salta", qual è il motivo? Il nostro scattare ci rivela quali sono le vere motivazioni del nostro comportamento: sono quelle giuste? Sono disposto a ridefinirle?
Buon lavoro.
L’amore non è irritabile
«È meglio la pazienza che la forza di un eroe,
chi domina se stesso vale più di chi conquista una città» (Pr 16,32)
L'amore è lento ad offendersi e rapido a perdonare. Quanto è facile offenderti? Alcuni sembrano impegnati a non perdere occasione per prendersela con il proprio coniuge. Se qualcosa va storto subito manifestano tutto il loro risentimento o la loro frustrazione. Ma questa reazione è l'opposto dell'amore.
Essere irritabili è trovarsi in punta di coltello: sempre prossimi a ferirsi. Le persone suscettibili sono chiuse, cariche e pronte a reagire in modo eccessivo.
Quando è sotto pressione l'amore non diventa aspro, non reagisce ad ogni minimo problema. L'amore non si arrabbia e non si sente ferito senza un motivo giusto e legittimo. Un marito innamorato mantiene la calma e la pazienza, è pronto a perdonare e controlla i suoi nervi. Ira e violenza sono fuori questione. Una moglie innamorata non fa l'ipersensibile o l'isterica ma cerca di controllare la sua emotività. Accetta di essere un fiore tra le spine e risponde con gentilezza a situazioni che la feriscono.
Se ti lasci guidare dall'amore offri motivi di gioia non di tensione. Chiediti: "Sono una brezza serena, o sono una tempesta pronta a scatenarsi?"
Perché la gente diventa irritabile? Ci sono almeno due motivi principali.
Lo stress. Appesantisce, toglie energie, mina la salute e ti rende emotivamente instabile. Può essere causato da problemi di relazione: discussioni, divisioni, amarezze. Oppure da eccessi: troppo lavoro, troppi impegni, troppe spese. Oppure da carenze: poco riposo, dieta inadeguata, mancanza di esercizio. Spesso siamo noi stessi ad infliggerci questi mali, e poi diventiamo irritabili.
La vita è una maratona, non uno scatto: bisogna bilanciare, fissare le priorità, trovare il ritmo giusto. Troppo spesso siamo imprudenti e ci buttiamo a capofitto a fare quello che ci sembra bene in quel momento. Molto presto ci ritroviamo boccheggianti, aggrovigliati e tesi come una corda. La pressione eccessiva ruba tutta la nostra pazienza e capacità di relazione.
La Bibbia può aiutarci a dominare lo stress. Ci insegna a farci guidare dall'amore nelle relazioni, evitando inutili discussioni (Col 3,12-14), a pregare nei momenti di ansia invece di affrontarli da soli (Fil 4,6-7), a delegare quando siamo troppo carichi (Es 18,17-23), a evitare gli eccessi (Pr 25,16).
Ci insegna anche a dedicare un giorno alla settimana alla preghiera e al riposo: la domenica è un momento per ricaricarsi, per riflettere, per prendere fiato. Diventa un ammortizzatore fra te e le pressioni che ti circondano, e riduce lo stress che ti rende irritabile con il tuo coniuge.
L'egoismo. Se sei irritabile, il cuore del problema è un problema di cuore. Gesù dice: «La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda» (Mt 12,34). Alcuni sono come i limoni: quando la vita li spreme buttano fuori l'acido. Altri sono come le pesche: restano dolci anche sotto pressione.
La facilità ad arrabbiarsi indica che nascondiamo una zona di egoismo o di insicurezza dove invece dovrebbe regnare l'amore. Ma l'egoismo assume anche altre maschere:
La concupiscenza, per esempio, perché non siamo grati per quello che abbiamo e lasciamo che si accenda la passione per qualcosa di proibito. Un cuore concupiscente è facilmente insoddisfatto e irritabile (Gc 4,1-3). Siamo acidi quando rispondiamo criticamente invece di affrontare la rabbia. La rabbia covata dalla persona acida schizza fuori ad ogni provocazione (Ef 4,31). L'avidità di denaro e di cose ci riempie di frustrazioni per i desideri insoddisfatti (1Tm 6,9-10), queste voglie unite all'insoddisfazione ci portano ad aggredire chiunque sembri un impedimento. L'orgoglio ci rende duri con gli altri per difendere il nostro ego e la nostra reputazione.
Sono tutte motivazioni impossibili da soddisfare. L'amore invece ci calma e ci invita a non centrarci su noi stessi. Ci fa mollare la presa, lasciando andare tante cose che non sono necessarie.
L'amore insegna a perdonare anziché tenere il muso, ad essere riconoscente anziché avido. L'amore fa rallegrare per il successo degli altri, invece di rodersi di invidia, fa preferire la famiglia alla carriera. In ogni decisione l'amore contribuisce a ridurre lo stress e ad espellere il veleno che accumuliamo dentro. Così si diventa capaca di rispondere al proprio coniuge con pazienza e incoraggiamento, anziché con rabbia ed esasperazione.
La sfida
Inizia facendo un elenco degli ambiti dove devi allentare di più i tempi.
Poi fa' un elenco delle motivazioni sbagliate che devi eliminare dalla tua vita.
Commento
Questa volta la "sfida" mi sembra meno concreta. Sottolinea il concedersi più tempo: siamo irritabili perché ci mettiamo sotto pressione, quindi togliamo la pressione dove vediamo che ce la siamo andata a cercare. Sicuramente il saper "perdere tempo" con le persone della nostra famiglia previene molte irritabilità, ma anche il correre meno nelle nostre attività quotidiane.
Sulle "motivazioni" mi sembra ci sia un sottinteso: quando la nostra irritabilità "salta", qual è il motivo? Il nostro scattare ci rivela quali sono le vere motivazioni del nostro comportamento: sono quelle giuste? Sono disposto a ridefinirle?
Buon lavoro.
06 maggio 2010
V. Educazione
The Love Dare, giorno 5.
L'amore è educato
«Chi benedice il prossimo di buon mattino ad alta voce,
sarà considerato come se lo maledicesse» (Pr 27,14)
Poche cose sono irritanti quanto la maleducazione. È maleducazione dire o fare cose che risultano spiacevoli per gli altri; è la frase o il gesto inopportuni che mette in imbarazzo o causa irritazione. Nel matrimonio potrebbe essere un linguaggio volgare, o comportamento trascurato ai pasti, o il sarcasmo eccessivo e pignolo. A nessuno piace stare vicino a un maleducato: ogni azione maleducata può sembrare insignificante a chi la compie, ma è sgradevole per chi la riceve.
