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16 ottobre 2022

Un quasi haiku di Etty Hillesum

LEGGEVO UN PENSIERO di Etty Hillesum e mi sono detto: "sembra quasi un haiku!". Se non per la metrica, sicuramente nella struttura: c'è un'osservazione, che produce una risonanza emotiva, che porta ad una conclusione non scontata. Lo riporto nella versione di Lorenzo Gobbi: Etty Hillesum, Il bene quotidiano, p. 68 (17 giugno 1942).
Quella gialla rosa tea si è aperta. Solo per tutto questo giallo, che comunque non è nemmeno giallo, si dovrebbe confidare in Dio.
Si può condensare in un vero haiku? Il bello dell'haiku è la sua brevità. Richiede di concentrare molto, lasciare molto al non detto e, comunque, rinunciare sempre a un bel po' di quello che volevi dire. Che poi significa lasciare al lettore lo spazio perché dica lui, perché lo spunto da cui il componimento è nato, risuoni nell'altro con significati nuovi.  
 
Io ci ho provato, ed è venuto fuori questo:
giallo è il fiore
tu puoi, se guardi bene
credere in Dio

22 dicembre 2018

Haiku mariani (2 - Natale)

COME TROPPO SPESSO mi succede, l'entusiasmo dell'idea di comporre haiku sui misteri del Rosario, si è raffreddato alle prime difficoltà. Ma visto che un po' ero andato avanti, metto qui le nuove aggiunte.

Visitazione (segue)

Bambina mia
Il Re è nel tuo grembo
Sole che sorge

Natale

Che volto offrivi
Al tuo figlio, tuo Dio?
Mille emozioni

Ma sul Natale devo per forza riproporre il mio haiku preferito (composto nel Natale 2002 e "postato" nel 2007: mi sembra ieri!). Non è espressamente "mariano" ma mi piace troppo!

E nella grotta
Rumina lento il bue
La sua preghiera

Con tanti auguri!

15 novembre 2018

Haiku mariani

NON HO MAI PENSATO di saper scrivere poesie. Comporre haiku per me è piuttosto un esercizio di riflessione e un piacevole braccio di ferro con le parole.

Se non fosse così, avrei scacciato immediatamente l'idea che mi ha assalito qualche giorno fa: comporre degli haiku sui Misteri del Rosario. Per farlo scelgo di allentare un po' i requisiti di contenuto di questa composizione, per avere qualche spazio in più di espressione. Ed ecco i primi risultati.

Annunciazione

Umile donna
Ancella al suo Signore
Ora gli è madre

Da qui al Cielo
Ci voleva una porta.
E viceversa


Visitazione

Fretta di gioia
Portatore portato
Prima di nascere

Se vi piacciono, pregate che continui. Se non vi piacciono... pregate che smetta!

31 dicembre 2017

Haiku del 2017

QUALCUNO mi ha fatto notare che quest'anno non ho prodotto nessun haiku (be', se è per quello, nemmeno molti post: questo è il quinto in tutto l'anno!). Pensandoci, è un vero peccato, perché un haiku è composto di 17 sillabe, e nel 2017 si poteva valorizzare questa coincidenza numerica. ("Anno dell'haiku"? Ormai è andato).

Allora concludo l'anno con questa sciocchezza, e mi guardo bene dal fare propositi per il 2018 relativi a questo blog.

Come un haiku
di DICIASSETTE sillabe
l'anno finì

Con tanti auguri!

02 ottobre 2016

Haiku di compleanno

Nessun nemico.
Qualche ferita, sì:
da fuoco amico.

Solo una nuvoletta che ha oscurato per un momento i pensieri nel giorno di un compleanno. Ma tranquilli: il clima prevalente era di gratitudine, arricchiti da un numero veramente grande di messaggi di auguri (e non ho guardato Facebook! Ringrazio qui e chiedo scusa in anticipo, se finirò per non farlo lì).

Mi dispiace anche che sia venuto un kaiku "scorretto": nessun riferimento alla natura né tantomeno alle stagioni. Molto grave! In compenso, credo sia la prima volta che ci metto una rima.

Gli altri miei haiku li trovi qui.


