21 maggio 2011

Siamo tutti romantici

GIOVANISSIMI COMPAGNI di scuola. Decidono di fare una bravata, forse una delle prime per loro: appuntamento una sera davanti alla scuola per scrivere in terra una frase d'amore per una compagna. Tutti d'accordo che l'ideatore del "misfatto" e, ovviamente, principale interessato, dovesse esserne anche l'autore materiale.

Ad un tratto arriva in strada un energumeno, dall'aria per nulla rassicurante, pitbull al guinzaglio e vistoso bastone in mano. Gli amici se ne accorgono per primi e, coraggiosi e leali, si defilano prudentemente. Il nostro eroe, inginocchiato in mezzo alla strada, si accorge della visita solo quando il signore inizia a gridare.

— Queste cose le fai a casa tua! Devi proprio venire qui a imbrattare la strada?

(forse avrà usato espressioni più colorite, ma il narratore non ricorda con sicurezza)

Il ragazzo, spaventato, non vede altra possibilità che esprimere candidamente la sua posizione:

— Ma è per una ragazza...

Secondo lui una motivazione più che ragionevole. Dapprima l'energumeno rimane interdetto, forse per la risposta inattesa, forse perché il nostro eroe, che la paura ha paralizzato nella sua posizione in ginocchio, pare anche più piccolo dei suoi tredici anni scarsi. Poi gira sui tacchi e se ne va, mentre lo si sente borbottare: "Be', se è per una ragazza...".

A distanza di un paio d'anni il piccolo uomo conserva ancora quel candore disarmante. Prego che non lo perda crescendo.

18 maggio 2011

Fantasy vo’ cercando...
(4 - Glen Cook)


Glen Cook, The Black Company (3/11) ***

Il narratore è medico e cronista della Black Company, una compagnia di soldati di ventura con una tradizione secolare di onore e affidabilità. Gli uomini sono tutti combattenti veterani, ognuno con qualcosa alle spalle da dimenticare, e per loro la Compagnia è tutta la loro vita. Inizia per loro una nuova impresa, coinvolti nelle ormai pluridecennali guerre del nord, e molto presto si rendono conto che il loro nuovo committente è uno dei "cattivi": uno dei dieci maghi del passato riportati in vita dalla moglie dell'imperatore, maga ancora più potente di loro, e che ora, eliminato il consorte, governano il regno con grande crudeltà.

La Compagnia non si perde d'animo e cerca di mantenere l'onore servendo lealmente e professionalmente in una guerra che presto si rivela essere di tutti contro tutti e dove non è più tanto chiaro chi siano i "buoni". Ovviamente finiranno per avere un ruolo determinante nell'evoluzione della contesa.

Questo romanzo è presentato come il vertice del "fantasy militare". Non sapevo nemmeno che esistesse questo sotto genere ma una volta trovatolo è chiaro di che si tratta e si capisce che possa avere i suoi sostenitori. È proprio come i classici (e numerosissimi) romanzi di guerra, dove i soldati sono veri soldati, i valori sono l'amicizia e l'onore, il nemico è sempre più forte ma c'è sempre un modo per sconfiggerlo e in realtà i più forti siamo noi perché siamo una squadra. Soltanto trasportato in un'ambientazione fantasy: mondo simil-medievale, magia, profezie, minacce oscure ecc.

Può sembrare un giudizio negativo ma non lo è: il romanzo scorre bene, qualche accenno di spessore nei personaggi, momenti di grande tensione, battaglie, problemi da risolvere e brillanti soluzioni. E poi c'è davvero il gioco di squadra che rende la Compagnia capace di destreggiarsi fra poteri molto superiori ai loro, i cattivi da punire, gli amici da salvare, gli stratagemmi da inventare... Se amate i film di guerra (io no!) e vi piace il fantasy avete trovato l'autore per voi.