L'amore ha qualcosa da dire in proposito. Quando un uomo è mosso dall'amore, si sforza di comportarsi nel modo più gradevole possibile per la moglie. Se lei vuole esprimere amore a lui, eviterà di frustrarlo o di metterlo a disagio.
L'idea è che il vero amore fa attenzione ai suoi modi.
Questo concetto potrebbe dare nuovo respiro al tuo matrimonio. Le tue buone maniere dicono al tuo coniuge: "Sei abbastanza importante da meritare il mio autocontrollo quando sei con me. Per te voglio essere una persona che è un piacere starci insieme". Quando permetti all'amore di correggere il tuo comportamento stai rinnovando un clima di onore nella tua relazione. Le persone che curano l'etichetta tendono a far migliorare il clima di rispetto nell'ambiente intorno a loro.
Di solito l'educazione che si pratica in casa è diversa da quella che si manifesta con gli amici o con gli estranei. Puoi stare sbraitando o insultando i tuoi familiari, ma quando suonano alla porta accogli l'ospite con sorrisi e gentilezze. Se accetti la sfida dell'amore dovresti offrire il meglio di te ai tuoi. Se non ascolti l'amore quando ti dice di cambiare il tuo comportamento, la qualità della vita coniugale ne risentirà inevitabilmente.
Le donne tendono ad essere migliori degli uomini in certi aspetti di educazione, ma possono essere maleducate in altri modi. Il re Salomone disse, «È meglio abitare su un angolo del tetto, che avere casa in comune con una moglie litigiosa» (Pr 25,24). Una persona di buon senso capisce quale dovrebbe essere un comportamento appropriato e si regola di conseguenza.
La maleducazione ha due possibili cause, l'ignoranza e l'egoismo, entrambe negative. Un bambino nasce privo di nozioni di galateo e ha bisogno di aiuto e istruzione. Gli adulti invece mostrano la loro ignoranza a un livello diverso. Puoi conoscere le regole ma non accorgerti di come le stai violando, oppure puoi essere troppo egoista per farci caso. Uno può benissimo non accorgersi di che persona sgradevole sia diventato.
Puoi fare una verifica con queste domande:
Che pensa il tuo coniuge del tuo modo di parlare e comportarti in sua presenza?
Come incide il tuo comportamento sulla autostima del tuo coniuge?
Il tuo coniuge può dire che sei una persona deliziosa, oppure dovrebbe dire che sei una presenza antipatica e imbarazzante?
Se stai pensando che è il tuo coniuge – non tu – che dovrebbe migliorare in questo campo, la diagnosi più probabile è che soffri di una forma grave di ignoranza, con complicanze nel campo dell'egoismo. Ricorda: l'amore non è maleducato e spinge sempre a mete più elevate.
Vuoi che il tuo coniuge smetta di fare quelle cose che ti infastidiscono? Allora è tempo che smetta tu di essere sgradevole. Metterai abbastanza amore e attenzione per scoprire ed evitare quei comportamenti che rendono la vita sgradevole per il tuo coniuge? Avrai il coraggio di essere piacevole?
Eccoti tre criteri di educazione nel matrimonio:
La sfida
Chiedi al tuo coniuge di dirti tre cose sgradevoli o irritanti che fai abitualmente.
Ascolterai la risposta senza contraddire e senza giustificarti.
L'amore è educato
«Chi benedice il prossimo di buon mattino ad alta voce,
sarà considerato come se lo maledicesse» (Pr 27,14)
L'amore ha qualcosa da dire in proposito. Quando un uomo è mosso dall'amore, si sforza di comportarsi nel modo più gradevole possibile per la moglie. Se lei vuole esprimere amore a lui, eviterà di frustrarlo o di metterlo a disagio.
L'idea è che il vero amore fa attenzione ai suoi modi.
Questo concetto potrebbe dare nuovo respiro al tuo matrimonio. Le tue buone maniere dicono al tuo coniuge: "Sei abbastanza importante da meritare il mio autocontrollo quando sei con me. Per te voglio essere una persona che è un piacere starci insieme". Quando permetti all'amore di correggere il tuo comportamento stai rinnovando un clima di onore nella tua relazione. Le persone che curano l'etichetta tendono a far migliorare il clima di rispetto nell'ambiente intorno a loro.
Di solito l'educazione che si pratica in casa è diversa da quella che si manifesta con gli amici o con gli estranei. Puoi stare sbraitando o insultando i tuoi familiari, ma quando suonano alla porta accogli l'ospite con sorrisi e gentilezze. Se accetti la sfida dell'amore dovresti offrire il meglio di te ai tuoi. Se non ascolti l'amore quando ti dice di cambiare il tuo comportamento, la qualità della vita coniugale ne risentirà inevitabilmente.
Le donne tendono ad essere migliori degli uomini in certi aspetti di educazione, ma possono essere maleducate in altri modi. Il re Salomone disse, «È meglio abitare su un angolo del tetto, che avere casa in comune con una moglie litigiosa» (Pr 25,24). Una persona di buon senso capisce quale dovrebbe essere un comportamento appropriato e si regola di conseguenza.
La maleducazione ha due possibili cause, l'ignoranza e l'egoismo, entrambe negative. Un bambino nasce privo di nozioni di galateo e ha bisogno di aiuto e istruzione. Gli adulti invece mostrano la loro ignoranza a un livello diverso. Puoi conoscere le regole ma non accorgerti di come le stai violando, oppure puoi essere troppo egoista per farci caso. Uno può benissimo non accorgersi di che persona sgradevole sia diventato.
Puoi fare una verifica con queste domande:
Se stai pensando che è il tuo coniuge – non tu – che dovrebbe migliorare in questo campo, la diagnosi più probabile è che soffri di una forma grave di ignoranza, con complicanze nel campo dell'egoismo. Ricorda: l'amore non è maleducato e spinge sempre a mete più elevate.