04 marzo 2015

Haiku del venerdì pomeriggio

VABBE’, lo ammetto, il titolo è poco poetico, ma ho composto questo haiku proprio per esprimere il senso di stanchezza che provavo un venerdì a fine giornata. Immagino che ci siamo passati tutti.

come montagna
stanca del proprio peso
inamovibile

A volte gli haiku fanno questi scherzi: uno vuole dire una cosa e quello che viene fuori è un po' diverso. Come in certe fiabe, pensare che una montagna non sia un gigantesco ammasso inanimato... Grandissima sì, inanimata no: solo si è mossa poco nelle ultime migliaia di anni.

Ho continuato a seguire questi pensieri strambi e ho immaginato che un animista, convinto che ogni oggetto abbia un'anima e, pertanto, una sua forma di vita, magari ci direbbe: «Non esistono cose inanimate, esistono solo cose molto stanche» (puoi twittare anche questo cliccando qui).

Sì, è stato un momento di follia, però a quel punto avevo messo da parte la stanchezza, avevo annotato sullo smartphone un haiku decente... e mi sono divertito.

06 febbraio 2015

Haiku d'inverno

CON DISPIACERE mi accorgo di non aver pubblicato nessun haiku nel 2014. Addolorato, mi porto almeno avanti per il 2015.

bianco di luce
danza nel cielo scuro,
come un'idea.

Non ho resistito alla tentazione di fabbricare un'immagine simile a quella che ha ispirato questo haiku (ringrazio Gimp). Gli haiku precedenti li trovi qui.

24 dicembre 2013

Haiku di Natale

MI SONO ACCORTO che in questo 2013 non avevo composto nessun haiku, quindi mi affretto a rimediare. Stavolta è venuto facilmente, e vi ricordo che, perché si rispetti, deve avere un significato, uno stato d'animo, un riferimento alla natura e, possibilmente, alla stagione. Se poi parlasse dei fiori di ciliegio, sarebbe la perfezione, ma in questo caso il fiore che ho in mente è il garofano (per motivi miei!).
bocciolo verde
trasformerà il giardino
alla fiorita

Con tanti auguri.

19 ottobre 2012

Haiku del Madagascar

NON SO QUANDO troverò il tempo per raccontare qualcosa di un'estate molto movimentata. Ma per una estrema sintesi, niente di meglio dell'arte dell'haiku. Questo è quanto riesco a dire di quest'ultimo viaggio.

Splendida stella
nel nero cielo australe.
Dove le altre?

(l'immagine c'entra...)


11 settembre 2011

Haiku


QUESTO È NATO quasi da sé.


Non puoi soffrire
per l'erba calpestata.
E a volte muore.

29 dicembre 2010

Haiku (quasi) di Natale

VOLEVO COMPORRE un haiku natalizio, ma quando ti metti a fare braccio di ferro con le parole e con i sentimenti, non sempre viene fuori quello che volevi. Questo qui è più un "haiku di stagione" — come certi season's greetings invece degli auguri di Natale: con le renne e altri cornuti ma nessun simbolo religioso — ma almeno è onesto: rispetta le regole ed esprime uno stato d'animo (per la precisione un paio).

punge al contatto
meraviglia di neve
subito sciolta

Con i miei auguri.

25 febbraio 2010

Haiku

DA TEMPO non compongo un haiku, ma lunedì scorso sono uscito da una riunione in uno stato d'animo particolare, ed ecco quello che è venuto fuori sull'autobus nel lungo tragitto di ritorno:

Seme nel vento:
quando si poserà
potrà dar frutto.

Vi spiegherei anche che vorrebbe dire, ma temo che un "seme nel vento" possa leggere e non gradire. Magari un giorno...

(scusate, riposto questo per cancellare la discussione che ha generato: è un po' macchinoso ma non vedo altro modo)

09 ottobre 2009

Un antico haiku

LA SETTIMANA SCORSA ho ricevuto un paio di sorprese bellissime. Una è un libretto sugli haiku che mi ha fatto arrivare mia sorella. Per ringraziarla le ho promesso che tornerò a cimentarmi con questa forma tutta regole, ma non ora. Intanto però scopro che il padre dell'haiku è un certo Matsuo Basho, vissuto nel XVII secolo. Di lui vi propongo questo haiku (per ora quello che mi è piaciuto di più), in traduzione inglese:
Brushing the leaves, fell
A white camellia blossom
Into the dark well.

