14 novembre 2008

Letture V

COME VOLA il tempo! È di nuovo ora di svuotare un po' l'elenco dei libri letti, e quindi eccomi qua a ricordare titoli di prima dell'estate.

Cormac McCarthy, Sunset Limited (8/08) ***
Un negro dei bassifondi di qualche megalopoli degli Stati Uniti discute con un colto professore universitario. Non vi dico che cosa ci fanno insieme (e consiglio – ma questo sempre – di non leggere le quarte di copertina per tenersi il gusto di scoprirlo da soli), ma il piccolo libro è un unico dialogo sulla fede e il senso della vita. McCarthy sfoggia tutta la sua maestria nella composizione dei dialoghi. In particolare mi sorprende la sua abilità di rendere quei momenti, così frequenti nella vita reale e così rari in quella "scritta", in cui i due interlocutori non si seguono rigorosamente, con risposte non date, cambi di argomento, malintesi, reazioni emotive.

Più leggero rispetto al suo solito, in qualche momento sfiorando la commedia. Ma è sempre McCarthy: non garantisce il lieto fine. Come leggevo in un articolo su di lui, uno che scrive così può raccontare quello che vuole, tanto lo leggeresti comunque. E poi gli argomenti che tratta non sono mai banali.

Susanna Tamaro, Va' dove ti porta il cuore (7/08) ***
Una rilettura dovuta ad alcune chiacchierate con un amico, ormai più di un anno fa. Ero rimasto con l'impressione di non aver colto tutta la ricchezza di questo romanzo, per averlo letto a suo tempo troppo in fretta e senza sapere cosa fosse (Vi ricordate? Nel mio giro produceva discussioni animatissime tra chi ci vedeva un'anima cristiana e chi nichilista. Che sia nichilismo cristiano?).

Per chi non lo conosce, è un diario che una anziana signora, consapevole di essere malata, scrive per la sua nipote che se n'è andata "sbattendo la porta" e respinge ogni tentativo di ricontattarla, con la speranza che possa trovarlo al suo eventuale ritorno, visto che probabilmente non si incontreranno più. Racconta la sua vita, i suoi sbagli, la tristissima vicenda della figlia – madre della destinataria del diario – e le lezioni imparate.

Un gran libro, saggio e sofferto, ma temo di averlo letto con troppe aspettative: il mio interlocutore di un anno fa ci vedeva molto più di quello che sono riuscito a leggerci io. Pazienza.

Alexander McCall Smith, The No. 1 Ladies' Detective Agency (6/08) ***
Dopo la lettura di Le lacrime della giraffa mi era rimasto il desiderio di leggere altre avventure poliziesche della matrona africana. Così ho preso il primo volume della serie, in inglese. Mi ha sorpreso la prima parte, dove ripercorre le vicende del defunto padre di Precious Ramotswe, i duri anni di lavoro in miniera che gli avrebbero minato la salute, sempre con la nostalgia per il suo paese, e poi il disastro dell'avventato matrimonio della protagonista, che aveva perso la testa per un poco di buono. Non mi aspettavo questi argomenti in un romanzo fondamentalmente umoristico. Penso che sia il talento di questo autore: far sorridere e intrattenere ma senza essere mai banale. Per il resto, ho trovato la stessa splendida e sapiente Mma Ramotswe che con buon senso, intuito femminile e profonda conoscenza dell'anima africana, va risolvendo i suoi primi casi. Piacevole e divertente.

Segnalo che, mentre sta uscendo il ventesimo volume della serie, il Daily Telegraph sta pubblicando a puntate online un nuovo romanzo di McCall Smith. Io sto ascoltando la versione letta da un attore e non so se per le capacità dell'attore o per la simpatia dell'autore, lo sto trovando molto piacevole (purtroppo però non è ambientato in Africa).

Eric-Emmanuel Schmitt, La mia storia con Mozart (6/08) ***
Un adolescente in crisi al punto da meditare il suicidio trova la salvezza nell'ascolto di un brano di Mozart: "Se esiste qualcosa di così bello, pensa, forse vale la pena di vivere". Inizia così la storia di una vita scandita da incontri e ri-incontri con la musica del grande compositore, come la vicenda di un'amicizia personale, al punto da volerla fissare nelle lettere di un impossibile epistolario: uno scrive al Mozart del passato e lui risponde oggi con la sua musica. Contribuisce all'attrattiva del libro la presenza di un disco che raccoglie i brani di cui si parla.

