08 settembre 2013

Trecentotrentatrè

MI SONO ACCORTO che il precedente era il post numero 333. Un terzo di mille. Mi piace!

Ho dato una scorsa al passato: questo blog è nato nell'aprile del 2005, quindi ha già compiuto otto anni, che in internet sono tanti. Facendo due conti sono una quarantina di post all'anno, poco meno di uno a settimana. (In realtà non so che farmene di questo dato).

Lavorincorso ha avuto almeno due, forse tre, ripensamenti profondi: perché lo faccio? per chi? quanto tempo dedicargli? ecc. E moltissime volte ho deciso di lasciarlo, ma finora sono tornato sempre. Ormai è chiaro: mi piace scrivere così, non credo di saperlo fare in altro modo e non credo nemmeno di poterne fare a meno. Quindi l'essenza di questo blog è che scrivo perché mi va, cercando di farlo solo quando ho qualcosa da dire (e che stonature quando ho tradito questo principio) e sempre con in mente il saggissimo consiglio di Buzzati: "Cerca di non annoiare il lettore".

Ah, e ho capito un'altra cosa in questi anni: chissene importa di quanti lettori hai, quello che importa è sapere di qualcuno che ti legge. Stephen King dice che ogni scrittore in realtà scrive per una persona (lui per sua moglie – che tenero! ma è da notare che sono insieme dal 1971, con tutti gli alti e bassi di questo mondo, e forse anche il suo scrivere "per lei" avrà aiutato). Chi scrive per sé stesso o è un grandissimo genio o, più probabilmente, avrà la soddisfazione di vedersi letto dal suo destinatario... e nessun altro!

E così ecco fatto lo statuto di questo blog:
  1. scrivo perché mi va,
  2. quando penso di avere qualcosa da dire,
  3. per quelle persone che so che mi leggono,
  4. cercando di non annoiare.
Buona continuazione!

P.S. Cercando un'immagine adeguata per questo post ho scoperto Project 333, di cui ho utilizzato il logo. Un'idea perlomeno divertente per le donne (e prima di accusarmi di sessismo, andatelo a vedere!).

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