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02 ottobre 2015

Divertirsi in famiglia

LILLY, LEON e ORSON: moglie, marito e figlio di sei mesi (allora). Aggiungete una creatività superiore alla media e voglia di divertirsi insieme. Gli viene un'idea: lui è bravo con le foto (non ho idea se sia un professionista), la casa è piena di cartoni per un recente trasloco (e ancora un po' in disordine). Decidono di fare una parodia dell'ultimo film che hanno visto (Le avventure acquatiche di Steve Zissou, mai sentito), costruendo la messinscena con il materiale che hanno in casa.

Click! Foto condivisa in internet. Successone tra amici e parenti (questi ultimi, si sa, sempre voraci di foto del pargoletto). La foto è quella che vi riporto qui a fianco, quella che l'ha ispirata la vedete se seguite il link del film. Mi entusiasma notare che i fanali della barca sono due piatti rovesciati, gli "infissi" della finestra sono chiaramente cinture da uomo, scommetto che i teli sono un copriletto e degli asciugamani... Per apprezzare le espressioni bisogna vedere la locandina del film (stesso link di prima).

Si sono divertiti e così decidono di ripetere l'esperienza. Prossimo film: Lo squalo (spero non lo abbiano visto con il bambino!). Qui non so a quale scena si sono ispirati, ma il film lo conosciamo tutti. Questa volta entrano alla grande i cartoni del trasloco, e la foto è questa.

Non so a quale punto della storia si sono accorti che le loro foto quasi settimanali stavano ottenendo un successo "virale" (come si dice in internet). Altro che parenti desiderosi di vedere il piccolo Orson! E ora, da quasi due anni, continuano a produrre parodie di film e a postarle sul loro sito, cardboardboxoffice.com ("botteghino di cartone").

In un video raccontano il loro hobby: il principio è usare solo materiale già presente in casa (o almeno che sarebbe normale ci fosse – massima spesa finora 30$) e molto cartone, ora fornito da una ditta di traslochi che li sponsorizza. Ho già detto che si divertono un sacco?

Mi ha colpito una cosa che dicono nel video: non sappiamo se continueremo e per quanto, ma è chiaro che ormai abbiamo creato una tradizione per la nostra famiglia, una cosa che ci accompagnerà per tutta la vita. Bellissimo! Una tradizione di divertimento insieme. Invidio il piccolo Orson: invece della tv e dei videogiochi sta crescendo imparando a divertirsi con papà, mamma, orsacchiotto, cartoni, forbici, costumi, colori... Pensavo: non tutti sono creativi come Lilly e Leon, ma tutte le famiglie dovrebbero coltivare l'arte di divertirsi insieme.

Ah, e Happy birthday to me!

11 aprile 2015

Significati

LA NEWSLETTER CHE RICEVO da Goodreads si conclude sempre con la poesia vincitrice del mese per un qualche concorso di cui non sono al corrente. Di solito non la leggo, questo mese l'ho fatto. Non mi pare un capolavoro, però mi è piaciuta l'idea, che vi propongo in traduzione appena un po' libera.

significati

di Maya Stein

Metto fuori la spazzatura per chiederti scusa. Tu prepari la cena per ringraziarmi della dichiarazione dei redditi.
Resto sul divano per il mio malumore, tu vai a letto presto per il tuo.

Il cornetto, una proposta di pace. Due lavatrici, pentimento.
Il vialetto spazzato mentre ancora dormivo, quasi perdono.

Quando le parole finiscono, la casa è ancora conversazione.
Le stanze, bocche aperte. I pavimenti da spazzare, confortevoli abbracci.
C’è un bacio nascosto nel tubetto esaurito di dentifricio.
Quando il latte va a male ci innamoriamo di nuovo.

E così conservo il garage come argomento di peso mentre tu ti tieni la soffitta come asso nella manica.

What We Mean

I took out the trash to apologize. You made dinner to thank me for finishing
our taxes. I stayed on the couch for my bad mood. You went to bed early
for yours. The croissant, a peace offering. Two loads of laundry,
repentance. The sidewalk you shoveled while I slept, something resembling
forgiveness. When the words fail, the house still rings with conversation, 
its rooms, wide mouths, the unswept floors, a burgeoning embrace. A kiss waits
inside every spent tube of toothpaste. When the milk sours, we fall in love
all over again. So I am saving the garage for the hard argument. 
You are keeping the basement
in your back pocket.