Difetti? È un cocktail di cliché (tre lingue in una sola frase, mica male, no?): molto ben riuscito, piacevole da mandare giù... ma rimane proprio poco. Ah, e una brutta notizia: il romanzo è degli anni 1980, sono sicuro che è stato tradotto in italiano, ma potete scordarvi di trovarlo in vendita. Uniche possibilità le biblioteche di quartiere o gli ebooks pirata...

15 maggio 2011

Se il telescopio è sporco


CITAZIONE DA Mere Christianity di C.S. Lewis (in italiano Il cristianesimo così com'è).

« Mentre in altre scienze usi strumenti che sono esterni a te (cose come microscopi e telescopi), lo strumento per osservare Dio è tutto te stesso. E se la persona non si mantiene pulita e splendente, la sua percezione di Dio sarà confusa — come a guardare la luna con un telescopio sporco. Per questo nazioni orribili hanno religioni orribili: osservano Dio attraverso lenti sporche.

Solo a uomini veri Dio può mostrarsi come è veramente. »
C.S. Lewis, Mere Christianity, libro IV, capitolo 2.

07 maggio 2011

Certe quarte di copertina

TANTI ANNI FA rimasi deluso dalla quarta di copertina di un romanzo. Ricordo ancora che si trattava de Il potere e la gloria di Graham Greene, e man mano che andavo avanti nella lettura cresceva sempre di più il sospetto che la breve descrizione in quarta mi avesse già rivelato come andava a finire. La realtà era anche peggiore (la stupidità umana non ha limiti): la quarta di copertina tentava di rivelare come andava a finire, salvo che sbagliava la conclusione! Comunque decisi che non avrei mai più letto né quarte di copertina né prefazioni varie e questo mi ha salvato molte volte il piacere della lettura.

Dopo tanti anni però ci sono cascato di nuovo!

Stefano Baldi, Sia fatta la tua volontà (4/11) ***
Certo, devo ammettere che è difficile descrivere questo romanzo senza raccontarlo tutto, ma occhio: nella quarta di copertina, fedelmente copiata su tutti i siti di librerie online (compreso quello a cui rimanda il mio link), viene detto proprio tutto, fino alla sua conclusione.

Cercando di non fare lo stesso errore e invitando chi fosse interessato a fare lo sforzo di coprire subito la quarta senza leggerla, vi dico solo che si tratta di una storia di redenzione. Un ragazzo di paese dalla vita vuota, o meglio, piena di stupidate con gli amici e di sogni frustrati dalla sua stessa debolezza di carattere, scontrandosi con alcune prove della vita e con persone che si confrontano abitualmente con la crudezza di problemi veri, riesce progressivamente a trovare senso e pienezza.

(Be' era proprio difficile riuscire a non dire di più)

Mi è piaciuto per una scanzonata autenticità. La figura del vitellone buono a nulla circondato da amici come lui, capace di concepire la sua vita solo in termini di calcio, donne e piccole rivalità, con i discorsi da bar e le "imprese" del sabato sera è allo stesso tempo molto vera e molto divertente. Ma, senza perdere il tono scanzonato, gradualmente entrano nella storia riflessioni, momenti di svolta, occasioni importanti. Ne risulta un romanzo profondo e commovente che mi va di consigliare.

Certo, bisogna segnalare alcune situazioni scabrose ed un linguaggio e mentalità molto volgare in tutta la prima parte. Inoltre direi che si nota la mancanza di un lavoro di revisione che avrebbe probabilmente distribuito meglio le proporzioni della storia: troppo lunga la prima parte (si poteva utilmente condensare il primo centinaio di pagine), appena accennati alcuni sviluppi interessanti che potevano ricevere maggiore attenzione, almeno un personaggio sul quale si finisce per creare un'aspettativa eccessiva rispetto al ruolo che svolge effettivamente.

Se gli eredi dell'autore avessero avuto il coraggio di affidare il manoscritto ad un buon editor con la proposta di ricavarne un romanzo a due mani, ne poteva uscire un capolavoro. Così è una storia divertente, profonda e commovente (e non è poco!). Vi assicuro però che se superate la metà non smetterete più di leggere (soprattutto se non avete letto la quarta di copertina!)