Vuoi che il tuo coniuge smetta di fare quelle cose che ti infastidiscono? Allora è tempo che smetta tu di essere sgradevole. Metterai abbastanza amore e attenzione per scoprire ed evitare quei comportamenti che rendono la vita sgradevole per il tuo coniuge? Avrai il coraggio di essere piacevole?
Eccoti tre criteri di educazione nel matrimonio:
- Rispetta la regola d'oro: tratta il tuo coniuge come vorresti che trattasse te (cfr Lc 6,31).
- Non avere due misure: sii educato/a con il tuo coniuge almeno quanto lo sei con colleghi ed estranei.
- Soddisfa le richieste: ricordati che cosa ti è stato già chiesto di fare o non fare in materia di comportamento. Nel dubbio, chiedi.
La sfida
Chiedi al tuo coniuge di dirti tre cose sgradevoli o irritanti che fai abitualmente.
Ascolterai la risposta senza contraddire e senza giustificarti.
06 aprile 2010
IV. Attenzione
The Love Dare, giorno 4.
L'amore è attento
«Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio!
Se volessi contarli, sono più della sabbia» (Sal 139,17-18)
L'amore pensa. Non è un sentimento irrazionale portato da onde di emozione che spengono l'intelletto. Occupa i pensieri, sapendo che i pensieri amorevoli precedono le azioni amorevoli.
Quando ti sei innamorato la prima volta, ti veniva naturale fare attenzione. Passavi le ore a sognare l'aspetto della persona amata, chiedendoti cosa stesse facendo, ripassando cose belle da dire, ricordando i bei momenti trascorsi insieme. Dicevi sinceramente: "Non posso smettere di pensare a te".
Ma per molte coppie le cose iniziano a cambiare dopo il matrimonio. La moglie finalmente ha il suo uomo; il marito ha il suo trofeo. La caccia è finita, conclusa la ricerca. Le scintille dell'amore si consumano lentamente in grigi carboni, e la motivazione per l'attenzione si raffredda. La tua attenzione si sposta sul tuo lavoro, i tuoi amici, i tuoi problemi, i tuoi desideri personali, insomma... su di te. Senza volere, dopo un certo tempo inizi ad ignorare i bisogni del tuo coniuge.
Ma rimane il fatto che il matrimonio ha aggiunto un'altra persona al tuo universo. Pertanto, se il tuo pensiero non matura abbastanza da includere sempre questa persona, ti troverai ad essere sorpreso invece di essere attento.
Se non impari ad essere attento dovrai rammaricarti delle opportunità che ti fai sfuggire per esprimere il tuo amore. In un rapporto di amore la disattenzione è un nemico silenzioso.
Siamo onesti: in questo l'uomo ha più difficoltà della donna. Un uomo si può concentrare come un laser su una sola cosa e dimenticare il resto del mondo. Questo gli è utile in quel campo specifico, ma può portarlo a trascurare cose che esigevano la sua attenzione.
La donna invece è più consapevole, capace di mantenere una notevole attenzione su molti fattori contemporaneamente. Può parlare al telefono, cucinare, tenere d'occhio i bambini e chiedersi perché suo marito non l'aiuta... tutto allo stesso tempo. Inoltre la donna pensa in termini relazionali: quando si occupa di qualcosa è consapevole di tutte le persone in qualche modo coinvolte.
Entrambe queste tendenze sono esempi di come Dio ha pensato la donna perché completasse l'uomo. Come disse nella creazione: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda» (Gn 2,18). Ma queste differenze sono anche occasione di malintesi.
Per esempio, gli uomini pensano per capitoli e dicono esattamente quello che intendono dire. Non ci vuole molto per capire il messaggio: le sue parole sono letterali e si sbaglierebbe ad analizzarle troppo. Le donne pensano e parlano tra le righe; tendono ad accennare. L'uomo deve fare attenzione ai sottintesi se vuole capire il vero significato.
Se una coppia non capisce questo la conseguenza potrebbe essere un perpetuo disaccordo. Lui è frustrato e si chiede perché lei parla per indovinelli e non dice chiaro cosa vuole. Lei è frustrata e si chiede perché lui è così superficiale e non fa due più due per capire ciò che è ovvio.
La donna ha un profondo bisogno dell'attenzione del marito: l'aiuta a sentirsi amata. Quando lei parla, l'uomo saggio ascolta come un detective per scoprire i bisogni e desideri inespressi che ci sono dietro. Se lei deve sempre mettere tutti i pezzi insieme per lui, lo priva dell'opportunità di dimostrare che la ama.
Questo spiega anche perché le donne a volte si arrabbiano con il marito senza dire il perché. Lei pensa: "Non dovrebbe essere necessario spiegarglielo: se guardasse la situazione capirebbe cosa sta succedendo". Allo stesso tempo lui è dispiaciuto perché non può leggerle nel pensiero e si chiede perché viene punito per un crimine che non sa di aver commesso.
L'amore esige attenzione – da entrambe le parti – quella che getta ponti grazie alla combinazione di pazienza, gentilezza e altruismo. L'amore insegna a venirsi incontro, a rispettare ed apprezzare il modo specialissimo di pensare dell'altra persona.
Il marito dovrebbe imparare ad ascoltare sua moglie facendo attenzione ai messaggi non detti. La moglie dovrebbe imparare a comunicare con sincerità, e a non dire una cosa quando ne intende un'altra.
Invece troppo spesso ti arrabbi e ti prende la frustrazione, secondo lo schema "caricate, sparate, puntate". Prima parli sconsideratamente e solo dopo ti chiedi se era il caso. La natura attenta dell'amore ti insegna ad attivare la testa prima di attivare la lingua. L'amore pensa prima di parlare, filtra le parole attraverso la griglia di verità e gentilezza.
Quand'è stata l'ultima volta che hai riflettuto su come capire meglio il tuo coniuge e come mostrargli il tuo amore? C'è qualche suo bisogno immediato che puoi soddisfare? Qual è il prossimo evento (anniversario, compleanno, festa) per il quale ti puoi preparare? I grandi matrimoni sono il frutto di grandi pensieri.
La sfida
Chiama il tuo coniuge in qualche momento della giornata di lavoro con il solo scopo di chiedere come sta e se puoi fare qualcosa per lui/lei.
Osservazioni
Come sempre, la sfida proposta va bene per un giorno. Per un periodo più lungo suggerisco:
L'amore è attento
«Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio!