22 novembre 2013

Il viaggio di C.S. Lewis

C.S. LEWIS LASCIAVA questo mondo il 22 novembre del 1963: 50 anni fa. Ho pensato di ricordarlo utilizzando una sua lettera (del 14/2/1946) in cui riassume le tappe della sua conversione. Da ricordare che queste cose le narra in un'opera allegorica intitolata The Pilgrim's Regress (Le due vie del pellegrino), usando proprio la metafora del viaggio.

Andata

Battezzato nella Chiesa di Irlanda (l'equivalente irlandese degli anglicani), nella sua famiglia trovò scarsa devozione unita a una osservanza solo formale.
A scuola, studiando i classici, notò il disprezzo con cui i manuali (ufficialmente cristiani) trattavano le credenze pagane e si domandò: "chi mi dice che le nostre credenze di oggi non appariranno altrettanto false agli studiosi di domani"?
Una sua insegnante, poi, era seguace della teosofia e contribuì alla migrazione delle sue già traballanti convinzioni, dal cristianesimo verso un confuso teismo.
Il colpo di grazia lo ricevette dal professor Kirkpatrick, che lo preparò più che brillantemente per l'esame di ammissione ad Oxford. Un intellettuale affascinante al quale Lewis rimase perennemente grato, ricevendone molti importanti influssi, non ultimo il suo agnosticismo quasi ateo.

Ritorno

Nel ricostruire i passaggi del suo ritorno alla fede, Lewis individua quattro passaggi.
1. Lo studio della filosofia, dove trovò argomenti inoppugnabili in favore dell'esistenza di Dio.
2. La crescente passione per la letteratura medievale, che gli rendeva diffcile pensare che uomini che tanto stimava potessero essersi sbagliati in fatto di religione.
3. La lettura di Chesterton e di George MacDonald (del fortuito incontro con Phantastes, complesso romanzo di fantasia, disse che fu il "battesimo della sua immaginazione").
4. L'ultimo passo fu degno di lui: una polemica con un amico convinto sostenitore dell'antroposofia: più si sforzava di smontare gli argomenti dell'amico, più si convinceva degli argomenti cristiani.

Mi piacerebbe un giorno confrontare questo percorso con quello di altri importanti convertiti, ad esempio sant'Agostino e Edith Stein. Mi sembra che i punti di contatto abbondino. Per ora posso solo registrare l'importanza della stima: Lewis perde la fede per l'influenza di due insegnanti che stimava; la ritrova per la stima dei medievali e di due scrittori. Senza dimenticare che, sebbene nella lettera in questione non ne faccia menzione, altrove riconobbe l'influsso di diversi amici e colleghi, Tolkien tra i primi.

Tra tutti gli influssi vorrei segnalare l'ambivalenza del ruolo di Kirkpatrick: lo rese agnostico per emulazione, ma gli insegnò anche a pensare in modo onesto e rigoroso. Questa impostazione fu determinante nella sua ricerca della verità, e non è un caso che, nei suoi romanzi, sia costante la presenza di un personaggio moralmente retto ma scettico.

14 gennaio 2013

Gianna Jessen a Roma

L’INCONTRO A ROMA con Gianna Jessen, di cui parlavo qualche post fa, è ora disponibile online. Buona visione.

10 novembre 2012

Audio del Papa

VI PROPONGO un modo (relativamente) semplice per ascoltare gli audio di udienze, angelus e omelie del Papa.

Il link www.radiovaticana.va/rss/rss.xml presenta un elenco delle ultime registrazioni disponibili. (Se sapete che vuol dire, potete abbonarvi al feed con il vostro browser o con un programma audio, se non sapete di che sto parlando... non fa niente)

Collegate al PC il vostro lettore mp3 o il vostro smartphone. Cliccando con il tasto destro del mouse sui link ai file mp3 potete scaricarli direttamente nell'apparecchio che userete per ascoltarli.

La cosa si può automatizzare di più con qualche programma di gestione dei download, ma chi sa di cosa sto parlando non ha bisogno delle mie spiegazioni. Buon ascolto.

(Ho messo anche qui nella colonna di sinistra un rimando ai tre audio più recenti)

29 luglio 2012

Wikipedia, addio!

