12 gennaio 2009

Sicurezza

IERI CI HANNO fermato ad un posto di blocco. Eravamo tre sacerdoti, di ritorno dalla chiesa italiana di Johannesburg dove ho avuto il piacere di celebrare la Messa.

Il nostro anfitrione, uno spagnolo mio compagno di studi, in Sud Africa da circa tre anni, ci dice che è ordinaria amministrazione: ai posti di blocco fermano più o meno tutti per un controllo generico. Accostiamo. Passano un paio di minuti prima che la corpulenta poliziotta ci si avvicini. Saluta in una lingua sconosciuta, probabilmente Zulu, poi passa all'inglese. Da dove venite? Il mio amico risponde che abbiamo lavorato in chiesa tutta la mattina e ora torniamo a casa a riposare. Che chiesa? Cattolica. Lei è anglicana. Be' allora siamo molto vicini! Non sei stata a Messa oggi? Ci spiega che da quando fa questo lavoro non frequenta più tanto la chiesa, perché a lavorare di domenica la pagano meglio.

Rimproveri vari, qualche altro scherzo. Penso che la conversazione sia finita, ma a questo punto chiede i documenti. Occhiata distratta e saluti, non senza un altro paio di chiacchiere.

Ripartendo l'amico ci spiega che questa è l'educazione africana: ci ha fermati solo per controllare i documenti, ma partire direttamente da lì sarebbe maleducato. Prima bisogna scambiare due chiacchiere. Rapporto umano! Mi è sembrata una bella cosa, anche se così si impiega più tempo.

Essendo in tema, chiacchieriamo un po' di sicurezza. Gli dico che a sentire i giornali europei qui sarebbe il far west, invece mi sembra tutto ragionevolmente tranquillo. Risposta: dodicimila morti violente l'anno ti semra tranquillo? Qui i conduttori dei mini autobus girano armati, e lo fanno per difendersi dai delinquenti, ma anche per poter rispondere al fuoco dei conduttori delle aziende concorrenti. Non è raro che ci siano scontri a fuoco tra due gruppi di mini autobus e quando interviene la polizia diventa una sparatoria a tre fuochi.

No, il tema della sicurezza da queste parti è ancora un grosso problema!

Diario africano - 2

5 commenti:

Nicola Gonzo ha detto...

Grazie mille per questi post che mi hanno aiutato ad alzare gli occhi per guardare lontano verso l'Africa con tutte le sue meraviglie e i suoi problemi! Essendo reduce dalla "mia Africa" della Blixen mi sono davvero piaciuti!
Bellissime anche le foto! ^_^
..personalmente quella del nokia immerso nella natura le batte tutte!!! ;oB

anonimok ha detto...

Si, l'educazione è una bella cosa, ed impiegare più tempo fa parte della bellezza.

anonimok ha detto...

Dimenticavo, bentornato, ti aspettavo.

Don Mario ha detto...

@anonimok: grazie!

Don Mario ha detto...

@Nicola: pensa che mia madre non riusciva a vedere il film La mia Africa perché il protagonista maschile (Robert Redford?) aveva troppi punti di contatto con mio padre.

Certo, l'Africa delle meraviglie e l'Africa dei problemi sembrano due mondi diversi, eppure sono inseparabili. Penso che valga la pena tenerle presenti tutte e due.