Se volessi contarli, sono più della sabbia» (Sal 139,17-18)
L'amore pensa. Non è un sentimento irrazionale portato da onde di emozione che spengono l'intelletto. Occupa i pensieri, sapendo che i pensieri amorevoli precedono le azioni amorevoli.
Quando ti sei innamorato la prima volta, ti veniva naturale fare attenzione. Passavi le ore a sognare l'aspetto della persona amata, chiedendoti cosa stesse facendo, ripassando cose belle da dire, ricordando i bei momenti trascorsi insieme. Dicevi sinceramente: "Non posso smettere di pensare a te".
Ma per molte coppie le cose iniziano a cambiare dopo il matrimonio. La moglie finalmente ha il suo uomo; il marito ha il suo trofeo. La caccia è finita, conclusa la ricerca. Le scintille dell'amore si consumano lentamente in grigi carboni, e la motivazione per l'attenzione si raffredda. La tua attenzione si sposta sul tuo lavoro, i tuoi amici, i tuoi problemi, i tuoi desideri personali, insomma... su di te. Senza volere, dopo un certo tempo inizi ad ignorare i bisogni del tuo coniuge.
Ma rimane il fatto che il matrimonio ha aggiunto un'altra persona al tuo universo. Pertanto, se il tuo pensiero non matura abbastanza da includere sempre questa persona, ti troverai ad essere sorpreso invece di essere attento.
"Oggi è il nostro anniversario?"
"Perché hai deciso senza di me?"
"Non pensi mai ad altri che a te?"
Se non impari ad essere attento dovrai rammaricarti delle opportunità che ti fai sfuggire per esprimere il tuo amore. In un rapporto di amore la disattenzione è un nemico silenzioso.
Siamo onesti: in questo l'uomo ha più difficoltà della donna. Un uomo si può concentrare come un laser su una sola cosa e dimenticare il resto del mondo. Questo gli è utile in quel campo specifico, ma può portarlo a trascurare cose che esigevano la sua attenzione.
La donna invece è più consapevole, capace di mantenere una notevole attenzione su molti fattori contemporaneamente. Può parlare al telefono, cucinare, tenere d'occhio i bambini e chiedersi perché suo marito non l'aiuta... tutto allo stesso tempo. Inoltre la donna pensa in termini relazionali: quando si occupa di qualcosa è consapevole di tutte le persone in qualche modo coinvolte.
Entrambe queste tendenze sono esempi di come Dio ha pensato la donna perché completasse l'uomo. Come disse nella creazione: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda» (Gn 2,18). Ma queste differenze sono anche occasione di malintesi.
Per esempio, gli uomini pensano per capitoli e dicono esattamente quello che intendono dire. Non ci vuole molto per capire il messaggio: le sue parole sono letterali e si sbaglierebbe ad analizzarle troppo. Le donne pensano e parlano tra le righe; tendono ad accennare. L'uomo deve fare attenzione ai sottintesi se vuole capire il vero significato.
Se una coppia non capisce questo la conseguenza potrebbe essere un perpetuo disaccordo. Lui è frustrato e si chiede perché lei parla per indovinelli e non dice chiaro cosa vuole. Lei è frustrata e si chiede perché lui è così superficiale e non fa due più due per capire ciò che è ovvio.
La donna ha un profondo bisogno dell'attenzione del marito: l'aiuta a sentirsi amata. Quando lei parla, l'uomo saggio ascolta come un detective per scoprire i bisogni e desideri inespressi che ci sono dietro. Se lei deve sempre mettere tutti i pezzi insieme per lui, lo priva dell'opportunità di dimostrare che la ama.
Questo spiega anche perché le donne a volte si arrabbiano con il marito senza dire il perché. Lei pensa: "Non dovrebbe essere necessario spiegarglielo: se guardasse la situazione capirebbe cosa sta succedendo". Allo stesso tempo lui è dispiaciuto perché non può leggerle nel pensiero e si chiede perché viene punito per un crimine che non sa di aver commesso.
L'amore esige attenzione – da entrambe le parti – quella che getta ponti grazie alla combinazione di pazienza, gentilezza e altruismo. L'amore insegna a venirsi incontro, a rispettare ed apprezzare il modo specialissimo di pensare dell'altra persona.
Il marito dovrebbe imparare ad ascoltare sua moglie facendo attenzione ai messaggi non detti. La moglie dovrebbe imparare a comunicare con sincerità, e a non dire una cosa quando ne intende un'altra.
Invece troppo spesso ti arrabbi e ti prende la frustrazione, secondo lo schema "caricate, sparate, puntate". Prima parli sconsideratamente e solo dopo ti chiedi se era il caso. La natura attenta dell'amore ti insegna ad attivare la testa prima di attivare la lingua. L'amore pensa prima di parlare, filtra le parole attraverso la griglia di verità e gentilezza.
Quand'è stata l'ultima volta che hai riflettuto su come capire meglio il tuo coniuge e come mostrargli il tuo amore? C'è qualche suo bisogno immediato che puoi soddisfare? Qual è il prossimo evento (anniversario, compleanno, festa) per il quale ti puoi preparare? I grandi matrimoni sono il frutto di grandi pensieri.
La sfida
Chiama il tuo coniuge in qualche momento della giornata di lavoro con il solo scopo di chiedere come sta e se puoi fare qualcosa per lui/lei.
Osservazioni
Come sempre, la sfida proposta va bene per un giorno. Per un periodo più lungo suggerisco:
- Aumentare gradualmente il numero di telefonate "spontanee". Ogni settimana qualcuna in più della settimana precedente.
- Farsi raccontare qualcosa per il puro gusto di sentire la sua voce (e, ovviamente, ascoltare e interessarsi con domande).
- (per lui) Mostrare, almeno con domande, che ti stai sforzando di capire ("Ti è dispiaciuto qualcosa di quello che ha detto mia madre?").
- (per lei) Avere la semplicità di dichiarare quello che ti succede ("Non mi è piaciuto il tono di tua madre", "Non hai notato la mia pettinatura").
06 marzo 2010
III. Egoismo
The Love Dare, giorno 3.