IN QUESTI GIORNI mi trovo spesso a cercare riferimenti biografici, soprattutto le date di nascita e morte di molti autori. In questo mi aiutava sempre wikipedia, finché non è arrivato il turno di Guglielmo di Auxerre, sconosciuto (per wikipedia) teologo del XIII secolo. Intestardito (non era importante, potevo lasciar perdere) ho cercato su cathopedia, bella iniziativa ma ancora un po' povera di contenuti.

Allora mi è venuta in mente la Treccani, l'enorme enciclopedia compagna di tanti pomeriggi di ozio nello studio della mamma. Non mi ha mai deluso da bambino... e nemmeno ora! La Treccani è consultabile online, con voci brevissime ma ben curate, e c'è anche il plugin per firefox (immagino ci sarà anche per gli altri browser): ora è una delle mie opzioni di ricerca sempre a portata di clic.

Ovviamente i miei trascorsi hackeristici hanno subito attivato la tentazione di scaricarmi tutte le voci, almeno di alcune categorie, per tenerle a portata di palmare. Ora non ho tempo ma penso proprio che un giorno lo farò...

12 ottobre 2011

Rosa e non a caso

HO AGGIUNTO un nuovo titolo ai miei comics preferiti. Già tenevo d'occhio abitualmente (in ordine di preferenza) Garfield, Calvin & Hobbes e Non sequitur. Ora si aggiunge questo Rose is Rose che mi fa molta tenerezza: una coppia che si ama, un figlio piccolo, il suo angelo custode e un gatto coccoloso. A volte sdolcinato (suppongo che il titolo non sia casuale) ma così positivo che ti riconcilia con la vita. Spero mantenga le promesse dell'esempio proposto.

04 aprile 2010

Pasqua

UNA PAROLA! Vi prego, come un povero mendicante: datemi una parola!

Dopo tanto predicare – in questa settimana di "precetto pasquale", soprattutto quella predicazione personalizzata che è la Confessione – arrivo a Pasqua e non mi resta niente per me. Tutto molto bello: la Veglia pasquale è la funzione più bella della nostra liturgia, e con una squadra stupenda di accoliti/liturgisti e un altrettanto felice gruppo di coristi/lettori la eleva al sublime; bellissima, ma che cosa mi resta? Raschio il fondo e non trovo più nulla, nessuna parola da offrire al mio Signore risorto.

Allora inizio la giornata mendicando. E il gran Re, splendido come sempre, mi regala le sue monete d'oro.

Il primo regalo è arrivato da un amico, con cui andavo a San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi del Papa. Annuncia di voler "mantenere una promessa" che avevo dimenticato, e mi fa ascoltare La linea d'ombra di Jovanotti. Stupenda per chi ha letto il romanzo di Conrad. Non esattamente un pensiero pasquale, ma un bel regalo (e il tema per un prossimo post!).

Il secondo è stata un'immagine "misteriosa" proposta dal Papa. Nell'Angelus ha invitato a ricordare che il popolo eletto, dopo aver attraversato il Mar Rosso e aver esultato per la vittoria sugli egiziani, si è ritrovato... nel deserto! Non era ancora la "parola" che cercavo, ma materiale abbondante di riflessione per i prossimi giorni (se volete un titolo: "Dimensione pasquale della vita di tutti i giorni", non male, no?).

Infine, da Allegra, una poetica riflessione sul "Non è qui", la frase che gli angeli dicono alle donne venute al sepolcro a cercare il corpo di Gesù (la leggete qui). Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Già, perché cerchiamo la nostra speranza, la nostra gioia, le nostre sicurezze... tra i morti? Perché dimentichiamo tanto facilmente che la nostra fede è un'esplosione di gioia; è fede nel Risorto?

Grazie, Allegra. La mia parola per oggi è la tua: "Non è qui!".

12 marzo 2010

Libri per socializzare

UN PO' DI ANNI FA ero in autobus e, come mio solito, stavo leggendo un libro. In quel caso era La montagna incantata di Thomas Mann. Mi si avvicina un ragazzo più o meno della mia età e mi dice «Scusa la sfacciataggine, ma non posso resistere a farti i complimenti: stai leggendo un libro bellissimo!»
Chi avrebbe mai detto che la libritas potesse favorire la socializzazione? (Be', neanche tanto: il tizio disse la sua mentre stava scendendo alla fermata!)