(Sfiorando le foglie, cadde / un bianco fiore di camelia / nel pozzo oscuro)

Mi piace per la sonorità (c'è anche la rima), ma ancora di più per la suggestione dell'immagine: il perfetto candore di una camelia gettata – e per puro caso – nell'oscurità di un pozzo. Fa pensare, no? In questo momento ho negli occhi la freschezza delle più giovani tra le allieve con cui mi sono intrattenuto un paio di giorni fa: le loro domande curiose sulla vita e su un mondo (oscuro?) che iniziano appena a conoscere e che a volte mi pare pronto ad inghiottirle.

Ho anche provato a tradurlo "bene", rispettando la metrica (la versione inglese è impeccabile), ma ho dovuto rassegnarmi al consiglio di Ezra Pound: non tradurre le parole, ma quello che l'autore avrebbe detto se avesse usato la tua lingua (già, si fa presto a dirlo). Si vede che l'inglese è più sintetico dell'italiano ("os-cu-ro" vs. "dark": tre a uno!) e l'immagine del fiore chiaro che precipita nell'oscurità del pozzo proprio non trovo lo spazio per riprodurla. Questo è quanto sono riuscito a fare:
Camelia candida
nel fango per un urto
involontario.

Qualcuno si cimenta a proporre una traduzione migliore?

25 agosto 2008

Haiku estivo


Si bagna e fugge
a incipriarsi le piume
di secca polvere.


DA TEMPO non ci riprovavo. Mi diverte la sfida di piegare un insieme "impossibile" di regole e la sensazione che il risultato finale non sia mai soltanto opera tua. È un compromesso tra quello che volevi dire e quello che ha detto l'haiku.

Stavolta però non lo commento. Mi sembra come spiegare le barzellette. Consti però che un significato "emotivo" ce l'ha, altrimenti come haiku non varrebbe.

23 dicembre 2007

Natale: un haiku

ERANO I GIORNI di Natale e cercavo un'ispirazione. Mi sta succedendo ogni anno: predico, predico, ma non sempre arriva qualcosa per me, per il mio Natale. Quella volta erano successe diverse cose, pensavo di aver avuto idee brillanti, ispirazioni utili ecc. ecc. Poi, guardando un presepe molto semplice – solo le figure essenziali, però a grandezza naturale – lo sguardo mi è caduto sul bue.

La tranquilla posa tradizionale, lo sguardo fisso sul bambino – e non intelligente come quello della mucca nella foto – mi hanno fatto capire e mi è venuto da ridere di me stesso. Io che penso tanto, e magari mi contrario se non mi viene un'idea di mio gusto, e lui, sereno, che si limita a contemplare, senza niente di speciale da dire, però sta lì, nel posto giusto.

Allora ho composto questo haiku (chi mi conosce sa che è il massimo di poesia che mi riesco a permettere, perché richiede più abilità che arte; qualche spiegazione la trovi qui), che offro a tutti come mio biglietto di auguri per quest'anno.

e nella grotta
rumina lento il bue
la sua preghiera.

Con i miei auguri di un santo Natale molto centrato sul vero protagonista, che si è fatto bambino per essere sempre vicino a te.

02 novembre 2006

Haiku di autunno


traccio sul vetro
una via che le gocce
seguono in parte


29/10/2006

Che cos'è

L'haiku è per il Giappone quello che per noi è il sonetto. Si tratta di una composizione di tre versi, di 5-7-5 ideogrammi (quindi sillabe per la nostra lingua).
Alla ristrettezza del metro bisogna aggiungere che non sono ammessi concetti astratti e che deve contenere qualche accenno alla stagione. Inoltre deve esprimere uno stato d'animo.
Come se non bastassero tante condizioni per diciassette sillabe, per essere "perfetto" dovrebbe contenere sempre anche un riferimento al ciliegio, albero specialmente caro ai giapponesi. Questa ultima condizione non è vincolante, quindi la trascuro.
 

Questo haiku

Sul metro ho sempre qualche dubbio, ma mi sembra che ci siamo; nessun concetto astratto; il riferimento implicito alla pioggia dovrebbe andare bene per la stagione.
Quanto allo stato d'animo, nasce dalla constatazione, particolarmente frequente per me in questi giorni, di poter influire realmente sulla vita degli altri, ma mai quanto e mai proprio come vorrei io.
 
Questo è il mio nono haiku in 4 anni. La distillazione è un lavoro lento!