L'amore non è egoista
«Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno,
gareggiate nello stimarvi a vicenda» (Rm 12,10)
Viviamo in un mondo innamorato dell'"io". Il nostro aspetto, il nostro stato d'animo e i nostri desideri hanno sempre la precedenza. Questo modo di pensare risulta dolorosamente pericoloso in un rapporto matrimoniale.
Se c'è una parola che è l'opposto di amore, quella è egoismo. Purtroppo è una cosa che ci portiamo dentro dalla nascita; basta guardare come si comportano i bambini. È un aspetto che ci risulta odioso negli altri ma facciamo fatica a riconoscere in noi. Sapremmo elencare molti esempi di egoismo nel nostro coniuge, ma sarebbe ipocrita non ammettere che siamo egoisti anche noi. Quando un marito antepone i suoi interessi, desideri e priorità rispetto ai bisogni della moglie, è un egoista. Quando una moglie si lamenta sempre del tempo e fatica che le costa soddisfare tutti i bisogni di suo marito, questo è egoismo. L'amore «non cerca il proprio interesse» (1Cor 13,5).
Le coppie innamorate - quelle che vivono il matrimonio in tutta la sua pienezza - sono impegnate a prendersi cura di quell'essere umano pieno di difetti con cui condividono la loro vita. Perché il vero amore cerca modi di dire di sì.
Un aspetto ironico dell'egoismo è che anche delle azioni generose possono essere egoiste se il movente è potersi vantare o ricevere un vantaggio. Se fai una cosa buona per manipolare il tuo coniuge, sei ancora egoista. La conclusione è che noi prendiamo le nostre decisioni o per amore degli altri o per amore di noi stessi.
L'amore non è soddisfatto che dal bene degli altri. Non è possibile agire per amore e per egoismo allo stesso tempo. Se scegli di amare il tuo coniuge dovrai dire di no a quello che vuoi tu per poter dire di sì a quello che serve all'altro. Significa mettere la felicità dell'altro al di sopra della tua. Questo non vuol dire che non potrai mai essere felice, ma che non impedirai mai la felicità del coniuge a favore delle tua.
L'amore porta ad una gioia interiore, la soddisfazione prodotta dalla gioia della persona amata non è raggiungibile con nessuna azione egoista. È un dono che Dio riserva a coloro che amano veramente. Quando rinunci ai tuoi diritti per il bene della persona amata, stai subordinando te stesso al bene più grande del matrimonio.
Nessuno ti conosce bene come il tuo coniuge, quindi nessuno sarà più rapido a riconoscere il cambiamento quando ti deciderai a sacrificare le tue voglie per assecondare i suoi bisogni.
Se ti sembra troppo difficile, allora forse hai un problema di egoismo molto più profondo di quanto sei disposto ad ammettere.
Prova a farti queste domande
* Voglio davvero il meglio per mio marito o mia moglie?
* Voglio che si senta amato da me?
* Crede che io desidero sempre il suo bene?
* Mi vede preoccupato per me stesso prima di tutto?
Che ti piaccia o no, tu hai una reputazione agli occhi degli altri, specialmente quelli del tuo coniuge. Come sarà? Ricorda che l'altra persona ha l'onere di dover amare una persona egoista come te. Decidi di essere tu il primo a mostrare vero amore agli altri, tenendo gli occhi bene aperti. Alla fine sarete entrambi molto soddisfatti.
«Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso» (Fil 2,3).
La sfida
Qualunque cosa in cui investi tempo, energia e denaro accresce la sua importanza per te. È difficile avere a cuore qualcosa in cui non hai investito. Oltre a trattenerti dai commenti negativi, compra per il tuo coniuge qualcosa che dica "Oggi ho pensato a te".
Osservazioni
Be', comprare un regalo va bene per un giorno. Per noi che vogliamo farlo durare un mese, che facciamo? Io direi: almeno un regalo (va bene anche piccolo) a settimana, inoltre, cedere almeno su una cosa ogni giorno.
Mi riferisco a: "che programma vediamo in tv?", "questa cosa mi piace / non mi piace", "ti accompagno", ecc.
L'amore non è egoista
«Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno,
gareggiate nello stimarvi a vicenda» (Rm 12,10)
Viviamo in un mondo innamorato dell'"io". Il nostro aspetto, il nostro stato d'animo e i nostri desideri hanno sempre la precedenza. Questo modo di pensare risulta dolorosamente pericoloso in un rapporto matrimoniale.
Se c'è una parola che è l'opposto di amore, quella è egoismo. Purtroppo è una cosa che ci portiamo dentro dalla nascita; basta guardare come si comportano i bambini. È un aspetto che ci risulta odioso negli altri ma facciamo fatica a riconoscere in noi. Sapremmo elencare molti esempi di egoismo nel nostro coniuge, ma sarebbe ipocrita non ammettere che siamo egoisti anche noi. Quando un marito antepone i suoi interessi, desideri e priorità rispetto ai bisogni della moglie, è un egoista. Quando una moglie si lamenta sempre del tempo e fatica che le costa soddisfare tutti i bisogni di suo marito, questo è egoismo. L'amore «non cerca il proprio interesse» (1Cor 13,5).
Le coppie innamorate - quelle che vivono il matrimonio in tutta la sua pienezza - sono impegnate a prendersi cura di quell'essere umano pieno di difetti con cui condividono la loro vita. Perché il vero amore cerca modi di dire di sì.
Un aspetto ironico dell'egoismo è che anche delle azioni generose possono essere egoiste se il movente è potersi vantare o ricevere un vantaggio. Se fai una cosa buona per manipolare il tuo coniuge, sei ancora egoista. La conclusione è che noi prendiamo le nostre decisioni o per amore degli altri o per amore di noi stessi.
L'amore non è soddisfatto che dal bene degli altri. Non è possibile agire per amore e per egoismo allo stesso tempo. Se scegli di amare il tuo coniuge dovrai dire di no a quello che vuoi tu per poter dire di sì a quello che serve all'altro. Significa mettere la felicità dell'altro al di sopra della tua. Questo non vuol dire che non potrai mai essere felice, ma che non impedirai mai la felicità del coniuge a favore delle tua.
L'amore porta ad una gioia interiore, la soddisfazione prodotta dalla gioia della persona amata non è raggiungibile con nessuna azione egoista. È un dono che Dio riserva a coloro che amano veramente. Quando rinunci ai tuoi diritti per il bene della persona amata, stai subordinando te stesso al bene più grande del matrimonio.