L'episodio mi è tornato in mente quando ho letto di questa iniziativa. Si chiama Libri, libri, libri, nasce dall'idea di uno che voleva dire al mondo il suo amore per i libri. L'idea è semplice come l'uovo di Colombo: un giorno stabilito – il 26 marzo – tutti quelli che vogliono partecipare regalino un libro ad uno sconosciuto. Tutto lì: se ho capito lo spirito dell'ideatore, meglio se lo sconosciuto lo incontriamo abitualmente (tipo persona sull'autobus), ma in ogni caso, il libro che vuoi allo sconosciuto che vuoi.

È una sciocchezza, ma nella facciosfera ha già raccolto quasi 15 mila adesioni (qui il riferimento al gruppo). Penso proprio che lo farò anch'io: è decisamente più bello e più umano di BookCrossing, che già mi era piaciuto. Perché qui si tratta di rispondere non solo ad un mondo che legge sempre meno, ma anche ad uno sempre più individualista e lo sforzo di uscire dal nostro guscio e rivolgere la parola ad una persona che non conosciamo per fargli un regalo mi sembra un gesto doppiamente significativo.

A questo si è aggiunta l'idea di "scaldare i motori" con dei raduni cittadini. Qui ci sono le foto di quello che c'è già stato e il calendario dei prossimi appuntamenti.

17 febbraio 2010

Citazioni

RUBO UNA CITAZIONE dal blog di 1sorriso.
«
Se tutti volessero essere primi violini, non riusciremmo mai a mettere insieme un’orchestra.

Ama il tuo strumento, ma non cedere alla vanità nel considerarlo lo strumento supremo e unico. Ricorda che ve ne sono altri, e altrettanto belli.

Vai all’aria aperta appena puoi!!!

Sii modesto!! Ancora non hai inventato né pensato nulla che non abbiano già inventato o pensato altri prima di te.
E se così invece fosse, lo dovresti considerare come un dono del cielo, che devi condividere con gli altri.

Venera l’antico, ma va' incontro al nuovo con tutto il tuo cuore.
Non covare pregiudizi.
Non giudicare una composizione al primo ascolto.

»

da Robert Schumann, Regole di vita musicale.

03 febbraio 2010

Sull'amicizia e altre cose

IL SITO dell'Opus Dei riporta un articolo che vi consiglio caldamente di leggere. Si intitola Sulla personalità di un «difensore della vita». Titolo fuorviante, almeno per me che pensavo proponesse una biografia.

Si tratta di una conferenza di Jutta Burggraf ad un convegno sulla vita, ma quello che dice è molto interessante per un genitore, per un educatore, per i coniugi, per chi dà importanza all'amiciza... Insomma direi che è importante per tutti.

Vi riporto una citazione di Edith Stein che appare nell'articolo:
«Non accettate come verità nulla che sia privo d’amore. E non accettate come amore nulla che sia privo di verità. L’uno senza l’altra si trasforma in una menzogna distruttiva».

10 gennaio 2010

Un film, un libro e...

FIREPROOF, un film che forse non è nemmeno uscito nelle sale; dovrebbe essere ancora reperibile al noleggio e ve lo consiglio caldamente. È la storia di un eroico vigile del fuoco americano sposato da sette anni, ma il suo matrimonio arranca. Lo spettatore nota subito che la colpa è tutta sua, ma lui non capisce, gli sembra che sia sua moglie l'ingrata, mentre lei soffre e sopporta. Arriva la crisi: si parla di divorzio. Il padre di lui, facendo leva sull'affetto filiale e sul "ci sono passato anche io" gli fa promettere di provarci ancora soltanto per 40 giorni e gli consegna un'agenda con un consiglio al giorno che il figlio deve seguire. Qui inizia la storia vera.

Il film mi aveva inizialmente indisposto per i dialoghi un po' scontati, ma poi prende, anche perché la storia (nonostante le premesse) non è banale. Il tentativo di salvare il matrimonio arriva proprio quando la pazienza di lei si è esaurita, ai consigli buoni si affiancano anche quelli meno buoni e... qualche svolta abbastanza imprevista. Insomma, un film bello e decisamente istruttivo, senz'altro da consigliare a tutti gli sposati e a quelli che si preparano al matrimonio (io ho già deciso di comprarlo).