Lettura piacevole, originale e brillante, ma verso la fine si ha la sensazione che la trovata delle lettere a Mozart e degli "incontri" nei momenti cruciali della vita sia stata sfruttata abbastanza. Comunque bello.

Miguel Pérez de Laborda, Introduzione alla filosofia analitica (5/08) ***
Ricordo un professore che mi diceva che quando si legge un filosofo anglosassone ci sembra così radicalmente diverso che viene da chiedersi se quella sia davvero filosofia. Forse "continentali" e anglosassoni fanno due attività intellettuali diverse che solo per equivoco vengono chiamate con lo stesso nome di filosofia. La causa di questo divario si può far rimontare a molto lontano, ma la situazione attuale è facile da "etichettare": la filosofia anglosassone è in gran parte influenzata dalla filosofia analitica, la nostra no.
E allora ecco una guida introduttiva per quelli che partendo da una formazione più europea volessero curiosare un po' in questa scuola così diversa da tutto il resto. Si scopre così che sono autori interessanti, per nulla banali e che, come sempre succede, passato il radicalismo iniziale ora portano avanti discorsi che possono appassionare anche uno che li legga da oltre oceano. Don Miguel scrive con grande semplicità e chiarezza (uno dei pregi dei filosofi analitici!) un manuale che ho letto con piacere.

Joseph Ratzinger, Maria. Chiesa nascente (5/08) ****

Una raccolta di interventi del card. Ratzinger sulla Madonna. Il Papa sorprende sempre per la semplicità con cui riesce a dire cose profonde e mai scontate. Però va letto con attenzione, altrimenti uno non si accorge della qualità. Ergo: finisce nell'elenco dei libri che voglio assolutamente rileggere!

Andrea Pamparana, Bernardo. Il chiostro e la strada (5/08) **
Letto per simpatia verso questo giornalista-filosofo che dedica un po' del suo tempo a stuzzicare gli interessi culturali degli alunni della scuola professionale qui all'Elis. Inizia straordinariamente bene costruendo con efficacia il dramma della fondazione dei cistercensi che stava per esaurirsi in un fallimento alla prima generazione, per la mancanza di nuove vocazioni, le numerose defezioni di quanti non reggevano la più dura delle regole monastiche e la vita troppo spesso breve di quanti invece si impegnavano ad andare fino in fondo. Finché un giorno non bussa alla porta il giovane Bernardo, nobile, bello, di costituzione delicata, così deciso ad abbracciare quella vita da essere riuscito a trasmettere il suo entusiasmo ai più di trenta fra parenti ed amici che aveva portato con sé. Quella trentina di novizi, ma soprattutto le doti straordinarie di Bernardo, cambierà le sorti dell'ordine cistercense.

Peccato che l'autore più va avanti e più perde il gusto della narrazione, impelagandosi in citazioni troppo lunghe, aride e numerose. Dopo lo slancio iniziale si fa invece fatica a finirlo.

E poi non gli perdono di non aver menzionato il Memorare, la bellissima preghiera che dobbiamo a S. Bernardo, né di aver saputo spiegare la vicenda della regola dei Templari, per la quale il santo prima si rifiutò, trovando assurdo che ci fossero dei monaci guerrieri, ma poi, conoscendoli, cambiò idea capendo che chiunque aspiri alla santità è già un guerriero nello spirito. Malriuscito, mi dispiace.

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1 commento:

fiordicactus ha detto...

Di Cormac McCarthy, ho sul comodino "non è un paese di vecchi", ma dopo la strada, e dopo aver abbandonato la trilogia del West, non so! Ai posteri ;-)
Quello della Tamaro, è uno di quei libri che non mi ha entusiasmato, vero è che l'ho letto appena è uscito e, forse, non avevo l'età!
Mi è successo anche con "il nome della rosa, l'ho lasciato dopo le prime pagine, appena uscito, poi, l'ho ripreso e mi sono ricreduta!
La signora Ramotswe, mi è piaciuta nel libro "le lacrime della giraffa" e cercherò gli altri! In italiano, visto che ho sempre pensato (all'epoca) che l'inglese non mi sarebbe mai servito! ;-)
Se mi inciampo con quello su bernardo, ci provo, ma come dici tu, spesso queste biografia, iniziamno bene e poi diventano una sfilza di copia/incolla di documenti e ti passa la voglia!
Ciao e grazie dei consigli,R
Ps. Ho scritto su "il cavallo rosso" da me, e la figlia picola mi ha detto che non l'ha letto perchè l'ha visto lungo e lo pensa palloso(il post) . . .avrò sbagliato qualcosa nella sua educazione??? :-DDD