Nessuno ti conosce bene come il tuo coniuge, quindi nessuno sarà più rapido a riconoscere il cambiamento quando ti deciderai a sacrificare le tue voglie per assecondare i suoi bisogni.
Se ti sembra troppo difficile, allora forse hai un problema di egoismo molto più profondo di quanto sei disposto ad ammettere.
Prova a farti queste domande
* Voglio davvero il meglio per mio marito o mia moglie?
* Voglio che si senta amato da me?
* Crede che io desidero sempre il suo bene?
* Mi vede preoccupato per me stesso prima di tutto?
Che ti piaccia o no, tu hai una reputazione agli occhi degli altri, specialmente quelli del tuo coniuge. Come sarà? Ricorda che l'altra persona ha l'onere di dover amare una persona egoista come te. Decidi di essere tu il primo a mostrare vero amore agli altri, tenendo gli occhi bene aperti. Alla fine sarete entrambi molto soddisfatti.
«Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso» (Fil 2,3).
La sfida
Qualunque cosa in cui investi tempo, energia e denaro accresce la sua importanza per te. È difficile avere a cuore qualcosa in cui non hai investito. Oltre a trattenerti dai commenti negativi, compra per il tuo coniuge qualcosa che dica "Oggi ho pensato a te".
Osservazioni
Be', comprare un regalo va bene per un giorno. Per noi che vogliamo farlo durare un mese, che facciamo? Io direi: almeno un regalo (va bene anche piccolo) a settimana, inoltre, cedere almeno su una cosa ogni giorno.
Mi riferisco a: "che programma vediamo in tv?", "questa cosa mi piace / non mi piace", "ti accompagno", ecc.
06 febbraio 2010
II. Gentilezza
The Love Dare, giorno 2.
L’amore è gentile
Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo (Ef 4,32).
La gentilezza è amore in azione. Se la pazienza è l'amore che reagisce per minimizzare una situazione negativa, la gentilezza è l'amore che agisce per massimizzare una situazione positiva. La pazienza evita un problema; la gentilezza crea una benedizione. L'una è preventiva, l'altra è proattiva. Queste due facce dell'amore sono i pilastri su cui poggiano molte delle altre qualità di cui parleremo.
L'amore rende gentili, e la gentilezza rende amabili. Se sei gentile la gente vuole starti vicino, si accorgono che sei buono con loro e per loro. Le persone gentili sono bene accolte dovunque, anche a casa. Ma la "gentilezza" è un concetto un po' generico se cerchiamo di definirlo, e ancora di più se cerchiamo di viverlo. Proviamo a chiarirlo esaminandone quattro ingredienti principali.
Delicatezza. Quando sei gentile fai attenzione a come tratti il tuo coniuge, evitando di essere brusco. Diventi sensibile, tenero. Anche quando devi dire cose dure, cerchi di agevolare la risposta o l'accettazione. Esprimi la verità con amore.
Servizio. Essere gentili vuol dire venire incontro alle necessità del momento. Lavori di casa? Ti dai da fare. Serve ascolto? Tu ascolti.
Disponibilità. La gentilezza ti chiede di andare d'accordo. Invece di ostinarti, collabori, sei flessibile. Invece di lamentarti o cercare scuse, cerchi di essere accomodante. Si evitano molte discussioni se ci si propone di ascoltare prima di imporre la nostra volontà.
Iniziativa. La gentilezza guarda avanti, poi agisce. Non resta a braccia conserte in attesa di essere sollecitata o costretta a muoversi dalla poltrona. Il coniuge gentile saluta per primo, sorride per primo, serve per primo... e perdona per primo. Non aspetta che l'altro faccia il primo passo prima di mostrare il suo amore. Chi è gentile vede il bisogno e agisce. Per primo.
Gesù descrive la gentilezza nella parabola del Buon Samaritano (Lc 10). Un ebreo assalito dai ladri e abbandonato su una strada fuori mano. Due capi religiosi, rispettabili, passano oltre, scegliendo di non fermarsi. Troppo indaffarati. Troppo importanti. Troppo preoccupati di non sporcarsi le mani. Un uomo qualsiasi di un'altra razza – gli odiati samaritani, animati da forte e reciproca avversione verso gli ebrei – vede lo straniero nel bisogno e ne ha compassione. Supera le barriere culturali, rischiando la disapprovazione dei suoi, e si ferma ad aiutare. Lo fascia, lo carica sul suo asino, lo porta al sicuro e paga di tasca sua. Il samaritano si mostra delicato, servizievole, disponibile e con iniziativa.
Non è forse la gentilezza uno degli aspetti principali che ha attratto te e il tuo coniuge? Fra le aspettative del matrimonio c'era quella di godere per sempre di quella gentilezza, e il tuo coniuge pensava lo stesso di te. Col passare del tempo, la felicità del matrimonio continua a dipendere dalle gentilezze quotidiane.
La Bibbia esprime la lode di marito e figli per una donna dicendo: «Apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà» (Pr 31,26). E tu? Come ti descriverebbe il tuo coniuge sulla scala della gentilezza? Quanto sei brusco o brusca? Quanto sei delicato/a e servizievole? Ti si devono chiedere le cose o prendi tu l'iniziativa per aiutare? Non pretendere che inizi l'altro/a ad essere gentile.
È difficile mostrare amore quando si sente poca motivazione, ma l'amore vero non è basato su quel che si sente. L'amore sceglie di mostrare attenzioni anche quando non sembra esserci alcun ritorno. Non saprai mai amare finché non impari ad essere gentile.
Compito
Questo è il compito per la seconda tappa.
Continua a non dire nulla di negativo al tuo coniuge e in più
compi almeno un gesto gentile e non atteso.
Osservazioni (di don Mario)
1. Ho scelto il giorno 6 perché è il giorno in cui si sono sposati i miei. Sarebbe molto più opportuno il 25, in riferimento all'Annunciazione, ma era troppo presto rispetto al post precedente.
2. Il "compito" propone solo un gesto gentile perché è pensato per un solo giorno. Noi che lo facciamo durare circa un mese, quanti gesti gentili ci dobbiamo proporre? Io direi uno al giorno. Buon lavoro.