Ma poi il libro si conclude con l'informazione dell'esistenza di un sito (fireproof my marriage) ricco di spunti interessanti. E nel sito uno scopre che l'agenda del padre nel film è un libro: un percorso di 40 giorni, con un consiglio e un "compito" al giorno per rendere il matrimonio "a prova di fuoco". Nel sito c'era il primo capitolo è mi è piaciuto abbastanza da farmi cercare il seguito (cercando bene si trova, ma io non amo diffondere materiale pirata, quindi... niente link, sorry!). Si intitola The Love Dare (la sfida dell'amore) e si può ordinare qui, mentre il dvd lo trovi qui (ma si fa per dire: 20 gg per la consegna!)

Il film e quel che ho letto fin qui del libro mi hanno ispirato un pensiero: i problemi che affronta e i consigli che dà valgono, con i dovuti aggiustamenti, per ogni tipo di relazioni: ho pensato alla vita nella mia casa, ai rapporti con parenti e amici ecc. Se la morale è che tu puoi far molto per migliorare (o per rovinare) il tuo matrimonio, è anche vero che tu puoi fare (e in effetti fai) molto per migliorare o rovinare i tuoi rapporti con gli altri. E allora, idea "audace": non vi propongo un percorso di 40 giorni (quello è un tempo per un'azione di emergenza), sarebbe ragionevole 40 settimane, ma non ne ho le forze; così ho pensato di proporvi una tappa al mese. So già che difficilmente saranno quaranta, ma vorrei percorrere per me stesso, e con tutti quelli che vorranno accompagnarmi, un programma di un obiettivo al mese. È mia intenzione ogni volta proporre un estratto del libro, e poi magari nei giorni successivi provare ad applicarlo a contesti diversi dal matrimonio. Accetto suggerimenti su quale potrebbe essere un giorno del mese "significativo" per pubblicare questi capitoli.

09 gennaio 2010

Blog e cucina

UNO DEGLI SPUNTI che mi incoraggiano a riprendere questo blog è Julie & Julia. Basato su due storie vere, racconta di Julia Child, personaggio famosissimo nella cultura americana grazie ad una sua rubrica di cucina nei primi anni della televisione e al suo libro Mastering the Art of French Cooking, diffuso quanto da noi Il talismano della felicità. In parallelo vediamo svolgersi l'avventura di una meno nota Julie Powell, una trentenne amante della cucina, che si propone la sfida di realizzare in un anno tutte le ricette del famoso libro e raccontarle in un blog.

Il ruolo del blog nella storia mi ha invogliato a ritornare, ma il fatto è che il film mi è proprio piaciuto. Innanzitutto perché racconta di due donne felicemente sposate: proprio una bella novità in un cinema che sembra conoscere soltanto innamoramenti, avventure o matrimoni in crisi. È un piacere vedere descritto un amore normale, vissuto nel quotidiano, tra persone che si sostengono a vicenda, si stimano, si comprendono e, quando necessario, si sopportano anche. Così l'idea del libro Julia la riceve dal marito, e quando si spaventa all'accorgersi che l'impresa è proprio grossa, è il marito a farla andare avanti; allo stesso modo, l'idea del blog viene dal marito di Julie, che non ha molto idea di come si fa, e mi pare quasi commovente la scena di lui che le avvia il sito e lei che lo inaugura con il suo primo post.

E poi le due donne sono di una simpatia travolgente: positive, ottimiste, normalissime, innamorate della vita, dei loro mariti e di quello che fanno. Complimenti a Nora Ephron, già autrice di C'è posta per te (si vede che Internet le piace proprio!), per i personaggi e per i dialoghi, complimenti a Maryl Streep per la spassosa imitazione della vera Julia Child (spero che la cosa si noti anche nella versione italiana; in inglese è straordinaria).

Se volete riconciliarvi con la vita, con il buon cibo e con i blog, vi consiglio questo film. Devo però aggiungere due NOTA BENE: il primo è di non prendermi troppo sul serio, so di aver già rovinato diverse visioni di film ai miei amici per aver gonfiato troppo le aspettative... pertanto, io mi limito a dire che mi è piaciuto molto, poi vedetevela voi; il secondo NB è per le persone più delicate sul piano della castità: a mio giudizio il film è moralmente corretto, ma non nasconde il fatto che due coniugi che si vogliono bene esprimono il loro affetto anche con il corpo, chi avesse l'immaginazione troppo reattiva potrebbe forse trovarci delle scene inopportune.

07 ottobre 2009

Da pigra a secchiona in dieci secondi

DA TEMPO non vi propongo qualche stralcio rubato dal blog di don Enrique. Rimedio subito.