3. Qualche suggerimento per contesti non matrimoniali? Se sai l'inglese, leggi qui.
4. Sì, lo so che l'immagine potrebbe essere ironica, ma mi piaceva troppo.
Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo (Ef 4,32).
La gentilezza è amore in azione. Se la pazienza è l'amore che reagisce per minimizzare una situazione negativa, la gentilezza è l'amore che agisce per massimizzare una situazione positiva. La pazienza evita un problema; la gentilezza crea una benedizione. L'una è preventiva, l'altra è proattiva. Queste due facce dell'amore sono i pilastri su cui poggiano molte delle altre qualità di cui parleremo.
L'amore rende gentili, e la gentilezza rende amabili. Se sei gentile la gente vuole starti vicino, si accorgono che sei buono con loro e per loro. Le persone gentili sono bene accolte dovunque, anche a casa. Ma la "gentilezza" è un concetto un po' generico se cerchiamo di definirlo, e ancora di più se cerchiamo di viverlo. Proviamo a chiarirlo esaminandone quattro ingredienti principali.
Delicatezza. Quando sei gentile fai attenzione a come tratti il tuo coniuge, evitando di essere brusco. Diventi sensibile, tenero. Anche quando devi dire cose dure, cerchi di agevolare la risposta o l'accettazione. Esprimi la verità con amore.
Servizio. Essere gentili vuol dire venire incontro alle necessità del momento. Lavori di casa? Ti dai da fare. Serve ascolto? Tu ascolti.
Disponibilità. La gentilezza ti chiede di andare d'accordo. Invece di ostinarti, collabori, sei flessibile. Invece di lamentarti o cercare scuse, cerchi di essere accomodante. Si evitano molte discussioni se ci si propone di ascoltare prima di imporre la nostra volontà.
Iniziativa. La gentilezza guarda avanti, poi agisce. Non resta a braccia conserte in attesa di essere sollecitata o costretta a muoversi dalla poltrona. Il coniuge gentile saluta per primo, sorride per primo, serve per primo... e perdona per primo. Non aspetta che l'altro faccia il primo passo prima di mostrare il suo amore. Chi è gentile vede il bisogno e agisce. Per primo.
Gesù descrive la gentilezza nella parabola del Buon Samaritano (Lc 10). Un ebreo assalito dai ladri e abbandonato su una strada fuori mano. Due capi religiosi, rispettabili, passano oltre, scegliendo di non fermarsi. Troppo indaffarati. Troppo importanti. Troppo preoccupati di non sporcarsi le mani. Un uomo qualsiasi di un'altra razza – gli odiati samaritani, animati da forte e reciproca avversione verso gli ebrei – vede lo straniero nel bisogno e ne ha compassione. Supera le barriere culturali, rischiando la disapprovazione dei suoi, e si ferma ad aiutare. Lo fascia, lo carica sul suo asino, lo porta al sicuro e paga di tasca sua. Il samaritano si mostra delicato, servizievole, disponibile e con iniziativa.
Non è forse la gentilezza uno degli aspetti principali che ha attratto te e il tuo coniuge? Fra le aspettative del matrimonio c'era quella di godere per sempre di quella gentilezza, e il tuo coniuge pensava lo stesso di te. Col passare del tempo, la felicità del matrimonio continua a dipendere dalle gentilezze quotidiane.
La Bibbia esprime la lode di marito e figli per una donna dicendo: «Apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà» (Pr 31,26). E tu? Come ti descriverebbe il tuo coniuge sulla scala della gentilezza? Quanto sei brusco o brusca? Quanto sei delicato/a e servizievole? Ti si devono chiedere le cose o prendi tu l'iniziativa per aiutare? Non pretendere che inizi l'altro/a ad essere gentile.
È difficile mostrare amore quando si sente poca motivazione, ma l'amore vero non è basato su quel che si sente. L'amore sceglie di mostrare attenzioni anche quando non sembra esserci alcun ritorno. Non saprai mai amare finché non impari ad essere gentile.
Compito
Questo è il compito per la seconda tappa.
Continua a non dire nulla di negativo al tuo coniuge e in più
compi almeno un gesto gentile e non atteso.
Osservazioni (di don Mario)
1. Ho scelto il giorno 6 perché è il giorno in cui si sono sposati i miei. Sarebbe molto più opportuno il 25, in riferimento all'Annunciazione, ma era troppo presto rispetto al post precedente.
2. Il "compito" propone solo un gesto gentile perché è pensato per un solo giorno. Noi che lo facciamo durare circa un mese, quanti gesti gentili ci dobbiamo proporre? Io direi uno al giorno. Buon lavoro.
3. Qualche suggerimento per contesti non matrimoniali? Se sai l'inglese, leggi qui.
4. Sì, lo so che l'immagine potrebbe essere ironica, ma mi piaceva troppo.
13 gennaio 2010
I. Pazienza
The Love Dare, giorno 1.
L'amore è paziente
Con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore (Ef 4,2).
L'amore si basa su due pilastri che lo definiscono: la pazienza e la gentilezza. Tutte le altre caratteristiche dell'amore sono estensioni di questi due attributi. Quindi da qui inizia la sfida, dalla pazienza.
L'amore ti aiuterà a diventare paziente. Quando decidi di essere paziente, rispondi in modo positivo a situazioni negative, diventi lento all'ira. Invece di essere insoddisfatto ed esigente, l'amore ti calma e inizi ad usare misericordia con quelli che ti circondano. La pazienza ci dà calma interiore in mezzo alle tempeste esteriori.
A nessuno piace stare vicino a persone impazienti che scattano facilmente con rabbia, mostrandosi sciocchi e facendo e dicendo cose di cui si pentiranno. L'ironia del reagire con rabbia a situazioni ingiuste è che genera nuove ingiustizie. La rabbia quasi mai migliora le cose, anzi, in genere aggiunge nuovi problemi.
La pazienza ferma i problemi sul nascere; più che mordersi le labbra o mettersi una mano sulla bocca, la pazienza è un respiro profondo: rasserena l'atmosfera. Ferma la stupidità che vuole agitare la sua coda di scorpione in tutta la stanza. È la scelta di controllare le emozioni invece di permettere alle emozioni di controllare te; è prudenza rispetto all'impulso di rispondere al male col male. Se il tuo coniuge ti offende, ribatti subito o mantieni il controllo? La rabbia è la tua reazione abituale di fronte ad un trattamento ingiusto? Se è così, stai diffondendo veleno invece della medicina.
La rabbia appare di solito quando un forte desiderio per qualcosa si unisce al disappunto o al dispiacere. Non ricevi quello che volevi e inizi a scaldarti dentro. Spesso il motivo è il nostro egoismo e la nostra stupidità. La pazienza è dove l'amore incontra la saggezza e ogni matrimonio ha bisogno di questa combinazione per mantenersi sano.
La pazienza permette al tuo coniuge di essere umano, perché è comprensiva verso gli sbagli di tutti. Quando gli altri sbagliano, concede tutto il tempo perché si correggano. Dà la forza per resistere nei momenti duri di una relazione, invece di cercare la fuga.
Come sarebbe il clima di casa tua se tu provassi questo suggerimento biblico: «Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti» (1Ts 5,15).
Pochi di noi vivono bene la pazienza e a nessuno viene spontanea, ma un uomo o una donna saggi, la cercheranno come ingrediente essenziale per il matrimonio. Questo è un buon punto di partenza per dimostrare vero amore. Ci siamo incamminati su un cammino lungo e la prima cosa che ci serve è la pazianza: stiamo correndo una maratona, non i cento metri, ma è una maratona che vale la pena fare.
Compito
Ecco il compito per questa prima tappa.
L'amore si manifesta in diversi modi, ma le nostre parole spesso riflettono il nostro stato interiore. Per questa tappa decidi di
Se ti viene la tentazione, almeno non dire nulla: meglio frenare la lingua che dire qualcosa di cui dovrai pentirti.
Se vuoi seguire in pieno i consigli del libro, tieni un diario di come va la tua lotta: come e quando hai vinto, se e come hai perso, se hai notato reazioni nell'altra persona.
(Fireproof - day 1)
L'amore è pazienteCon ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore (Ef 4,2).
L'amore si basa su due pilastri che lo definiscono: la pazienza e la gentilezza. Tutte le altre caratteristiche dell'amore sono estensioni di questi due attributi. Quindi da qui inizia la sfida, dalla pazienza.
L'amore ti aiuterà a diventare paziente. Quando decidi di essere paziente, rispondi in modo positivo a situazioni negative, diventi lento all'ira. Invece di essere insoddisfatto ed esigente, l'amore ti calma e inizi ad usare misericordia con quelli che ti circondano. La pazienza ci dà calma interiore in mezzo alle tempeste esteriori.
A nessuno piace stare vicino a persone impazienti che scattano facilmente con rabbia, mostrandosi sciocchi e facendo e dicendo cose di cui si pentiranno. L'ironia del reagire con rabbia a situazioni ingiuste è che genera nuove ingiustizie. La rabbia quasi mai migliora le cose, anzi, in genere aggiunge nuovi problemi.
La pazienza ferma i problemi sul nascere; più che mordersi le labbra o mettersi una mano sulla bocca, la pazienza è un respiro profondo: rasserena l'atmosfera. Ferma la stupidità che vuole agitare la sua coda di scorpione in tutta la stanza. È la scelta di controllare le emozioni invece di permettere alle emozioni di controllare te; è prudenza rispetto all'impulso di rispondere al male col male. Se il tuo coniuge ti offende, ribatti subito o mantieni il controllo? La rabbia è la tua reazione abituale di fronte ad un trattamento ingiusto? Se è così, stai diffondendo veleno invece della medicina.
La rabbia appare di solito quando un forte desiderio per qualcosa si unisce al disappunto o al dispiacere. Non ricevi quello che volevi e inizi a scaldarti dentro. Spesso il motivo è il nostro egoismo e la nostra stupidità. La pazienza è dove l'amore incontra la saggezza e ogni matrimonio ha bisogno di questa combinazione per mantenersi sano.
La pazienza permette al tuo coniuge di essere umano, perché è comprensiva verso gli sbagli di tutti. Quando gli altri sbagliano, concede tutto il tempo perché si correggano. Dà la forza per resistere nei momenti duri di una relazione, invece di cercare la fuga.
Come sarebbe il clima di casa tua se tu provassi questo suggerimento biblico: «Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti» (1Ts 5,15).
Pochi di noi vivono bene la pazienza e a nessuno viene spontanea, ma un uomo o una donna saggi, la cercheranno come ingrediente essenziale per il matrimonio. Questo è un buon punto di partenza per dimostrare vero amore. Ci siamo incamminati su un cammino lungo e la prima cosa che ci serve è la pazianza: stiamo correndo una maratona, non i cento metri, ma è una maratona che vale la pena fare.
Compito
Ecco il compito per questa prima tappa.
L'amore si manifesta in diversi modi, ma le nostre parole spesso riflettono il nostro stato interiore. Per questa tappa decidi di
dimostrare pazienza non dicendo mai nulla di negativo al tuo coniuge.
Se ti viene la tentazione, almeno non dire nulla: meglio frenare la lingua che dire qualcosa di cui dovrai pentirti.
Se vuoi seguire in pieno i consigli del libro, tieni un diario di come va la tua lotta: come e quando hai vinto, se e come hai perso, se hai notato reazioni nell'altra persona.
(Fireproof - day 1)
11 gennaio 2010
Ecco la sfida
PER SCALDARE i motori in vista del nostro percorso mensile lungo il libro di Stephen e Alex Kendrick, The Love Dare, vi propongo l'introduzione. È la dedica che il padre fa a suo figlio sull'agenda con il programma dei 40 compiti per 40 giorni per salvare il suo matrimonio. Per noi saranno più di 40 giorni, ma la dedica vale per tutti quelli che vorranno seguire questi consigli.Questo percorso di quaranta giorni non va preso alla leggera: è un processo impegnativo, spesso difficile, ma promette soddisfazioni straordinarie. Per accettare la sfida ci vorrà decisione e costanza. Non vale prendere qua e là o impegnarsi solo per qualche tempo: chi si ferma presto rinuncia a tutti i benefici. Se, però, ti impegnerai giorno dopo giorno per quaranta giorni, il risultato potrebbe cambiarti la vita... e il tuo matrimonio.
Accettalo come una sfida che ti arriva da quelli che l'hanno vissuta prima di te.
La sfida è posta e io l'accetto: tu, ci stai?
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