—Sono sempre stata così, dice sorridendo la mia interlocutrice. Sembra che non le importi continuare ad essere come è stata tutta la vita.
—Giuro: pigra, pigra, pigra... I miei genitori sono rassegnati: non cambierò mai!
—Quanti anni hai?
—Ne faccio sedici il mese prossimo.
—E se ti dimenticassi di essere pigra?
—Dimenticarmi?
—Sì: metti che sbatti la testa con la moto. Quando riprendi conoscenza non ricordi più niente, nemmeno di essere pigra. Noi ti facciamo credere che sei una secchiona schifosa e il gioco è fatto...
—Che fa, sfotte?
—Sì. Però credo che in fondo il tuo problema sia di eccesso di memoria. E poi a quindici anni l'unica cosa certa è che continuerai a cambiare. Io sono un fossile, ma tu... Dài! meno storie e mettiti sotto a studiare che siamo a ottobre.
—Va bene. D'ora in poi, secchiona.

Si alza ed esce di corsa dal mio ufficio. Io sospiro rassegnato: l'adolescenza non smette mai di sorprendermi.

21 settembre 2009

Mafalda


COPIO DA historias del metro e traduco:

E questi diritti... li rispettiamo, eh?
Non andiamo a finire come per i dieci comandamenti!

Grande Mafalda (grande Quino)!

31 maggio 2009

Internet siamo noi

«
Sebbene sia motivo di meraviglia la velocità con cui le nuove tecnologie si sono evolute in termini di affidabilità e di efficienza, la loro popolarità tra gli utenti non dovrebbe sorprenderci, poiché esse rispondono al desiderio fondamentale delle persone di entrare in rapporto le une con le altre. Questo desiderio di comunicazione e amicizia è radicato nella nostra stessa natura di esseri umani e non può essere adeguatamente compreso solo come risposta alle innovazioni tecnologiche.
»

BENEDETTO XVI, Nuove tecnologie, nuove relazioni, 24/5/2009


PER IL TRADIZIONALE messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, il Papa ha scelto di rivolgersi ai giovani: sono loro i principali protagonisti dei nuovi media e sono loro i più direttamente chiamati (lo siamo tutti) ad evangelizzarli.

Consiglio di leggere il messaggio: trovo entusiasmante l'atteggiamento positivo (e sapiente) con cui l'anziano Papa guarda alle nuove tecnologie. Sono cose buone, da utilizzare per promuovere il vero, il bene ed il bello e se qualcuno le usa male ci dispiace come quando vediamo deturpare le bellezze della natura.

Ci invita a coltivare la vera amicizia, non accontentandoci di imitazioni superficiali ed esercitandoci nell'arte di voler bene al prossimo "reale" (familiari, vicini, colleghi) oltre che al prossimo "virtuale". Auspica inoltre che i mezzi di comunicazione, ormai così essenziali per interagire con il mondo globalizzato, non siano negati ai paesi meno avanzati.

Spero che il messaggio venga recepito anche dagli "immigrati tecnologici". Recentemente leggevo un articolo di economia su come comunicare con le nuove generazioni, e arrivava ad una conclusione molto logica: se volete comunicare o vendere o collaborare con le nuove generazioni, assumete un giovane capace e fate lavorare lui! Guardate il sito preparato dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali (pope2you.net) e ditemi se non dovrebbero leggere quell'articolo. (Siamo buoni: forse il sito mostra che hanno capito il messaggio e ci stanno provando con tanta buona volontà).

Discorso analogo per i nuovi media. Mi sembra significativa la locandina scelta dal Pontificio Consiglio: un uomo che si arrampica pericolosamente su un circuito integrato. Che fatica! Internet non ha bisogno di "missionari", stranieri venuti da lontano, che parlano male la lingua, che devono studiare la cultura locale...: internet siamo noi! Il messaggio del Papa risponde alla locandina: noi non siamo "risposta alle innovazioni tecnologiche" ma persone che esprimono il loro naturale "desiderio di comunicazione e amicizia". E riempiamo internet di vero, di bene e di bello (e di Dio) perché questa è casa nostra e la arrediamo di quello che più ci piace.

20 maggio 2009

Castità?

HO POSTATO sul mio blog di appoggio un video sulla castità. Mi aveva colpito molto l'abilità dei due relatori, visti a Sydney durante la GMG, di rendere simpatica e intensa una conferenza che "parte in salita". Ho fatto la fatica di sottotitolarlo in italiano e ora sto cercando di produrre un dvd decente.
Intanto se volete vedere il video in bassa qualità, lo trovate qui (la seconda parte qui).
Nelle prossime settimane proverò che effetto fa ad un pubblico di giovani, mentre con i grandi ho già provato ed è stato un buon successo. Gradisco riscontri.

21 aprile 2009

Non mi avrai...

MI È PIACIUTO un recente post di Prof 2.0 dove esprime il suo rifiuto di leggere gli scritti di un noto (quale? io non lo so) e premiato professore. Uomo che si vanta di disprezzare tutti e tutto, ma non disdegna premi e riconoscimenti.
Riporto l'inizio del post, il resto lo trovate qui.

«
Non mi avrai, blasonato premio nobel che tutti leggono.
Non avrai il mio tempo.
Tu, premiato dalla cultura accademica, che si compiace nel sentirti dire: "Per quale ragione dovremmo amare gli uomini?"
Non mi avrai. Non avrai il mio tempo.
»

18 febbraio 2008

L'Africa vista dall'Africa

UNA SCOPERTA davvero sorprendente. Un romanzo divertente, positivo, ricco di buon senso, ma soprattutto... africano!
In un certo senso l'autore è africano: Alexander McCall Smith è nato e cresciuto in Zimbabwe (più esattamente bisognerebbe dire Rhodesia, come precisa il protagonista di Blood diamond, almeno perché così si chiamava quando lui ci è nato e cresciuto). Questo me lo rende particolarmente simpatico. Trasferitosi in Scozia per l'università, è rimasto lì e fa il professore universitario – medicina legale: l'ideale per uno che scrive polizieschi – ma è anche uno scrittore di successo da quando ha inventato il personaggio della signora Precious Ramotswe, una grassa matrona del Botswana che di mestiere fa l'investigatrice privata.
Quello che mi piace è che i personaggi sono africani con "complesso di superiorità". Per loro noi europei siamo dei poveretti che non conoscono le buone maniere, non sanno vivere (per esempio pensano che sia meglio essere magri, poveretti!) e, soprattutto, non hanno la fortuna di abitare nel posto più bello del mondo! (e condivido tutte e tre le opinioni).
Per fare qualche esempio (riferisco a memoria, magari poi farò qualche citazione): Freud è un professore importante, non credo del Sud Africa, più probabilmente inglese, secondo il quale il problema principale è che i bambini vogliono troppo bene alla loro mamma. E questa è un'idea evidentemente assurda, perché è una cosa buona che i bambini vogliano bene alla loro mamma, ma evidentemente nessuno ha dato retta a questo signore perché nonostante tanti anni di sue insistenze, i bambini continuano a voler bene alla mamma, almeno in Botswana, grazie a Dio, è così.
Insomma, un libro molto divertente e in più scopro ora che è in offerta a 5 euro. Lo consiglio caldamente, soprattutto a quelli che, come me, hanno un debole per il Continente Nero.
Alexander McCall Smith, Le lacrime della giraffa, RL Libri 2006.

05 febbraio 2008

Un'immagine per pensare

QUESTA FOTO l'ha scattata Giulia; se guardate il suo blog (pensare in un'altra luce) si capisce che pensa per immagini; anche il nome del blog lo dice. A volte riflette su una sua foto, altre volte — come questa — è il pensiero che chiama l'immagine.

Un ponte — più probabilmente il camminamento sul muro di una diga — che si perde nella nebbia. Simbolo dell'andare verso l'ignoto. Lei lo usa per dire addio ad una persona cara, e con parole davvero commoventi (le trovi qui), rese più dolorose da una prospettiva solo terrena (almeno, così mi pare).

Ma quando ho visto l'immagine, prima di aver letto il testo, ho pensato che volesse essere una metafora del nostro rapporto con gli altri. Ogni volta che ci apriamo a qualcuno ci mettiamo in cammino verso un ignoto: varrà la pena? corrisponderà? mi farà del male? Eppure è una strada che non possiamo rinunciare a percorrere.

Le mie preghiere, e un ricordo speciale nella Messa di domani (Mercoledì delle Ceneri, con il suo "Memento, homo..."), per Giulia e per l'anonimo defunto.